Focus/ Autogrill influenzata in Borsa dalla febbre suina
Il panico per la febbre suina sale sempre più, in una escalation che non può non farsi avvertire anche sulle Borse. Secondo gli esperti di mercato, infatti, la negatività dei listini azionari di oggi sarebbe soprattutto riconducibile ai timori legati all'impatto che una eventuale pandemia internazionale potrebbe avere sulla timida ripresa economica che pare fare capolino all'orizzonte. 
E' tuttavia un dato di fatto che il panico da febbre suina si fa sentire più su alcuni settori che su altri. Secondo gli esperti di Liberum Capital, il comparto maggiormente colpito dovrebbe essere quello turistico retail, mentre particolarmente vulnerabile potrebbe mostrarsi anche il lusso. Tra i singoli titoli che più potrebbero soccombere, gli analisti di Liberum Capital segnalano il travel retailer "puro" quotato in svizzera, Dufry, e l'italiana Autogrill.
Per quanto riguarda quest'ultima, la dinamica dell'impatto negativo la spiegano dettagliatamente gli analisti di Equita sim in una nota diramata in mattinata: "I timori che l'influenza suina possa svilupparsi in una pandemia dovrebbero influenzare con ogni probabilità le quotazioni della società italiana, presente con punti di ristorazione negli aeroporti dei Paesi europei e del Nord America, così come, anche se più marginalmente, in quelli del Centro America e del Middle East".
"I ricavi aeroportuali - aggiungono da Equita, che hanno sull'azione rating "hold" con prezzo obiettivo di 5,8 euro - nel 2008 hanno rappresentato per Autogrill il 62% delle vendite a livello di gruppo", e per questo il titolo, "in un'ottica di breve termine", potrebbe sottoperformare l'andamento del mercato azionario. In effetti, sembrano esserci i presupposti perché questo si verifichi: le azioni del gruppo attivo nella ristorazione autostradale questa mattina fanno registrare cali nell'ordine dei sei punti percentuali, ben più del rosso degli indici di Borsa.



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