Autogrill/ Governance: né mantra né facile ricetta, ma leva importante per la crescita delle imprese
Nessuno ne ha la ricetta precisa, ma gli ingredienti sono oramai noti, e la convinzione è che una buona Governance sia una leva indiscutibile per lo sviluppo delle imprese. Al teatro Litta di Milano sei tra i maggiori esperti di Governance in Italia hanno discusso giovedì sera 15 gennaio dei meccanismi di governo delle imprese, incalzati dalle domande di Sebastiano Barisoni, caporedattore di Radio 24. Spunto dell'incontro è stata la pubblicazione del volume “Corporate Governance e sviluppo internazionale. Autogrill, un viaggio di valori”, di Alessandro Minichilli, Assistant Professor presso il Dipartimento di Management dell’Università Luigi Bocconi di Milano.
Sul palco, oltre all'autore, erano presenti Giorgio Brunetti, Professore emerito di Strategia e Politica aziendale dell'Università Luigi Bocconi di Milano, Rosalba Casiraghi, Presidente di Nedcommunity, Massimo Ferrari, Professore di Finanza Internazionale all’Università LUISS di Roma, Marco Reboa, Professore di Economia Aziendale all'Istituto Universitario Carlo Cattaneo di Castellanza e Stefano Preda, Professore ordinario di Analisi dei Sistemi Finanziari al Politecnico di Milano.
L'incontro è stato introdotto da Gianmario Tondato Da Ruos, Amministratore Delegato di Autogrill, che ha spiegato l'importanza della Governance per il suo Gruppo.
Come ha indicato Barisoni, infatti, oggi è più che mai necessario dare un contenuto concreto al termine Governance, per evitare che questa parola sia ripetuta come un mantra privo però di ogni efficacia.
Sollecitato dagli interventi video di Angelo Tantazzi - Presidente di Borsa Italiana - e di Gregorio De Felice - Presidente dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari - sui significati del termine Governance, il dibattito è entrato subito nel vivo con la sottolineatura posta da Brunetti del legame esistente tra Governance e Consiglio di Amministrazione. Se Governance significa stabilire le regole del gioco e parlare delle strutture, allora tra le strutture più importanti quella centrale è il Consiglio di Amministrazione. Reboa ha ricordato che è proprio il CDA che per primo è chiamato a interpretarsi, scegliendo ad esempio se sottolineare maggiormente la funzione di monitoraggio o quella di indirizzo in un delicato ruolo di equilibri e contrappesi. Soluzioni a priori non ce ne sono, come non ne esistono neppure per determinare i rapporti migliori tra proprietà, management e azionisti di minoranza.
Analogamente, non esiste la formula perfetta di un CDA ideale, come è stato mostrato dal secondo video con le interviste dell’amministratore indipendente Franco Morganti e del Direttore Affari legali e societari di Indesit Company Giuseppe Catalano. I relatori in sala si sono però mostrati d'accordo nel sottolineare con Minichilli l'importanza della competenza e dell'indipendenza dei membri del CDA. E' stata anche ricordata la necessità di avere Consigli poco numerosi, non pletorici e quindi capaci di agire in tempi brevi. Ferrari ha sottolineato il tema della rappresentanza, ed è stato anche toccato il problema della remunerazione. A tale proposito è stato ricordato come uno dei problemi degli incentivi sia stato quello di averli legati a obiettivi di breve termine e non a prospettive di medio e lungo periodo. L'impressione di Casiraghi, comunque, è che oggi in Italia i comitati di remunerazione abbiano iniziato a funzionare.
L'ultimo video, contenente le interviste di Francesco Taranto, Consigliere di Eni, e José María Palencia, Amministratore Delegato di Aldeasa (Gruppo Autogrill), è stato lo spunto per introdurre il tema della relazione tra Governance e sviluppo internazionale. Anche in questo caso, tuttavia, non esistono modelli unici di Governance per le imprese che si espandono all'estero.
Preda ha ricordato in conclusione come in fondo il tema della Governance sia arrivato in Italia solamente da una decina di anni. I passi percorsi in questo periodo nel nostro Paese sono stati però già molti, e nel dibattito è emerso come anche le imprese non quotate o quelle familiari abbiano iniziato a riflettere sui meccanismi di governo per migliorare la propria competitività.
La Governance, quindi, non è un mantra e non ha una formula precisa, ma nel suo essere processo in continuo divenire ha già dimostrato di sapere accompagnare e stimolare la crescita delle imprese italiane di successo.



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