Auto Usa/ Merkel: "Comportamento inaccettabile". Ecco perché GM ha fatto dietro front
La considerazione del board e' che un produttore globale dell'auto non puo' rinunciare alla presenza in Europa. GM non pensa a rivedere l'intero piano di dismissioni. Il mese scorso Henderson ha venduto il brand Hummer ai cinesi della Sichuan e la Saturn alla Penske Automotive e sta ancora trattando la cessione di Saab al gruppo svedese Koenigsegg. Il Wall Street Journal in un commento scrive che ''GM ha fatto la cosa giusta'' sottolineando la posizione di debolezza del ceo Henderson che era determinato alla cessione ma il board ha lentamente cambiato rotta. Oltre ai segnali di ripresa del mercato dell'auto, e negli Stati Uniti le previsioni indicano un 2010 robusto in termini di vendite, GM ha considerato che mantenere le attivita' europee consente di abbassare i rischi su piattaforme e tecnologie.
Tuttavia GM si espone all'incertezza del mercato europeo che nel 2010 non dovrebbe essere particolarmente brillante. Inoltre il 2009 mostra che Opel accusa la peggiore performance tra i grandi produttori europei con una contrazione delle vendite di oltre il 12%, oltre il doppio rispetto al trend del mercato con una quota in calo di quasi un punto percentuale. A differenza delle operazioni Hummer e Saturn, GM non avrebbe incassato neanche un euro dalla cessione di Opel e mantenendo una partecipazione ne avrebbe condiviso, quota parte, gli oneri. Mantenere Opel comunque rappresenta al tempo stesso un onere consistente.
Il mercato europeo e' forse quello piu' competitivo al mondo e per GM sara' particolarmente difficile ottenere risultati brillanti sia nel vecchio continente che in Nordamerica. Difficile inoltre immaginare che GM trovera' sostegno nel governo tedesco. Il quotidiano Handelsblatt in un editoriale ha scritto che ''la Merkel e' caduta nella trappola Opel. Gli interessi americani hanno vinto''. Alla fine il principale rischio e' che GM stia prendendo un grande abbaglio. Il mercato dell'auto e' in recupero ma pensare che si possa tornare alla situazione pre-crisi e' perlomeno un atto di arroganza culturale.



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