Auto/ Ripresa in scena a Francoforte. Per l'indotto è ancora profondo rosso

Mercoledì, 16 settembre 2009 - 09:13:00

Fiat, continua la ripresa in Europa. Chrysler: prime grane per Marchionne
Mentre il mercato delle quattroruote archivia gli ultimi dati positivi (agosto) sulle immatricolazioni, al Salone dell'auto a Francoforte, i principali produttori tornano a parlare di M&A (fusioni e acquisizioni). Un'attività che indica che i big player del settore guardano con una certa fiducia al futuro. Almeno nel breve. Anche perché, come ha fatto sapere il presidente della Fiat Luca Cordero di Montezemolo "non è così scontato che gli incentivi al settore dell'auto (che secondo qualcuno avranno soltanto l'effetto di spostare di un anno la flessione della domanda), giunti a termine, non siano rinnovati" in alcuni Paesi europei.

E così, secondo alcune voci, dopo la battaglia vittoriosa su Porsche, Volkswagen ha messo nel mirino anche la giapponese Suzuki e la tedesca Man. Di Man, VW controlla già una quota di minoranza mentre ieri il numero uno operativo del secondo gruppo mondiale dell'auto, Martin Winterkorn, confermando indirettamente che qualcosa bolle in pentola, ha affermato che "il portafoglio ordini della Suzuki si adatterebbe benissimo alla gamma VW". Aggiungendo che "noi oi ci guardiamo sempre attorno".

Fiat industria

In Francia, invece, Peugeot-Citroen oltre a parlare con Fiat per una collaborazione nel comparto dei veicoli commerciali, il gruppo transalpino ha confermato anche i contatti con Bmw per un accordo sui componenti o sui motori. Sempre sull'asse franco-tedesco, poi, si è tornato a riparlare della possibile collaborazione tra Renault e Daimler, tutti movimenti che vanno nella direzione di quanto sostenuto oltre un anno fa dall'amministratore delegato di Fiat-Chrysler Sergio Marchionne, secondo cui per sopravvivere nel settore occorre una taglia minima di 5-6 milioni di autovetture prodotte.

Intanto, però, se i principali produttori dimostrano un certo attivismo, l'indotto delle quattroruote continua a soffrire la crisi. Dopo aver annunciato che alla fine dell'anno taglierà circa 10.000 dei suoi 270.000 posti di lavoro, il più grande produttore di componenti per autoveicoli, la tedesca Bosch ha stimato un calo del 15% del fatturato 2009 a circa 38 miliardi. Un rosso mai registrato prima.

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