Auto/ Gm dichiara bancarotta. A Fiat le attività sane di Chrysler
| Fiat digerisce in fretta, almeno in Borsa, la delusione per l'esito della gara per Opel, e intanto incassa l'ok del giudice fallimentare Usa alla vendita degli asset sani di Chrysler alla cordata di cui fa parte la casa torinese; il rialzo e' del 3,73%, in una giornata positiva per tutto il settore auto in Europa, che ha accolto bene la bancarotta pilotata di Gm negli Usa. Fiat/ Azienda, gravi conseguenze per agitazioni sindacali Melfi |
Il destino del piu' grande colosso automobilistico statunitense si e' compiuto: General Motors ha portato i libri in tribunale per avviare la procedura di bancarotta che comportera' la chiusura di 11 impianti e la perdita di 21mila posti di lavoro. Il piu' grande fallimento industriale nella storia degli Stati Uniti. Nella notte era arrivato l'annuncio ufficiale della Casa Bianca. Poi la formalizzazione della richiesta di accesso al Chapter 11 e la presentazione della documentazione per lo scorporo delle attivita' piu' sane.
Il governo fornira' alla storica azienda automobilistica di Detroit aiuti per altri 30,1 miliardi di dollari (aveva gia' versato 20 miliardi di aiuti pubblici), divenendo il maggiore azionista con una quota del 60 per cento. E Obama ha indicato le tappe di un processo che dovrebbe compiersi in 60-90 giorni e fara' riferimento all'esempio di Chrysler, che ha dichiarato bancarotta il 30 aprile scorso ed e' riuscita a dare soluzione a gran parte dei suoi problemi legali.
Proprio oggi e' arrivato infatti il via libera della Corte Usa alla vendita degli asset "buoni" di Chrysler alla nuova compagnia che sara' guidata da Fiat. Lo scrive il New York Times, secondo cui il giudice Gonzalez ha approvato la vendita di asset per un valore di 2 miliardi di dollari alla nuova azienda che avra' come azionista principale un fondo pensionistico legato all'Uaw, il sindacato delle quattro ruote Usa, con il 68 per cento. Fiat controllera' il 20 per cento, mentre al governo canadese e statunitense tocchera' il restante 12 per cento. Quanto a Chrysler, Obama è certo che il gruppo uscira' dalla bancarotta in pochi giorni e sara' pronta a completare l'alleanza con Fiat.
Anche General Motors, isomma, uscira' presto dalla bancarotta. Ne e' convinto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, il quale ha dichiarato che le parti coinvolte hanno dato vita ad un piano di ristrutturazione "sostenibile ed attuabile" e che la quota di auto costruite in Usa e' destinata a "crescere per la prima volta in decenni". Obama ha riconosciuto "l'importanza che l'industria dell'auto ha per il benessere degli americani" e ha affermato che un collasso di General Motors e Chrysler avrebbe inflitto "danni enormi all'economia americana". Il presidente degli Stati Uniti ha spiegato che il governo si trova suo malgrado a gestire quote cosi' vaste di aziende private e non ha alcun interesse nella gestione di una compagnia che la stampa di oltreoceano ha gia' ribattezzato "Government Motors".
Nell'accordo per la GM, il presidente Usa ha rimarcato che ''non c'e' nessun trattamento privilegiato'' ricordando che i sindacati americani dovranno concedere ulteriori concessioni. "Il piano per GM e' serio e credibile'' ma ''si tratta di un piano difficile e che richiede ingenti risprse che solo uno Stato puo' garantire''. ''Sono consapevole che il 60% della GM in mano al contribuente americano puo' alimentare preoccupazioni'', ha detto Obama aggiungendo che ''siamo azionisti riluttanti''. Poi Obama ha ripetuto che ''il governo non gestira' la GM. Quando dovranno essere prese le decisioni piu' difficili - ha detto - come la possibile chiusura di stabilimenti, la decisione spettera' al consiglio di amministrazione della GM''. L'amministrazione della Casa Bianca interverra' solo su questioni che attengono ai temi governativi.
Certo, l'amministrazione Usa ha riconosciuto che la situazione di General Motors e' "piu' complessa" di quella della sorella minore e che il processo sara' piu' lento, ma ha aggiunto che il percorso dovrebbe durare "tra i 60 e i 90 giorni". L'azienda e' stata costretta a ricorrere alla bancarotta perche' la maggioranza degli obbligazionisti non ha accettato di convertire i propri titoli nella nuova Gm ristrutturata.
La procedura prevede anche la chiusura negli Stati Uniti di 11 impianti e la sospensione temporanea di altri tre come parte del processo di ristrutturazione, il che presuppone la cancellazione di 21.000 posti di lavoro. Henderson, rimarra' al timone e accompagnera' il colosso in bancarotta ma anche ad altri esponenti del board sara' chiesto di restare. Entrera' invece nel cda un rappresentante di un fondo pensionistico legato al sindacato United Auto Worker mentre il governo canadese avra' una poltrona in cambio dei 9,5 miliardi di dollari di prestito concessi.



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