Auto/ Marchionne cambia look e cerca alleati. Ma per gli esperti meglio puntare su Bmw, Porche e VW

Martedì, 10 gennaio 2012 - 15:37:00

 

 

Marchionne nuovo look

FORUM/ Ora Marchionne sceglie lo stile dandy: barba brizzolata e sciarpa. Ti piace?

Chissà se Sergio Marchionne ieri ha avuto modo di leggerla: una nota di Credit Suisse riporta al centro dell’attenzione degli investitori il settore automobilistico mondiale e la possibilità che anche nel 2012 continui ad ampliarsi il divario, non solo borsistico, tra i risultati dei “migliori della classe” come Bmw e Volkswagen tra i produttori europei, e i gruppi più deboli.

In particolare proprio Fiat e Peugeot-Psa sarebbero i gruppi “più a rischio” secondo l’opinione degli esperti rossocrociati e guarda caso sempre ieri Marchionne in un’intervista rilasciata da Detroit al Wall Street Journal ha aperto all’ipotesi di un ulteriore allargamento della partnership Fiat-Chrysler ad un nuovo produttore che i giornali italiani oggi identificano con Peugeot (ipotesi che piace alla borsa ma i cui benefici non sembrano così netti per molti analisti e che il manager si è affrettato a smentire oggi), ma che potrebbe essere anche il gruppo Suzuki, con cui il manager aveva già dichiarato lo scorso settembre di voler rafforzare le intese (Fiat già ora fornisce al gruppo giapponese, storicamente legato a Volkswagen, delle motorizzazioni diesel) dicendosi pronto a nuove collaborazioni “che permettano di ridurre i costi”.

Il problema principale, secondo gli analisti di Credit Suisse, sarà tuttavia rappresentato da un ulteriore peggioramento del mercato automobilistico europeo: in questo caso più che guardare ai margini gli investitori dovrebbero tenere d’occhio la necessità di nuove ricapitalizzazioni per prevenire possibili crisi di liquidità. Tra l’altro nonostante uno scenario macro avverso molti investitori, spiegano gli uomini di Credit Suisse, continuano a sovrappesare il settore auto europeo, così nonostante un calo mediamente del 25% del settore nel corso del 2011, il rischio di ulteriori discese non è da escludere, anzi.

Tutto questo porta gli esperti a suggerire di puntare solo sui titoli di aziende liquide e “difensive” come Bmw, che può sfruttare il momento felice delle sue vendite negli Usa e in Cina, Volkswagen, che nonostante l’esposizione al rischio-Europa è messa “relativamente meglio dei suoi concorrenti” e Porsche, che gode di un buon potenziale di rivalutazione “se diminuiranno i rischi legali”. Tra i produttori di componenti le preferenze vanno a Michelin, Continental e Fiat Industrial.

Al contrario se Renault e Daimler sembrano ormai troppo a buon mercato per rischiare ulteriori perdite ma mancano per ora di un motivo specifico per recuperare significativamente terreno in borsa, i titoli assolutamente da evitare sono per il broker svizzero proprio Peugeot e Fiat, la prima troppo esposta alla domanda privata europea (vista in ulteriore calo), la seconda già fin troppo ben valutata e a rischio di sorprese negative in relazione all’andamento del business nei prossimi trimestri. Prospettive negative pure per le nordiche Scania e Volvo oltre che per Autoliv.

Luca Spoldi



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