Aste/ A New York il Warhol storico batte tutti
| La Liz Taylor di Warhol risolleva Phillips de Pury & Co. / “Liz 5”, un ritratto della diva dagli occhi viola scomparsa lo scorso marzo realizzato nel 1963 da Andy Warhol, è stato il top lot a New York dell’asta di arte contemporanea di Philips de Pury & Co del 12 maggio. Dopo un’agguerrita sfida telefonica tra due compratori l’opera, proveniente da una collezione privata che ritrae l’attrice in primo piano su di un fondo azzurro, è stata battuta a 26.9 milioni di dollari. Le stime pre-asta erano dai 20 ai 30 milioni. Un altro ritratto turchese di Liz Taylor del 1963, consegnato dall’attore Hugh Grant all’asta Christie’s di New York nel 2007, era stato aggiudicato a 23.6 milioni di dollari. Tre opere del padre della Pop Art (il terzo frutto di una collaborazione con Basquiat) sono stati i top lot della vendita che ha raggiunto un totale di 98.8 milioni di dollari, una cifra che ha più che triplicato i 23,3 milioni fatturati da Philips nel maggio dello scorso anno. Al secondo posto “Flowers”, battuto a 8.146 mila dollari. Medaglia di bronzo per l’opera “Third eye” di Warhol-Basquiat, venduta a 7.026.500 dollari. |
Un mercato tiepido che conferma Andy Warhol “superstar” registrando importanti risultati per la fotografia. Si è concluso con la vittoria di Christie’s la sfida milionaria delle Evening Sales di arte contemporanea di maggio. La casa d’arte francese ha battuto sei record d'artista (Andy Warhol, Cindy Sherman, Cy Twombly, Urs Fischer, Richard Diebenkorn e Anselm Kiefer) incassando in totale 301.683.000 $ con un’altissima percentuale di venduto (95% per numero di lotti e 99% per ammontare). Il risultato del 2010 era stato di 138, 1 milioni di dollari. Di contro, Sotheby’s ha totalizzato 128,1 milioni di dollari (venduti 47 dei 58 lotti proposti) registrando un calo rispetto al risultato dello scorso anno (189,9 milioni di dollari).
Per quanto riguarda Christie’s, è stato un privato europeo a formulare l’offerta più alta (38,44 milioni di dollari) per il top lot della serata dell’11 maggio: un autoritratto di Andy Warhol del 1963-64 in quattro parti, che partiva da una stima di 20-30 milioni di dollari. L’opera in quattro pannelli a fondo azzurro/blu del 1963-64 ha scatenato un buon quarto d'ora di rilanci coinvolgendo professionisti del calibro di Gagosian e Segalot, per poi finire in mano ad un collezionista europeo disposto a superare la stima di 20-30 milioni. Dei due autoritratti dell’artista di Pittsburg, questo era quello stimato di meno: l’altra tela, realizzata nel 1986, che il dipartimento aveva quotato tra 30 e 40 milioni, è finita al terzo posto nella graduatoria, acquistata da un mercante a 27,5 milioni di dollari.
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Molto meglio per «Untitled No. 17», un olio su tela di Mark Rothko del 1961 partito da una valutazione di 18-22 milioni di dollari e pagato alla fine da un collezionista europeo 33,7 milioni di dollari. Il tema dell'autoritratto ha fatto da filo conduttore della vendita con la proposta di un trittico di Francis Bacon "Three Studies for a Self-Portrait" del 1974, battuto a 25,3 milioni (la stima riservata partiva da 25 milioni).
Importante risultato anche per Cy Twombly, che ha superato il proprio record personale con un'opera a toni grigi del 1967, finita nelle mani di un collezionista europeo per 15,2 milioni, appena oltre la stima di 10-15 milioni. Ben quattro i Calder offerti, di diversi periodi e dimensioni, tutti aggiudicati ben oltre le stime di partenza: primeggia tra questi la grande scultura dipinta di rosso di oltre due metri "The Clove" del 1970 che ha raggiunto 3,9 milioni di $ da una stima di 2-3 milioni. Nuovo record anche per Ansem Kiefer (il dipinto dai tipici toni grigi "Dem Unbekannten Maler ha raggiunto 3,5 milioni di $ da una stima di 2-3 milioni) e per Cindy Sherman (una sua tipica opera autoreferenziale del 1981, edita in 10 copie, è stata comperata da Philippe Segalot per 3.890.500 $, quasi il doppio della stima di 1,5-2 milioni) nuovo valore massimo per un’opera fotografica.
Ottimi risultati anche per gli artisti italiani presenti in catalogo: una "Mappa" di Boetti del 1988 ha raggiunto 2,3 milioni di $ da una stima di 1,2-1,8 milioni, mentre un "Rosso plastica" di Burri del 1962 ha sfiorato i 2 milioni di $, quasi tre volte la stima di 500-700mila $- Per quanto riguarda gli acquirenti, è stata registrata una forte predominanza americana (61%) contro il 23% di quelli europei che hanno però portato a casa quattro dei dieci lotti più importanti.
Risultati più modesti per Sotheby’s. Al primo posto tra le aggiudicazioni del 10 maggio, le «Sixteen Jackies» di Andy Warhol acquistate da un anonimo cliente al prezzo di riserva 20,2 milioni di dollari diritti compresi contro stime di 20-30 milioni. Al secondo posto, la «Pink Panther» di Jeff Koons che ha deluso le grandi aspettative pre-asta. La statua di porcellana che illustrava la copertina del catalogo è passata a un collezionista privato che se la assicurava a un prezzo di «saldo»: 16,9 milioni di dollari, diritti compresi, contro le stime di 20-30 milioni. Buona la performance di Lucio Fontana con il «Concetto spaziale» del 1965 acquistato da un collezionista privato a 6,24 milioni contro stime di 6-8 milioni. "Le stime per certe opere erano troppo alte – ha commentato l'art advisor Stefano Basilico, presente in asta - in ogni modo la vendita è andata bene anche se la sala era un po troppo calma. Il "Pink Pather" di Koons è un ottimo barometro, nel 1999 è stato scambiato in asta per 1,8 milioni di $ ieri è stato veduto per 20 milioni, not bad come dicono qui".
Mariangela Maritato



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