Allianz: su la cedola, ma l'assurance non scalda il mercato
Listini europei ancora in calo sul permanere di una situazione fortemente critica in Libia (dove metà della produzione petrolifera è ormai ferma, col petrolio Wti che resta attorno ai 100 dollari al barile e il Brent sopra i 113 dollari), ma l'attenzione di analisti e operatorio stamane si focalizza nuovamente sul settore finanziario, complice la pubblicazione dei risultati 2010 di gruppi quali Generali (che ieri sera ha anticipato a borsa chiusa i primi numeri dell'esercizio appena concluso), Allianz, Credit Agricole o Rbs.
Numeri che ancora una volta non sembrano scaldare gli animi: Generali in particolare ha annunciato, al termine di un Cda descritto come particolarmente "teso" e che di fatto ha ribadito come le deleghe operative restino saldamente in mano all'amministratore delegato del gruppo triestino, Giovanni Perissinotto, di avere chiuso l'esercizio 2010 con una raccolta premi lorda complessiva di 73,188 miliardi di euro, in crescita del 3,8% (+2,8% a termini omogenei) rispetto ai 70,530 miliardi del 2009.
A livello geografico il Leone si rafforza in Italia (+6,8%), specialmente nel segmento delle polizze individuali tradizionali, e in Germania (+12,5%), in tutte le linee di business. Positivo anche l'andamento in Europa Centro-orientale (+5,6%, ovvero +1,2% a termini omogenei) dove si registra un "sensibile aumento" delle polizze linked, specie in Polonia e Repubblica Ceca, mentre la Francia registra un calo del 7,9% della raccolta lorda che il gruppo attribuisce alla "scelta di orientare la produzione verso prodotti maggiore redditività". In crescita anche la nuova produzione vita (APE) a quota 5,333 miliardi (+2,8% ovvero +1,3% a termini omogenei) in questo caso grazie in particolare all'andamento registrato in Italia (+3,6%), nell'Est Europa (+8,7% ovvero 5,3% a termini omogenei) e in Asia (+37,2%, +23,2% a termini omogenei).
In assenza di ulteriori dettagli non è possibile un confronto diretto con la concorrente Allianz, che oggi ha preannunciato un utile netto che nell'intero esercizio appare in crescita del 20% a 5,1 miliardi di euro, nonostante un rallentamento negli ultimi tre mesi (utile netto di 1,135 miliardi, +11% sullo stesso periodo del 2009, al di sotto delle attese di consensus che parlavano di 1,16 miliardi). Numeri che hanno portato l'assicuratore tedesco, numero uno in Europa, ad alzare del 10% il dividendo complessivo 2010 portandolo a 4,50 euro per azione, mentre per l'anno in corso il management ha parlato nell'odierna conference call con gli analisti di un utile operativo tra i 7,5 e gli 8,5 miliardi di euro contro gli 8,2 miliardi segnati nell'esercizio appena concluso.
Ciò nonostante la reazione del mercato è oggi decisamente poco favorevole, col titolo in calo del 2,4% a Francoforte, mentre Generali perde poco meno di un punto a Milano, in linea con l'andamento del titolo Axa a Parigi . Il gruppo francese peraltro ha già annunciato la scorsa settimana di aver chiuso il 2010 con un risultato operativo in calo del 3% a 3,88 miliardi e un utile netto in calo del 26% a 2,75 miliardi, dati inferiori alle previsioni medie degli analisti (rispettivamente 3,93 e 2,87 miliardi) su cui ha influito negativamente la perdita straordinaria di 1,6 miliardi legata alla cessione di parte delle attività inglesi a Resolution (senza la quale utile netto sarebbe stato in aumento del 18% a 4,4 miliardi), cosa che non ha impedito ai francesi di proporre un dividendo di 0,69 euro, in crescita del 25% rispetto a quello dell'anno passato.



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