Manovra al rush finale/ Novita' su ticket e pensioni
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| Il commento/ Caro Direttore, l'unica cosa buona e giusta inserita nella schifezza di manovra che si apprestano a varare tutti insieme, uniti nel migliore accrocchio di tutti i tempi, cioè la supertassa sui SUV, che fa? La tolgono? Bene bene, pare che quelli dei SUV siano intoccabili. Bè questo mi convince sempre più che l'Italia non è più il mio paese. Manovra/ Il voto finale sulla manovra economica si svolgera' nell'aula della Camera venerdi' 15 luglio alle 19. E' quanto ha deciso la conferenza dei capigruppo di ---------------------------------- Fmi: ok Italia su deficit ma no crescita Manovra/ Gli avvocati del Pdl minacciano di votare no. Poi si trova l'accorod |
ECCO TUTTE LE MISURE NEI DETTAGLI:
Il testo della manovra come sta uscendo dal primo passaggio a Palazzo Madama prevede diversi cambiamenti rispetto al decreto originario , volte a raggiungere un significativo risparmio per le casse dello Stato fin dal 2012.
PENSIONI - Si anticipa al primo gennaio 2013 (anzichè dal 2014) l'aggancio delle pensioni all'aspettativa di vita. Lo prevede l'emendamento definitivo del relatore alla manovra. Dal 2013 dunque - si legge nel testo - l'incremento sarà di 3 mesi perchè verrà assorbito l'incremento della speranza di vita già registrato nel triennio precedente risultante superiore (4 mesi). Per gli anni successivi (dal 2016) la stima degli adeguamenti triennali è pari a 4 mesi fino a circa il 2030 con successivi adeguamenti inferiori (3 mesi) fino al 2050 circa. L'adeguamento cumulato al 2050 è pari a circa 3 anni e 10 mesi.
Previsto anche un contributo di solidarietà fino al 2014 per le cosiddette pensioni d'oro, cioè superiori ai 90 mila euro annui. Il contributo ammonta al 5% per la parte eccedente i 90.000 euro, e del 10% per la parte eccedente i 150.000 euro. Sale poi dal 45 al 70% rispetto al testo originario della manovra l'indice di indicizzazione delle pensioni medie, ammontanti a circa il triplo degli assegni minimi (attorno ai 1.428 euro al mese). Confermato la piena indicizzazione inferiori a quella soglia e l'azzeramento per quelle superiori a cinque volte il minimo, ciò di circa 2.380 euro mensili.
AGEVOLAZIONI FISCALI - Scatta subito il taglio delle agevolazioni fiscali che non verrà applicato soltanto se entro il 30 settembre 2013 sarà esercitata la delega con la riforma fiscale. Il taglio sarà del 5% per il 2013 e del 20% a partire dal 2014 e il gettito previsto da destinare alla correzione del deficit sarà pari a regime a 20 miliardi (4 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014).
IMPOSTA DI BOLLO - Cambia l'imposta di bollo sui conti depositi titoli. Un emendamento del relatore alla manovra economica depositato in commissione Bilancio al Senato stabilisce che l'imposta con periodicità annuale sarà di 34,2 euro per importi inferiori ai 50mila euro; 70 euro per importi pari o superiori a 50mila euro e inferiori a 150mila euro; 240 euro per importi pari o superiori a 150mila euro e inferiori a 500mila euro; 680 euro per importi pari o superiori a 500mila euro. Inoltre, a partire dal 2013 l'imposta con periodicità annuale sarà di 230 euro per importi pari o superiori a 50mila euro e inferiori a 150mila euro, di 780 euro per importi pari o superiori a 150mila euro e inferiori a 500mila euro e di 1.100 euro per importi pari o superiori a 500mila euro. Nella relazione tecnica dell'emendamento si precisa che secondo dati Bankitalia risulta un numero complessivo di circa 22 milioni di conti titoli e la norma porterà un recupero di gettito di circa 897 milioni di euro annui per i primi due anni e di circa 2.525 milioni di euro per gli anni a partire dal 2013.
TICKET - Scatta da subito anche il ticket sanitario da 10 euro sulla diagnostica e la specialistica e da 25 euro sui codici bianchi del pronto soccorso.
ACCISE BENZINA - Vanno a regime gli aumenti provvisori delle accise sui carburanti.
PATTO DI STABILITA' INTERNO - Cambiano i criteri di virtuosità dei comuni per l'applicazione del patto di stabilità interno. Un emendamento prevede che il primo di tali criteri vi sia la «convergenza tra spesa storica e costi e fabbisogni standard». Un altro criterio sarà «l'aver operato dismissioni di partecipazioni societarie». Previsti tagli dei trasferimenti alle regioni.
ENTRO 2013 PIANO PRIVATIZZAZIONI - Ripartono le privatizzazioni. E' quanto previsto da un emendamento del relatore alla manovra, all'esame della commissione Bilancio del SenatoL'emendamento, a firma Gilberto Pichetto Fratin (Pdl), stabilisce che entro il 31 dicembre 2013 il ministero dell'Economia presenti ''uno o piu' programmi per la dismissione di partecipazioni azionarie dello Stato e di Enti pubblici non territoriali''. La norma proposta aggiunge che le modalita' di alienazione siano fissate ''con uno o piu' decreti'' del Tesoro, il tutto nel rispetto della ''trasparenza'' e della ''non discriminazione''. Il ministro dell'Economia ''entro il 30 giugno di ogni anno'' riferira' in Parlamento sullo stato di attuazione del programma di dismissione.
AMMORTAMENTI - La quota di ammortamento finanziario deducibile non sarà superiore al 2% del valore dei beni in concessione. Per le imprese concessionarie di costruzione e gestione autostrade e trafori la percentuale è pari invece all'1%. Il limite massimo dell'accantonamento passa così dal 5% all'1% del costo del bene e gli accantonamenti sono deducibili in quote costanti nell'esercizio stesso e nei 5 anni successivi. la disposizione si applica da subito.
LE REGIONI - Non mancano le reazioni al nuovo volto della manovra. «Questa manovra non mette le Regioni in condizione di svolgere le proprie funzioni». Rimane assolutamente negativo il giudizio del presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine dell'incontro tra enti locali e una delegazione del Governo composta dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dal ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli e dal responsabile per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. «Questa manovra - ha sottolineato Errani - pesa per il 47% sulle Regioni ma le Regioni pesano per il 16% sulla spesa pubblica: perciò una manovra senza equilibrio e lo abbiamo detto con chiarezza». Errani aveva premesso che le Regioni hanno detto al Governo «che condividiamo per senso di responsabilità che la manovra venga approvata in tempi rapidi perchè occorre bloccare l'attacco al debito sovrano e all'euro. Però abbiamo chiesto di vederci subito dopo la manovra per fare il punto, fermo restando alcune questioni: per quanto riguarda le gravi conseguenze che la manovra determinerà sui servizi per i cittadini e le imprese deve essere chiaro di chi è la responsabilità. Non ci stiamo al gioco del cerino, che scarica la colpa sugli enti locali. Inoltre il federalismo fiscale non è attuabile, chiediamo quindi che si faccia una verifica complessiva rispetto ai decreti attuativi. Poi va rifatto il Patto per la salute. Non è possibile che ci siano interventi unilaterali da parte del Governo».
IL CNEL - A proposito della manovra è intervenuto anche il presidente del Cnel, Antonio Marzano, sentito in un'audizione al Senato. Ecco alcuni passaggi chiave: «L'Italia sta compiendo numerose missioni all'estero, ma quali che siano gli obiettivi perseguiti, che sono certamente di pace, occorrerebbe fare una riflessione sulle risorse disponibili». Spese che pesano sul bilancio e perciò «si potrebbe chiedere all'Europa di togliere i costi di queste missioni dai parametri di Maastricht».
LA CORTE DEI CONTI - Anche la suprema magistratura contabile si è espressa sul decreto correttivo contenente la manovra per mettere in sicurezza i conti pubblici. Dalla Corte dei Conti arriva «un giudizio largamente positivo sulla manovra, che, anche a seguito dell'espressa intenzione di riportare nel decreto-legge la clausola di salvaguardia intesa a garantire i risparmi nel settore fiscale e assistenziale, risulta ulteriormente rafforzata». Lo ha affermato il Presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino che è stato sentito dalle Commissioni congiunte Bilancio del Senato e della Camera.
L'ISTAT - È ricca di allegati la relazione presentata dal presidente dell'Istat Enrico Giovannini al Parlamento in relazione alla manovra che nei desiderata di Tremonti dovrebbe fare un primo passaggio venerdì al Senato. Imprenditoria giovanile, economia pubblica, costi dello Stato, import, export, consumi e occupazione sono solo alcune delle analisi dettagliate che accompagnano il giudizio dell'istituto nazionale di statistica. Molte delle misure proposte - si legge nel documento portato in Senato da Giovannini - conducono a un aggiustamento di natura certa. È questo il caso dei tagli alla sanità, agli enti locali, all'indicizzazione delle pensioni o della prosecuzione del blocco delle remunerazioni nella pubblica amministrazione. «D'altro canto - ha spiegato il presidente dell'Istat - la riduzione nell'incertezza sulla realizzazione degli obiettivi di bilancio, oltre ai possibili effetti sull'erogazione di servizi, potrebbe avere un impatto di natura fiscale su prezzi e tariffe». Il giudizio sul taglio dei costi della politica si concentra invece sulla possibilità che nascano «contenziosi nei confronti della commissione» presieduta dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini.
LE REAZIONI DELLA SOCIETA' CIVILE- Duecentotrentatre euro a testa: è questa la nuova «tassa» che - secondo NIdiL CGIL - i precari, ma non solo, si vedranno costretti a pagare se promuoveranno una causa di lavoro per il riconoscimento di propri diritti. Nella manovra finanziaria attualmente al vaglio del Parlamento - ricorda il sindacato in una nota - vi è, infatti, una norma che introduce pagamenti per le cause di lavoro. Finora il lavoratore che ricorreva al giudice per far valere un proprio diritto era esentato dal pagamento del cosiddetto «contributo unificato»; esenzione che il governo ha ora l'intenzione di rimuovere.



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