Ribaltone/ All'assemblea dell'Abi Draghi fa le prove da premier
Di Andrea Deugeni
"Il fantasma del governo tecnico si è rimaterializzato all'assemblea annuale dell'Abi", ha malignato qualcuno in platea al Palazzo dei Congressi all'Eur, commentando l'intervento del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. Una relazione in cui il numero uno di Via Nazionale, nello schierarsi un po' a favore delle imprese (nel dibattito Abi-Confindustria sul livello del credito), ha dismesso i panni istituzionali di banchiere centrale per indossare quelli di ministro dell'Economia. Con tanto di due o tre interventi a braccio. Una vera innovazione per la tradizionalmente paludata assemblea dell'associazione di piazza del Gesù.
"Che sia Mario Draghi il non-eletto di cui ha parlato Berlusconi a Santa Margherita (e non Montezemolo, ndr) e si stia esercitando a fare il premier?", si è sentito sussurrare sotto il palco, durante il momento dei commenti post-assemblea. "Che le profezie di Massimo D'Alema si stiano per avverare? Siamo vicini all'epilogo del progetto eversivo?"

Dopotutto con la stampa internazionale contro, per i gate di Casoria e Bari, che va a dar man forte (per dirla alla Cossiga) "al partito trasversale di Repubblica, Rupert Murdock e Pierfurby Casini", ci sono tutte le condizioni per portare a compimento la manovra di Palazzo e instaurare un governo tecnico. Approfittando anche della recessione che attanaglia l'economia italiana, spiegano alcuni commentatori.
Come non notare, poi, il fatto che in platea c'erano moltissimi politici ad ascoltare le bacchettate di Draghi? Oltre al ministro Tremonti, che come di consueto ha svolto la sua relazione, alla corte del mondo bancario sono giunti anche Scajola e Brunetta (oggetto anche di alcuni strali di Faissola). Ma c'erano pure Adolfo Urso, sottosegretario al Mse, Giancarlo Giorgetti, presidente della Commissione Bilancio della Camera, Giancarlo Conte, presidente della Commissione Finanze e Luigi Grillo presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato. E poi, ancora, Lamberto Dini della Commissione Affari Esteri del Senato, Giuseppe Vegas, Daniele Molgara e Luigi Casero, sottosegretari all'Economia. Oltre ai parlamentari del PD Maiola, Legnini e Barbolini e i sindacalisti Guglielmo Epifani e Renata Polverini (Ugl).
Che abbia fatto le prove generali per prendere in mano le redini del governo o meno, Draghi è stato incisivo e la sua relazione, inclusi gli spezzoni fuori-programma da arringa politico-programmatica, è stata giudicata ottima dagli stessi banchieri che se le sono sentite suonare.



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