Crisi/ Otto miliardi per gli ammortizzatori: trovato l'accordo tra governo e Regioni
Governo e Regioni hanno trovato la 'quadra' sulle risorse per gli ammortizzatori in deroga. Si tratta di otto miliardi di cui 2,65 di fonte regionale e saranno impiegate per misure anticrisi e a sostegno dei sistemi formativi. E' questo il risultato raggiunto dopo un alunga non stop al ministero per i rapporti con le regioni che si e' conclusa nella notte.
Tra rotture sfiorate per 'pochi millimetri' e ricomposizione degli strappi, conciliaboli, riunioni ristrette che si scomponevano a seconda delle circostanze i presidenti di regione e il governo hanno invece preferito convergere sul terreno di un accordo congiunto per fronteggiare la pesante crisi economica chiudendo tutto in una corposa intesa sintetizzata in poco piu' di quattro pagine in cui i 'governatori' hanno preteso la lettura "punto per punto".
L'accordo dovra' essere ratificato in una prossima conferenza Stato-Regioni. Per il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto: "Dopo una lunga trattativa articolata e complessa, non posso che esprimere una grande soddisfazione per il risultato ragginto. Per il Paese e' una risposta molto importante per affrontare la crisi".
Per il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani: "Oggi si e' compiuto un passo molto importabnte e le regioni hanno dimostrato una grnade serieta' e dato una risposta concreta ai tanti lavoratori senza la protezione dalla cassa integrazione ordinaria".
Secondo il coordinatore degli assessori agli affari finanziari presso la conferenza delle Regioni, Romano Colozzi: "Con stasera abbiamo scritto una nuova pagina nei raporti tra Stato e Regioni. Credo sia - aggiunge - la prima volta che si stipuli un accordo che comporta una gestione coordinata fra i diversi livelli istituzionali su un tema complesso e sicuramente sensibile come quello degli ammortizzatori sociali. Da stasera il nostro Paese avra' uno strumento in piu' - conclude - per far fronte agli impatti occupazionali che la crisi economica in atto potra' provocare".



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