Formazione/ Gianfelice Rocca (Confindustria): senza investimenti non ci sarà sviluppo. Rischiamo di perdere la sfida del merito per le future generazioni
«L’Italia è un paese bloccato, incapace di assicurare ai giovani quella mobilità sociale e professionale che è il primo indicatore di promozione del merito»: così ha esordito Gianfelice Rocca, presidente del gruppo Techint e vicepresidente di Confindustria per l’Education, al convegno dell’Associazione Alumni dei Cavalieri del lavoro, «Educazione e impresa: la sfida del merito», nell’auditorium di Assolombarda a Milano. «Per cambiare rotta è urgente concentrare l’impegno sulla execution delle riforme della scuola e dell’università - ha proseguito Rocca - e investire di più sulle borse di studio, dove siamo la Cenerentola d’Europa; su orientamento, ricerca e trasferimento tecnologico. Anche l’analisi dei paesi considerati meritocratici, come quelli anglosassoni, dimostra che senza una rigorosa politica che promuova lo sviluppo economico e industriale si corre il grave rischio per le future generazioni di perdere l’importante sfida del merito».
Organizzato in collaborazione con la Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro e Assolombarda, l’intervento di Gianfelice Rocca - Cavaliere del lavoro a sua volta - è stato introdotto dal presidente dei Cavalieri del lavoro, Benito Benedini, e da un videomessaggio di Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda. «Successo, prestigio e potere si conseguono legittimamente solo per doti, capacità e risultati - ha detto Benedini - E non basta ottenere un risultato; occorre farlo nel rispetto delle regole condivise e dei diritti dell’altro. L’Italia è chiamata a tornare stabilmente sulla via dello sviluppo e il riconoscimento del merito diventa prioritario, perché è il presupposto per rispondere al fabbisogno di nuove competenze, professionalità e capacità espresso dal sistema-Paese. La grande sfida è uscire dalla crisi costruendo un’Italia più dinamica, innovativa e competitiva. E, insieme, più equa e coesa. Per vincere questa sfida dobbiamo fare posto alle nuove generazioni di talenti, creare le condizioni per attrarre portatori di idee e competenze eccellenti: in questo modo faremo crescere una nuova élite, basata sul merito e consapevole del valore della solidarietà».
Alberto Meomartini ha osservato che «merito è una parola molto abusata e poco frequentata. Non è una categoria assoluta, non misura il quoziente di intelligenza, ma è fortemente legato agli obiettivi che ci si pone». L’Italia è vittima di una scarsa mobilità sociale, che «può essere superata con una forte iniezione di merito, a partire dalle istituzioni educative. Merito non come elemento di “considerazione”, ma di dinamismo: è la base su cui poter costruire il futuro», e sulla quale Assolombarda (come Confindustria) è particolarmente impegnata, coinvolgendo migliaia di giovani nelle giornate di orientamento e negli stages in azienda. L’Associazione Alumni riunisce i laureati del Collegio universitario romano dei Cavalieri del lavoro, e promuove incontri su argomenti di attualità sociale, economica, politica e culturale, che coinvolgono anche gli Alfieri del lavoro (i migliori diplomati d’Italia, 25 l’anno, premiati ogni anno dal presidente della Repubblica insieme con i nuovi Cavalieri), con esponenti di primo piano delle istituzioni e delle imprese. L’Associazione è particolarmente concentrata proprio sul tema del merito e della formazione: per il presidente Marco Magnani, l’incontro milanese è stato un segnale importante per «mettere in rete l’Associazione Alumni con i Cavalieri del lavoro, l’Assolombarda e le principali università milanesi».



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