Crisi/ Alla Community Alumni Mip, la ricetta di Carlo De Benedetti
Di Bruno Lodi - www.alumnimip.it
| LO SPECIALE DI AFFARI |
L'intervento, che ha preso spunto dal libro Centomila punture di spillo recentemente pubblicato da De Benedetti e Rampini assieme allo stesso Daveri, è partito dai drammatici dati operativi delle aziende in cui l'Ingegnere è presente (- 22% i ricavi della stampa, - 35% quelli dell'automotive, etc.), e dalle altrettanto gravi informazioni macroeconomiche (- 5,5% per il PIL, debito al 115%, etc.) per affermare che, se il 2009 è stato e sarà devastante, il 2010 rischia di essere solo "non peggiore", mentre per tornare ai livelli del 2007 bisognerà attendere il 2012.
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A fronte di tutto questo De Benedetti denuncia, in modo molto diretto e senza alcun filtro di diplomazia, una politica italiana che poco potrebbe fare, ma ancor meno fa, ed un paese ingessato, socialmente e culturalmente, di fronte ad un mondo che sta radicalmente cambiando ed in cui l'Occidente non è più baricentrale: una situazione che rischia di impedirci di ripartire, quando dalla crisi si potrà uscire.
Che fare, dunque? Secondo De Benedetti, tre / quattro sono le cose da fare, che si possono fare davvero:
- salvaguardare l'attuale stabilità sociale attraverso meccanismi che ammortizzino gli effetti della crisi sui ceti deboli, anche a costo di aumentare la spesa ed il debito pubblico (come in effetti stanno facendo tutti i paesi occidentali);
- ridurre oggettivamente la spesa corrente, riformando ed automatizzando la Pubblica Amministrazione;
- scongelare culturalmente e socialmente il Paese, iniettando in esso la cultura della mobilità (e, se vogliamo, del rischio), e riformando radicalmente tutti i meccanismi di gestione del mondo del lavoro (agire sulle sole pensioni non basta, se non si modifica tutto il contesto);
- fare leva sui talenti italiani che il mondo ci riconosce (buon gusto e stile di vita; alta qualità percepita ed alta gamma) per far ripartire il sistema.
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Gli interventi dal pubblico (di M. Giorgino, P. Marenco, M. Formento ed altri) hanno permesso a De Benedetti di ribadire tutti questi concetti, aggiungendo anche alcune idee per il futuro (che sono state delle vere "chicche": fra esse quella di passare a pagamento le pagine WEB di informazione gestite dal suo gruppo, utilizzando i processi di micro pagamenti già disponibili, usati pr esempio da e-Tune), e specificatamente per l'università, a cui si deve chiedere di lavorare di più sull'educazione permanente delle persone, per mantenerne il valore.
In sintesi, quindi, quello di De benedetti è stato un intervento connotato da un forte "pessimismo della ragione" ma anche da un altrettanto forte "ottimismo della volontà e della speranza": c'è molto da lavorare, per tutti, ed il breve periodo si preannuncia di "lacrime e sangue", ma c'è sicuramente modo per uscirne, come Paese, e per avere, dopo, una struttura industriale più forte e qualitativa.



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