Altro che sciopero: meno tasse, meno spesa, meno statali
Secondo quanto scrivono gli organi di stampa, la Camusso, segretaria generale della CGIL, invece di una sola patrimoniale ne propone ben 3: una “ordinaria” sui capitali oltre gli 800.000 euro, una addizionale che tenga conto sia dei redditi che dei patrimoni, ed una patrimoniale sui capitali scudati. Allo stesso tempo la Camusso si oppone ai tagli agli enti locali (e qui va segnalata l’unità di vedute con la Lega Nord!), alla privatizzazione delle municipalizzate e del patrimonio pubblico.
A differenza della CGIL, ConfContribuenti rappresenta quelli che le tasse le pagano e non quelli che del loro incasso vivono. Le nostre critiche alla finanziaria sono infatti tutte rivolte allo squilibrio tra troppe tasse e pochi tagli. Sbalordisce poi che la Camusso parli di “sviluppo” quando tutte le sue proposte vanno in difesa dei parassiti, del “non lavoro” ossia delle festività, e a danno di chi produce, e che in questo momento così delicato per il Paese la CGIL proponga uno sciopero generale.
Lo sciopero non fa altro che aggravare i problemi che ci sono, riducendo il PIL e quindi il gettito fiscale. Inoltre facciamo notare che i dipendenti del sistema pubblico rivendicano il diritto di sciopero in ultima analisi per difendere la spesa pubblica mentre ai contribuenti che quella spesa pubblica devono pagare non è concesso alcun strumento di lotta: lo sciopero fiscale sarebbe considerato eversivo e punito con il carcere, l’evasione è punita con le ganasce fiscali e con la vendita all’asta delle proprie case, nemmeno i referendum sui temi fiscali (che comunque verrebbero disattesi dal Parlamento) sono ammessi dalla legge.
Come ConfContribuenti chiediamo quindi un decreto che dichiari illegale lo sciopero dei dipendenti pubblici e che preveda il licenziamenti dei dipendenti pubblici che il 6 Settembre aderiranno allo sciopero della CGIL.



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