Altro che crisi, l' Asia è la culla di nuovi ricchi, grazie a Giappone, Cina e Australia
Il segmento degli individui ad alto reddito è tornato ion Asia ai livelli pre-crisi del 2007. I nuovi ricchi hanno bisogno di servizi sempre più sofisticati e variegati e le aziende occidentali stanno attrezzandosi per servirli al meglio. Sfruttando in particolare la crescita della ricchezza in Giappone, Cina e Australia.
La crisi non è di casa in Asia, almeno per quanto riguarda il mercato degli “high net worth individuals” (Hnwi), ossia degli individui ad elevato reddito, che una ricerca congiunta di Cap Gemini e Merrill Lynch Global Wealth Management (gruppo Bank of America) sottolinea essere ulteriormente cresciuto nel 2010, grazie al recupero dei mercati finanziari.
Anzi: il numero dei “ricchi” asiatici, per la prima volta, ha superato lo scorso anno quello dei ricchi europei e si avvicina ormai a quello dei Paperoni d’America, con prospettive ulteriormente rosse per il prossimo futuro, mentre in tutti i principali paesi della regione gli Hnwi sono tornati ad un livello di ricchezza superiore a quelli toccati nel 2007 prima dell’esplodere della crisi economico-finanziaria mondiale.
In effetti la demografia della regione fornisce una spinta non trascurabile alla crescita della ricchezza (+12,1% nel 2010, per un totale di 10,8 triliardi di dollari di nuova ricchezza accumulata) ed il mercato degli Hnw si divide, fatto più unico che raro, in sue soli segmenti: gli imprenditori e gli ultra-Hnwi, il che è una caratteristica molto rara per un mercato in cui molti sono ricchi di prima o al massimo di seconda enerazione. I ricchi asiatici necessitano di servizi sofisticati e molteplici, ma hanno ancora un’esperienza limitata rispetto alla portata dei servizi che già esistono in mercati altamente sviluppati.
Insomma: se volete scommettere su un mercato in rapida espansione (lo scorso anno sono stati asiatici otto dei venti mercati nazionali a più elevata crescita per quanto riguarda il segmento Hnwi) e dai margini elevati fareste bene a guardare a Oriente, anche perché il mercato degli Hnwi asiatici nel suo complesso sembra stare iniziando a considerare strategie più complesse rispetto al passato al fine di ottenere rendimenti e mantenere i propri portafogli bilanciati. Il consiglio che Cap Gemini e Merrill Lynch offrono alle aziende occidentali è dunque di “considerare attentamente come sviluppare proposte più rilevanti” per questo mercato.
Per questo alcuni gruppi, notano gli esperti, stanno già sperimentando un approccio “Enterprise Value” che sfrutta le competenze possedute delle diverse divisioni aziendali per soddisfare le variegate esigenze della clientela asiatica. “La chiave per molti sarà quello di sfruttare l’esperienza di altre regioni, riconoscendo al tempo stesso le esigenze specifiche dell’Asia-Pacifico”, una regione in cui il Giappone resta per ora il paese che ha la maggiore concentrazione di ricchezza (pari al 52,5% del totale dell’Asia a fine 2010), ma dove la Cina (16,1% della ricchezza totale) e l’Australia (5,8%) stanno a loro volta crescendo rapidamente.
Cià nonostante la percentuale di ricchezza complessiva detenuta da questi tre paesi è scesa al 74,4% del totale lo scorso anno contro il 77,4% del 2008, a ulteriore prova di quanto rapidamente la ricchezza si stia diffondendo anche in altri paesi asiatici. L’eldorado, insomma, si è definitivamente spostato dall’Ovest all’Est: se volete partecipare alla corsa forse fareste meglio a non perdere ulteriore tempo.
di Luca Spoldi


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