Alicaos, il miracolo in 15 giorni
Di Luca Spoldi
Ed ora che succede? Dopo che Roberto Colaninno ha annunciato il voto unanime dei soci di Cai per il ritiro della proposta d’acquisto, al commissario straordinario Augusto Fantozzi resterebbero a seconda delle stime dai 30 ai 50 milioni di euro: visto che la compagnia perde un paio di milioni di euro al giorno, equivarrebbero a un paio di settimane prima di dover portare i libri in tribunale e mettere in mobilità i dipendenti dell’ex compagnia di bandiera italiana.
Prima di farlo Fantozzi cercherà di esplorare ogni ipotesi alternativa di una qualche consistenza: certamente la strada maestra resta quella di far tornare al tavolo per un accordo in extremis Cai e sindacati, ma se non dovesse essere percorribile il commissario straordinario potrebbe valutare le offerte presentate dalla investment company napoletana Investimenti & Sviluppo Mediterraneo per Atitech e dalla ItAli Airlines di Alcide Leali (ex fondatore di Air Dolimiti, con Intesa Sanpaolo in posizione di socio di minoranza) le attività cargo di Alitalia.
Sgravata di tali attività e con qualche soldo in cassa forse la compagnia, sempre che giunga il via libera politico, potrebbe cercare di trovare un partner estero interessato a rilevarla, da Air France a Lufthansa. Sarà però difficile che in questi frangenti le proposte possano essere di molto migliori di quelle avanzate da Colaninno e soci. Il tempo perso e la scarsa trasparenza con cui la vicenda è stata condotta negli ultimi due anni sino a questo pomeriggio hanno reso pertanto concreto quello che fino a ieri nessuno aveva seriamente messo in conto, il fallimento.
Una sorte toccate del resto a Swiss Air e a Sas qualche anno fa e dalla quale le due compagnie hanno saputo riemergere sia pure in tempi e modi diversi. Che per Alitalia la “nuova vita” passi per la catarsi del Tribunale fallimentare? A questo punto nessuno può più permettersi di escluderlo, con buona pace, ovviamente, oltre che di una buona fetta di dipendenti, anche di azionisti ed obbligazionisti della attuale compagnia, siano essi il Tesoro italiano o i piccoli risparmiatori.



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