Manager/ E Profumo dove lo metto?
![]() Alessandro Profumo |
Inutile chiedergli che cosa sarà del suo futuro (e infatti Gianni Riotta nella sua intervista non ci ha nemmeno provato), Alessandro Magno temporeggia e assicura che no, lui non ha fretta: forse banchiere, forse imprenditore, ma comunque "non in Italia".
Già, non in Italia. Perché qui uno come Profumo, che in dieci anni ha cambiato faccia al Credito Italiano, dove lo metti? Si è parlato di Telecom e addirittura di Finmeccanica. Ma che c'azzecca l'Alessandro Magno delle banche con le tlc e la difesa? No, è da escludere, secondo i beneinformati.
Quale banca tricolore, però, può fare un contratto a un manager così 'ingombrante'? Nessuna, Unicredit e Intesa a parte. E mica il Mourinho del credito può accettare di tornare in Italia ad allenare il Chievo. Ecco che allora bisogna trovare un Real Madrid disposto ad accoglierlo. Ammesso che Profumo abbia lo standing internazionale di Mou.
Proprio in questi giorni dalla Russia arrivano alcune indiscrezioni che danno l'a.d. di Sberbank, la prima banca di Mosca, pronto ad offrirgli un posto da consigliere. Solo che Profumo è un manager giovane (almeno per i canoni italiani, 54 anni tra pochi giorni) e tanto ambizioso quanto narciso da desiderare ancora la prima linea.
Solo che all'estero pare che nessuno gli abbia srotolato il tappeto rosso fino alla poltrona dirigenziale o abbia intenzione di farlo. Qualche maligno dice che per gli italiani Profumo è il miglior manager del mondo, ma all'estero è un bravo manager e basta.
E allora? Forse una soluzione potrebbe arrivargli da un altro banchiere italiano, Matteo Arpe, che fatto fuori da Geronzi ha deciso di sfruttare la liquidazione d'oro creando il suo fondo. Profumo ha ancora in mano 38 milioni di euro. Visto che non ha nessuna intenzione di impiegarli per una eventuale campagna elettorale, potrebbe proprio usarli per tirare su un'esclusivissima boutique finanziaria lontano dai riflettori. Ah già, i riflettori...



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