Aedes, in Borsa non piace lo scontro Amenduni-Antonelli
Aedes in calo di mezzo punto stamane, dopo che l'assemblea degli azionisti, riunitasi ieri in seconda convocazione sotto la presidenza di Giuseppe Grassano, "ha preso atto delle dimissioni del consigliere Isoldi", approvando inoltre in sede straordinaria tutte le proposte di modifica dello Statuto formulate dallo stesso Cda. Sembra dunque chiudersi un capitolo della travagliata vicenda che ha visto protagonista Aedes, gruppo immobiliare finito in crisi nel 2008 e che avrebbe dovuto essere salvato dall'intervento di Vi.Ba (Amenduni) e Isoldi Immobiliare, ma non è detto che la vicenda si al suo epilogo.
Se Amenduni e Isoldi nell'aprile dello scorso anno (dopo alcuni mesi di trattative) si erano dichiarati pronti a sottoscrivere un aumento di capitale da 150 milioni di euro, purché le banche accettassero di ristrutturare il debito di Aedes (che nel marzo dello 2009 superavano gli 820 milioni di euro), già nel luglio del 2009 Isoldi aveva fatto sapere di non essere in grado di mantenere il proprio impegno (una fidejussione da 70 milioni di euro, mentre Vi.Ba aveva subito provveduto a sottoscriverne una da 45 milioni, dichiarandosi pronta ad aumentare il proprio impegno di altri 25 milioni).
Successivamente si era dichiarato disponibile ad aumentare la propria partecipazione fino al 10% Enrico Maria Antonelli, cui attraverso Prim - Promozioni Immobiliari faceva capo il 4,4% del capitale di Aedes. In contropartita Antonelli (nominato pochi giorni dopo vicepresidente di Aedes Bpm Real Estate Sgr) chiedeva un coinvolgimento nella gestione della società. Sempre a luglio, dopo le dimissioni di Pierino Isoldi dalla vicepresidenza di Aedes (ottenuta solo due mesi prima) e mentre Isoldi restava in Cda dalle banche arrivava il via libera ad un piano di salvataggio studiato da Sopaf, con la disponibilità delle stesse a garantire fino a 67,5 milioni di euro dei 150 milioni dell'aumento che è poi andato regolarmente in porto nel settembre dello scorso anno.



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