Addio crisi/ I manager italiani annunciano la ripresa
Ventata di ottimismo al Mediolanum Market Forum, a cui Affaritaliani.it ha partecipato. Altro che crisi: per i manager presenti il peggio ormai è alle spalle e bisogna rimboccarsi le maniche per far ripartire il Paese. Insomma, basta con le previsioni nere e i 'corvi', i segnali positivi ci sono eccome. Intervistati dal quotidiano online Affaritaliani.it, Marco Tronchetti Provera, Ennio Doris e Paolo Scaroni sono certi che il tunnel sia stato superato.
![]() IL VIDEO DEL CONVEGNO |
DORIS: ECCO COME INVESTIRE IN BORSA - "Il 10 marzo si è toccato il fondo. Un fondo che probabilmente non vedremo più - dice ad Affaritaliani.it Ennio Doris, Presidente di Banca Mediolanum - Il pil, che nel frattempo è continuato a crescere, che cos'è se non il fatturato delle aziende? Ecco, negli ultimi 10 anni è raddoppiato, però i prezzi sono gli stessi. Per questo nei prossimi dodici anni ci sarà come minimo un raddoppio o molto di più. L'inflazione rialzerà la testa, questo influirà sul prodotto interno lordo e i prezzi dovranno riequilibrare una situazione in cui il Pil sara 4-5 volte quello del 1997. Così anche i valori di borsa saranno gli stessi. Solo che questo avverrra in questa seconda parte del quarto di secolo. Questa è un opportunità straordinaria".
![]() LA VIDEOINTERVISTA A ENNIO DORIS |
Per Doris è il momento di investire in Borsa: "Sicuramente, uno prima lo fa e meglio è. Ma io dico, attenzione, perché quando si investe in borsa il rischio c'è sempre. E allora anzitutto bisogna diversificare il più possiblie, per eliminare il rishcio. Oggi ci sono gli strumenti per farlo. Sto pensando all'economia mondiale, non solo italiana. In secondo luogo si deve entrare gradualmente, perché l'oscillaizone e la volatilità rimangono. Quindi investendo in vari momenti si fa una media dei prezzi. In ultimo luogo, bisogna adottare un'ottica di lungo termine, di dieci-dodici anni. Non bisogna avere fretta, insomma". Dal punto di vista dei prodotti, per il fondatore di Banca Mediolanum sono preferibili le azioni alle obbligazioni: "Sicuramente, nel prossimo decennio non ci sarà confronto". Infine, rispondendo a una domanda di Affaritaliani.it, il manger ha spiegato con una metafora: "Per l'economia reale siamo alla fine dell'inverno, mentre per i mercati siamo all'inizio della primavera".
![]() LA VIDEOINTERVISTA A SCARONI |
SCARONI: LE NOTIZIE BUONE AUMENTANO - "Già due mesi fa dicevo che finalmente ci svegliavamo la mattina e invece di ricevere solo cattive notizie ne ricevevamo ogni tanto qualcuna buona - afferma ad Affari Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni - Ora a me sembra che la quantità delle notizie buone stia aumentado progressivamente. Bassi prezzi del petrolio e bassi tassi d'interesse, da che mondo e mondo, hanno sempre generato una ripresa. Poi, certo, viviamo in un mondo di psicotici, per cui ci svegliamo la mattina e cominciamo a temere la febbre suina, e tutto questo sconvolge il mondo. Gli animali ci fanno particolarmente paura: siamo passati dalle mucche pazze ai polli e adesso ai maiali. Le considero delle psicosi di un mondo che ha meno problemi di quanti ne ha mai avuti nella sua storia e quindi se ne inventa qualcuno. Perché, qualche problema, bisogna averlo per forza".
TRONCHETTI PROVERA: IL FONDO L'ABBIAMO TOCCATO - Anche Marco Tronchetti Provera, Presidente di Pirelli & C. si dice "convinto che da un certo punto di vista il fondo della crisi sia stato toccato, che si possano creare delle nuove opportunità. E' certo - ha continuato ad Affaritaliani.it Tronchetti Provera - che ci saranno ancora mesi difficili, ma le aziende si stanno ristrutturando. L'intervento dei diversi governi comincia a dare dei risultati e la fiducia della gente comincia a essere in ripresa. Io sono convinto che stia iniziando un mondo migilore. Ci libereremo della fantasia di carta che produceva carta che produceva ancora carta, che era quella del mondo finanziarizzato oltre ogni limite. Torneremo - conclude Tronchetti - a un mondo che è fatto di innovazione, di ricerca, di prodotti e anche di servizi, che abbiamo però un contenuto reale. Quello che è virtuale in termini economici sarà decisamente meno".



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