Abi/ Mussari: lavoriamo con Confindustria per ridare slancio al paese, stabilità politica è un valore

Mercoledì, 15 dicembre 2010 - 18:00:00

Abi e Confindustria stanno lavorando per giungere ad una proroga per “l’avviso comune” ed hanno messo in calendario, per il 22 dicembre prossimo, un incontro per mettere a punto misure per le imprese. Lo ha annunciato oggi il presidente dell’associazione delle banche italiane, Giuseppe Mussari, nel corso di una conferenza seguita alla riunione del comitato esecutivo a Palazzo Altieri di stamane.

L’idea è quella di ragionare “sulle scadenze: non più proroghe, ma rimodulazioni” ha spiegato Mussari, sottolineando come vi sia un impegno in termini di capitale e un impegno in termini di garanzie, per cercare di “aumentare il ritmo della crescita di questo paese”, che come è stato osservato ripetutamente da più parti (di recente anche dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi) è da almeno trent’anni il vero tallone d’Achille dell’economia italiana.
 
Non tutto è ancora stato risolto, peraltro: “abbiamo un problema normativo  sui mutui cartolarizzati” ha proseguito Mussari che ha auspicato che si possa “inserire nel decreto milleproroghe una norma per poter superare questa difficoltà per  consentire la proroga delle garanzie”.  Mussari ha anche sottolineato che le banche hanno raggiunto un accordo per facilitare clienti che presentino piccoli sconfinamenti di fido, o nell’ipotesi che non siano neppure affidatari, si trovano nella circostanza di dover far fronte a piccole somme di denaro.

“Non applicheremo nessuna commissione per sconfinamenti di piccolo taglio” ha ribadito Mussari, precisando che i singoli direttori di filiale dovranno farsi carico di fonte al ripetersi di tali episodi, di chiamare il cliente e fare tutte le valutazioni del caso. “Mi auguro che le banche che hanno votato oggi la risoluzione di questi problemi rendano tutto questo operativo”, ha aggiunto il presidente dell’Abi sottolineando come così si renda “adempiente il cliente verso il terzo”. In questo modo Abi pensa “di rispondere  in maniera corretta alla Commissione Finanze del Senato sulla qualità delle relazioni tra banca e cliente e sulla trasparenza”.

Per importi limitati e per situazioni occasionali “se le banche daranno attuazione a questo, i clienti devono smettere di preoccuparsi, ma devono anche sapere che quella inadempienza costa alla banca 25 euro, di cui la banca si fa carico” ha chiosato ancora Mussari. Rispondendo poi ad una domanda in merito ai rapporti tra l’Abi e il governo Mussari li ha definiti “ottimi” aggiungendo che “la stabilità è un valore” e ricordando i numerosi progetti e lavori in comune tra i quali il fondo Pmi o la decisione di soprassedere per ora a chiedere una riduzione delle tasse, tema che tornerà all’ordine del giorno “quando ci saranno spazi”.

Quanto allo scenario attuale del credito, per Mussari “ben venga” l’eventuale aumento di capitale della Bce se sarà “utile per la stabilità del ciclo economico, per rafforzare il ruolo dell'istituto e dunque per stabilizzare i mercati e diminuire la pressione speculativa”. Quanto all’erogazione del credito, secondo Mussari in passato “buona” e “prudente” da parte delle banche italiane (con un rapporto tra rate dei mutui e reddito disponibile pari al 16,8% medio, ovvero del 20,1% per chi ha più di 34 anni), vede oggi una predilezione dei mutui a tasso variabile “oggi particolarmente appetibili”, purché si capisca che “dentro c’è un rischio e questo rischio va ben compreso dal cliente”.

Quanto alla decisione di Moody’s di porre il rating della Spagna sotto osservazione e le sue possibili ripercussioni, Mussari spiega:” Io credo che ci voglia molta, molta cura e molta, molta attenzione.  L’andamento dei titoli pubblici in Spagna ha visto movimenti erratici di forte variazioni in pochissimo tempo e allora mi domando se riflettano veramente la qualità degli attivi o siano determinati da movimenti speculativi” tanto più che il fatto che una agenzia di rating metta sotto osservazione un paese “non significa che necessariamente il rating viene abbassato”.

 Infine una battuta sull’Abi che secondo il banchiere senese “non è stata, non è, non sarà mai un cartello” e che farebbe “del rispetto delle regole della concorrenza la propria matrice culturale” lasciando le banche aderenti “libere singolarmente” di decidere come comportarsi. Così quei malpensanti dei clienti italiani, sempre pronti a lamentarsi per costi sproporzionati rispetto ai servizi ricevuti, potranno stare tranquilli.

Luca Spoldi

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