Rumor/ A un anno dall'annuncio, la federazione resta sulla carta: usciti di scena Galli e Zadra il progetto potrebbe finire su un binario morto
Correva il maggio 2008 ed Abi e Ania (le federazioni nazionali rispettivamente di banche e imprese assicuratrici italiane) annunciavano in una nota congiunta il lieto evento: la federazione Abi-Ania era nata, Fabio Cerchiai era stato nominato suo primo presidente per i primi dodici mesi con Corrado Faissola pronto a prenderne il testimone per i 12 mesi seguenti, mentre Giuseppe Zadra veniva nominato segretario generale per il primo anno con Giampaolo Galli designato a succedergli l'anno successivo. 
Un anno è passato, ma di quel progetto né in Abi né in Ania si parla più: i direttori generali Zadra (Abi) e Galli (Ania) hanno lasciato l'incarico (Galli in particolare è entrato in Confindustria), mentre le due associazioni continuano la loro vita come sempre, con l'Ania che riunisce domani l'assemblea, imitata dall'Abi il prossimo 8 luglio dopo aver continuato per tutti questi mesi a condurre separatamente le proprie attività, ad esempio anche presentandosi nelle varie audizioni parlamentari su tematica bancarie e assicurativa ciascuna per proprio conto.
Perché questa frenata? Certo non hanno giovato al progetto le perplessità manifestate sin dall'inizio dall'Antitrust, che vedeva dalla possibile fusione la nascita di una "superlobby" con troppi conflitti d'interesse per poter dare il proprio via libera. La stessa uscita di scena dei due direttori generali, indicati tra i principali sostenitori del progetto, ha fatto perdere coesione all'iniziativa, mentre l'impatto della crisi mondiale sui principali gruppi che avevano adottato modelli di bancassurance come Fortis o ING ha indotto qualcuno a ripensare si rischio oltre che ai benefici di un'integrazione troppo stretta.



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