Abi/ Zadra lascia. In arrivo Auletta Armenise
| Mibtel - Apertura di seduta in rialzo per la |
Ora toccherà a Faissola, che ha ricevuto il mandato dal comitato esecutivo di piazza del Gesù, avviare la consultazione delle banche associate per scovare un successore degno dell'artefice di "Patti Chiari". Abbiamo già "individuato un profilo" anche se "non è oggetto di divulgazione" essendo al momento prematuro, ha cercato di tranquillizzare il presidente. Ma in realtà la nomina del nuovo direttore è strettamente connessa a un cambiamento di rotta molto più profondo che l'Associazione bancaria italiana potrebbe essere costretta a intraprendere.
Secondo quanto riferiscono ad Affaritaliani.it fonti interne, pare che proprio che, alla luce della bufera che le sta travolgendo, le banche starebbero pensando di rivedere la mission dell'associazione diminuendo anche i contributi che la tengono in vita.
Due sono le opzioni attualmente sul tavolo. La prima, quella che prevede un ridimensionamento dell'associazione, è strettamente connessa alla nomina a direttore di un uomo interno, un burocrate cui toccherà la trasformazione di quella che è ormai una vera macchina da guerra in un organismo più agile e snello.
La seconda ipotesi, invece, è di lasciare tutto com'è, anche alla luce del difficile momento e delle tante trattative aperte. In questo caso, a piazza del Gesù sarà chiamata come d.g. una figura di primo piano, come quella dell'uscente Zadra.
E qui i nomi in ballo, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, sono due. Giampiero Auletta Armenise, perfetto uomo di banca ma con spiccate doti 'politiche', che ha detto addio qualche mese fa alla guida di Ubi Banca proprio per stare vicino alla famiglia a Roma, a favore del quale gioca anche la provenienza dallo stesso istituto del presidente Faissola. E quel Piero Modiano, uscito sconfitto dallo scontro con Corrado Passera e poi approdato alla Carlo Tassara di Zaleski per curarne la ristrutturazione.
Quanto al futuro di Zadra, che lascerà dopo la prossima assemblea di luglio, chi lo conosce bene esclude un altro ruolo esecutivo. "Già lo scorso anno, dopo l'assemblea, segnalai al presidente Faissola che avevamo sistemato il settore dei rapporti con le imprese, rinnovato i Patti Chiari, la clientela e che era finita la fase di trasformazione del mondo bancario. Il mio lavoro l'avevo fatto ed ero arrivato ad una fase conclusiva. Dopo la crisi ci sarà una fase di riorganizzazione, ci vogliono forze e risorse nuove. Non voglio assumere un incarico di 17, 18 anni. Lascio una macchina salda che funziona senza nessun problema di crisi per la persona che arriverà", ha detto lo stesso manager commentando la sua decisione.
Per il banchiere sembra proprio che si apra, dopo 17 anni in piazza del Gesù, un futuro in un ufficio studi dove possa mettere a frutto la sua esperienza senza dover combattere ancora, all'età di 68 anni, in prima linea.



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