Casi e casini di Borsa/ Edison, A2A pronta a vendere a Edf. E il mercato sente odore di Opa
| Retroscena/ Edison ai francesi? L'ultima parola spetta a Berlusconi e Sarkozy |
EdF è già di fatto il primo socio di Edison, grazie al 19,35% che controlla direttamente e al 30,64% che indirettamente le deriva dall’essere il socio di riferimento (col 50% del capitale, l’altro 50% essendo della holding Delmi che riunisce i soci italiani) di Transalpina Energia, in cui oltre a A2A (che di Delmi è socia al 51%) sono presenti l’emiliana Enia (al 15% di Delmi), la bolzanina Sel (10%) e la trentina Dolomiti Energia (10%), oltre a tre soci finanziari (Mediobanca col 6% di Delmi, CR Torino col 5% e Bpm col 3%).
Per i titoli in mano agli italiani i francesi sarebbero disposti a mettere sul piatto un’offerta mista in contanti e impianti (si parla di una centrale da mille megawatt in Italia che interesserebbe ad A2A) del valore complessivo di 1,6 miliardi di euro. Operazione che potrebbe farsi in poche settimane se, come si prevede, non sorgeranno ostacoli che al momento non si scorgono, visto l’interesse di A2A a disinvestire da Edison per concentrarsi nella corsa al nucleare italiano.
L’ipotesi eccita come detto il mercato anche perché andrebbe a sistemare probabilmente anche altre partite (la Carlo Tassara di cui Pietro Modiano sta curando il turnaround è tuttora socia al 10,025% e nell’ipotesi di una successiva Opa potrebbe disincagliare un pezzo importante delle sue partecipazioni) realizzando un’operazione a premio (il valore della partecipazione di Delmi è infatti stimato attorno agli 1-1,2 di euro) che facilmente incontrerebbe il favore dei piccoli come dei grandi azionisti.
Semmai l’unico dubbio è proprio questo: vogliono davvero i francesi aprire i cordoni della borsa e realizzare prima dell’estate un’operazione rimasta sempre in forse sin dal 2003, quando ancora era presente Fiat nell’azionariato di Foro Bonaparte (e il titolo oscillava attorno agli 1,51 euro per azione), ma mai realizzata proprio in quanto ritenuta eccessivamente onerosa.
Fino a qualche settimana fa non sembrava che da parte francese vi fosse alcuna urgenza in tal senso, tanto che il presidente di EdF, Henri Proglio, aveva dichiarato che non vi era fretta di rinnovare i patti di governance del gruppo, in scadenza solo nel marzo del prossimo anno. Una precisazione che aveva il sapore di una smentita alle voci di spezzatino, fusione tra Edison e la stessa A2A o, appunto, Opa sulle quote in mano ai soci italiani che periodicamente tornano a circolare a Piazza Affari, ora questa improvvisa fiammata.
Solo la manovra di un abile fuochista o un progetto concreto che aveva bisogno di valutare la reazione del mercato? Se hanno ragione i soliti ben informati (o se la Consob si prendesse il disturbo di chiedere spiegazioni meno che laconiche) non ci dovrebbe voler molto a capirlo.
Luca Spoldi



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