A2A/ Tensioni in assemblea. Capra dà battaglia legale. Giù il titolo
La modifica riguardava un lieve aumento della quota in A2A del comune di Milano. Un imbroglio giuridico, una "alterazione degli assetti proprietari che non e' stata comunicata al mercato", come ha commentato il membro del consiglio, in odore di revoca, Giovanni Rizzardi. Conseguenza, secondo Capra, forte anche di un parere pro veritate del professor Roberto Sacchi, l'esclusione dal voto dei soci aderenti al patto.
In assemblea, privata dei due maggiori azionisti con oltre il 54% del capitale a questo punto veniva a mancare il quorum per votare la revoca del consiglio, ma secondo Capra sarebbe stato possibile comunque approvare il primo punto all'ordine del giorno, la distribuzione del dividendo. Dopo una sospensione dei lavori la prima reazione del direttore generale del comune di Milano, Giuseppe Sala: "E' una situazione inqualificabile, l'accordo del luglio 2008 e' un mero aggiornamento che non implica alcuna modifica del patto, e per questo non e' stato depositato. Chiediamo il rinvio dell'assemblea perche' non eravamo informati delle modalita' di svolgimento e dobbiamo acquisire ulteriori elementi".
La richiesta, proveniente da un terzo del capitale, ha di fatto bloccato l'assemblea. Diversi azionisti, dalla svizzera Alpiq (la ex Atel) ai piccoli, avrebbero voluto almeno approvare il dividendo, ma anche a questa votazione i due comuni non avrebbero potuto partecipare. "In principio non abbiamo nulla in contrario all'approvazione della destinazione dell'utile - ha detto Sala - ma non si e' mai visto che questa avvenga senza il voto degli azionisti di maggioranza".
Serafico il commento di Capra: "Sono tra due fuochi, e ci sto benissimo, mi spiace non dare il dividendo, ma non posso fare niente". La proposta dovrebbe comunque essere approvata tra cinque giorni, senza pregiudizio sulla data di pagamento fissata per il 25 giugno. Mentre il titolo in Borsa perdeva terreno (-3,9% il conto finale) nelle sale dell'Unione industriali di Brescia si incrociavano i commenti: zitto Capra, accorato il presidente del Consiglio di gestione, Giuliano Zuccoli ("una situazione che lascia amareggiati e sconcertati per l'assoluta mancanza di buonsenso.



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