A2A/ Tensioni in assemblea. Capra dà battaglia legale. Giù il titolo
Colpo di scena all'assemblea di A2A. Il presidente Renzo Capra dà battaglia legale ai propri azionisti di maggioranza, i comuni di Milano e Brescia, e manda all'aria un copione gia' scritto, che prevedeva la revoca di sei membri del Consiglio di sorveglianza, la sua decadenza, e la nomina di nuovi membri piu' vicini alle maggioranze di centro-destra dei due comuni. 
L'assemblea è stata così rinviata, dopo tre ore di discussioni giuridiche e di battibecchi, su richiesta di Milano e Brescia che si erano viste escludere da Capra dal diritto di voto; il nuovo appuntamento e' stato fissato a termini di legge entro cinque giorni, per mercoledi' 3 giugno alle 10.
Dopo un lieve ritardo all'avvio dei lavori, 20 minuti per un episodio non si sa quanto accidentale (una bottiglia d'acqua rovesciata su un computer), Capra e' andato subito all'attacco, contestando agli azionisti di maggioranza due irregolarita'. Da una parte la presenza nella lista dei nuovi membri del Cds di Bruno Caparini, che nelle proprie note non ha segnalato di essere stato dichiarato fallito dal tribunale di Brescia con una sentenza del 1997: "Secondo lo statuto sociale - ha precisato - l'inosservanza di una esauriente informazione sui requisiti dei candidati fa considerare la lista come non presentata".
Secondo elemento, il mancato deposito al registro delle imprese di Brescia delle modifiche al patto parasociale tra i comuni di Milano e Brescia, approvate lo scorso 9 aprile, e pubblicate tra l'altro solo ieri, in ritardo, sui quotidiani. Non solo, il nuovo patto non menzionerebbe una precedente modifica, risalente al luglio 2008, del patto originario dell'ottobre 2007, che a sua volta non sarebbe mai stata depositata.



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