Sciopero/ Un gruppo di 40enni del Pd sta preparando un duro documento contro la scelta del segretario della Cgil Susanna Camusso

Giovedì, 25 agosto 2011 - 11:11:00

Un gruppo di quarantenni del Pd sta preparando un duro documento contro la scelta del segretario della Cgil Susanna Camusso di convocare lo sciopero generale il prossimo sei settembre. Lo dice Il Foglio in edicola.
"Il vero punto e' che, pur con tutte le giuste motivazioni possibili, pur con tutto il piu' che comprensibile risentimento che la Cgil puo' nutrire nei confronti di un governo che non ha accolto nessuna delle richieste offerte in queste settimane, il momento scelto per lo sciopero e' clamorosamente toppato. Cosi' si offre un grande assist al governo. Cosi' si contribuisce a non creare le condizioni giuste per migliorare la manovra.

Cosi', soprattutto, si da' una spallata decisiva al famoso spirito dell'unione sindacale. Per questo - aggiunge Esposito - nel documento che stiamo preparando inviteremo i dirigenti della Cgil a ripensarci sullo sciopero, a rinviarlo alla fine della discussione parlamentare, magari coordinandosi anche con le altre forze sindacali. Gli scioperi, naturalmente, sono strumenti legittimi, ma sono strumenti di cui bisogna servirsi nei momenti giusti. Sarebbe positivo se su questo punto nel Pd non ci fossero tentennamenti". Come Esposito, anche il tesoriere del Pd Antonio Misiani e' un sostenitore del documento "Non ora".

"No - dice al Foglio Misiani - noi non ci dobbiamo essere, non ci dobbiamo cascare. Noi e' giusto che in un momento delicato come quello che sta attraversando il nostro paese non perdiamo di vista l'orizzonte dialogante e responsabile suggeritoci in questa fase dal presidente Giorgio Napolitano. E per quanto la manovra presentata dal governo sia iniqua e a mio avviso non all'altezza della situazione, l'idea di uno sciopero convocato durante la discussione parlamentare della manovra mi sembra sia quanto di meno appropriato si potesse proporre in questo frangente; e credo sia anche un clamoroso passo indietro rispetto alla fase in cui sembrava si fosse creata una significativa unita' delle organizzazioni sindacali. Ed e' anche per questo, dunque, che non dovremmo esitare a dire no, ragazzi, noi il sei settembre non saremo in piazza con la Cgil. Non e' il momento giusto. Punto".
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