17 marzo/ Calderoli: si lavori. No di Veltroni
"Ho votato contro, a suo tempo, in Consiglio dei ministri e sono e resto completamente contrario al fatto che l'attribuzione delle caratteristiche di festività nazionale, conferita alla data del 17 di marzo, comporti la chiusura di molti uffici pubblici. In un periodo di crisi come quello attuale appare paradossale caricarsi dei costi di una giornata festiva, un evento significativo quale il 150esimo dell'Unità d'Italia può essere celebrato degnamente lavorando e non restando a casa", ha detto Calderoli.
"La chiusura di una parte degli uffici pubblici - avverte il ministro - rischia, infatti, di ricadere poi sulle attività lavorative private, con possibili danni di miliardi di euro, non soltanto in relazione al singolo giorno perso per via della festività ma per le possibilità di 'pontè che si verrebbero a creare conseguentemente. Domani verranno portate in Consiglio dei Ministri una serie di proposte per il rilancio dell'economia e dell'impresa e a riguardo andrà assolutamente affrontata la questione del 17 di marzo, facendo assoluta chiarezza su questa festività e soprattutto sull'eventuale chiusura o meno degli uffici pubblici".
Di diverso parere Walter Veltroni. "La festa del 17 marzo andava discussa prima con Confindustria e sindacati. Ma festeggiarsi e' necessario. Bisogna fermarsi un attimo, ritrovarsi italiani e' una cosa bella per il Paese", ha detto l'esponente del Pd.



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