De Bortoli al Corriere, Riotta al Sole. Ballando con i direttori
Le altre decisioni prese domenica dal patto di sindacato che si è riunito oggi sono di contorno: resta alla presidenza il notaio Piergaetano Marchetti, ad esempio. Mentre non è ancora decisa, fino al momento in cui scriviamo, la ben più cogente questione dell'amministratore delegato: Antonello Perricone, che in base alle performance manageriali è in discussione (viene attribuita a lui la non brillante operazione Recoletos in Spagna, fonte di debiti e perdite ingenti, nonché un sonnacchioso e pernicioso immobilismo manageriale), ma che, tuttavia, potrebbe restare per risarcire la componente "caprese" del patto di sindacato (Montezemolo, Della Valle) che perde Paolo Mieli e che si era spesa per Carlo Rossella al suo posto. ![]()
Antonello Perricone
Si è preferito partire dal nodo politico, la direzione del Corriere. Il resto seguirà quando si metterà mano, sentito anche De Bortoli, al pesantissimo piano di ristrutturazione e rilancio (si parla di cessione di rami secchi e testate decotte, chiusure dei supplementi troppo adv-oriented e riduzione di organici, ben un centinaio solo tra i giornalisti).
Più rilassato invece il cambio della guardia al vertice del Sole 24 Ore. Arriva Gianni Riotta, un professionista di qualità, con un ottimo curriculum, da sempre nel giro di De Bortoli e di Mieli. Come aveva scritto Affaritaliani.it, voci confidenziali dell'entourage di Silvio Berlusconi avevano fatto sapere: prima la Rai e poi il Corriere (e il Sole). E così è stato. Riotta, in quota a Romano Prodi, libera così il posto di direttore del Tg1, dove arriverà in quota Pdl dal Mattino di Napoli Mario Orfeo, protagonista, grazie anche al salotto di Bruno Vespa, di un arrembante escalation di carriera (anche se lascia un Mattino piuttosto acciaccato).
Una soluzione di alto profilo quella scelta da Emma Marcegaglia. Riotta non è emanazione del potere politico tout court (sebbene abbia mostrato, ad onta delle sue origini al Manifesto, una buona capacità relazionale e manovriera anche a destra): è il nome che può rassicurare lettori e investitori in tema di professionalità, indipendenza e prestigio. Gli si voleva affiancare Dario Di Vico, giornalista di economia, chiuso al Corriere da De Bortoli e da Gentili. Ma Di Vico preferisce tornare a scrivere. Amen. Si sta comunque pensando ad arricchire lo staff di Riotta di persone che integrino le sue competenze sull'economia, sulla finanza, sul multimediale, sulle sinergie interne tra giornale cartaceo, agenzia Radiocor, sito Internet e radio. Un piano multicanale, su cui Emma Marcegaglia ha costruito il nuovo business plan. Il Sole, si osserva al vertice di Confindustria, con le sue 350 mila copie, è il terzo giornale italiano. E nessun altro quotidiano economico in Europa può vantare questo primato. In più il gruppo ha i bilanci in attivo, produce dividendi (un unicum nel panorama disastrato della traballante ed obsoleta editoria italiana) e ha 150 milioni di liquidità, provenienti dalla quotazione, che vanno investiti per rilanciare il piano di acquisizione e di sviluppo promesso agli investitori e poi finito nel cassetto. L'obiettivo è creare, attraverlo le sinergie tra carta, agenzie, radio e web, il più efficace ed autorevole gruppo integrato e multicanale di informazione economico-politica italiano ed europeo. 
Emma Marcegaglia



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