La voce dei delfini che riconoscono i nomi
Lunedì, 25 agosto 2008 - 18:15:00
E' vero che delfini, come gli esseri umani, riconoscono i nomi? A domandaserlo è l'Arpa siciliana che in un recente studio ha messo in evedenzia un dato che ha dell'incredibile. Che i delfini emettano e riconoscano suoni e voci non è certo una novità. Il loro "linguaggio" è allo studio da molto tempo e non solo per motivi che riguardano la biologia marina o l'ecologia, ma anche perché, per la loro spiccata intelligenza. C'è chi pensa che possano essere "usati" per scopi bellici
La specie più studiata è quella del Tursiope, non certo l'unica presente nei nostri marima, ma che rappresenta una razza con la capacità di emettere suoni di tipo e di frequenze diverse, ognuno dei quali è utilizzato per uno scopo specifico. Molti studi in materia sono stati fatti in Università e Istituti oceanografici americani, ma anche in Italia, grazie ricerche condotte dal Cnr, non sono da meno.
Grazie a loro, oggi sappiamo che i tursiopi emettono 3 tipi di suoni: fischi, clicke scricchiolii, questi ultimi simili all'abbaiare dei cani. Mentre i "click", ad alta frequenza, funzionano da "sonar" e vengono lanciati per localizzare qualcosa in mare, anche a notevoli distanze (un po' come servissero da radar o come fanno i pipistrelli con l'eco-localizzazione), i fischi e gli scricchioliiservono a "comunicare", ovvero a scambiare informazioni con altri individui della loro stessa specie.
Ogni tursiope inoltre, ha una propria voce/fischio caratteristica, chiamata "firma" che può anche essere anche modulata. Un po' come succede quando pronunciamo il nostro nome: oltre alla lingua italiana che usiamo e che ci rende comprensibili l'uno all'altro, il suono del nome è sempre caratterizzato da un timbro, che fa riconoscere la voce come nostra, rispetto a quella di un altro individuo e, spesso, anche da un "accento" regionale. Per essere più chiari, se parliamo in inglese a un nostro amico che non conosce questa lingua, egli comunque riconoscerà la nostra voce e saprà chi gli sta parlando.
Nelle acque della Baia di Sarasota, in Florida, alcuni ricercatori dell'Università della Nord Carolina hanno potuto accertare che il fischio che serve da "firma", ovvero il "nome" del delfino, può essere riconosciuto come emesso soltanto da quel particolare individuo, anche se sono assenti altre modulazioni che lo caratterizzano. Per provare ciò, i ricercatori hanno registrato il suono completo emesso dai tursiopi appartenenti a un determinato branco (il fischio e le altre modulazioni) in cui erano presenti individui legati da rapporti di parentela; l'hanno "pulito" dalle intonazioni (l'accento) e lo hanno rilanciato sott'acqua con degli appositi altoparlanti.
Il risultato è stato che in 9 casi su 14 i cetacei hanno dimostrato di riconoscere "il parente", indipendentemente dal tono di voce riprodotto. Insomma, secondo i ricercatori, i delfini sembra usino i fischi come segnali "referenziali", come lo sono le parole dei nomi, che possono essere compresi comunque dal timbro di voce e che ne fanno identificare il proprietario, anche se pronunciati in una lingua diversa e con o senza un accento dialettale. Per quanti fischi ci siano nel branco dunque, e con qualunque intonazione vengano emessi, i delfini sembra proprio riescano a…dare un nome e cognome a chi li emette
La specie più studiata è quella del Tursiope, non certo l'unica presente nei nostri marima, ma che rappresenta una razza con la capacità di emettere suoni di tipo e di frequenze diverse, ognuno dei quali è utilizzato per uno scopo specifico. Molti studi in materia sono stati fatti in Università e Istituti oceanografici americani, ma anche in Italia, grazie ricerche condotte dal Cnr, non sono da meno.
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Ogni tursiope inoltre, ha una propria voce/fischio caratteristica, chiamata "firma" che può anche essere anche modulata. Un po' come succede quando pronunciamo il nostro nome: oltre alla lingua italiana che usiamo e che ci rende comprensibili l'uno all'altro, il suono del nome è sempre caratterizzato da un timbro, che fa riconoscere la voce come nostra, rispetto a quella di un altro individuo e, spesso, anche da un "accento" regionale. Per essere più chiari, se parliamo in inglese a un nostro amico che non conosce questa lingua, egli comunque riconoscerà la nostra voce e saprà chi gli sta parlando.
Nelle acque della Baia di Sarasota, in Florida, alcuni ricercatori dell'Università della Nord Carolina hanno potuto accertare che il fischio che serve da "firma", ovvero il "nome" del delfino, può essere riconosciuto come emesso soltanto da quel particolare individuo, anche se sono assenti altre modulazioni che lo caratterizzano. Per provare ciò, i ricercatori hanno registrato il suono completo emesso dai tursiopi appartenenti a un determinato branco (il fischio e le altre modulazioni) in cui erano presenti individui legati da rapporti di parentela; l'hanno "pulito" dalle intonazioni (l'accento) e lo hanno rilanciato sott'acqua con degli appositi altoparlanti.
Il risultato è stato che in 9 casi su 14 i cetacei hanno dimostrato di riconoscere "il parente", indipendentemente dal tono di voce riprodotto. Insomma, secondo i ricercatori, i delfini sembra usino i fischi come segnali "referenziali", come lo sono le parole dei nomi, che possono essere compresi comunque dal timbro di voce e che ne fanno identificare il proprietario, anche se pronunciati in una lingua diversa e con o senza un accento dialettale. Per quanti fischi ci siano nel branco dunque, e con qualunque intonazione vengano emessi, i delfini sembra proprio riescano a…dare un nome e cognome a chi li emette



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