Vita extraterrestre: un nuovo metodo per scoprirla

Sabato, 10 dicembre 2011 - 06:18:52

di Fabio Arrigoni

Un team di scienziati che rappresentano la NASA, il SETI, il Centro aerospaziale tedesco e quattro università, ha proposto un nuovo metodo di valutazione per calcolare le probabilità di vita su mondi alieni (esopianeti), mentre un altro gruppo sta ridando valore alla possibilità che le sonde spaziali aliene potrebbero essere attualmente residenti nel nostro sistema solare.
 


Ufo

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L'astrobiologo Dirk Schulze-Makuch, della Washington State University, ritiene che utilizzare un metodo per quantificare le probabilità di vita esistenti su un pianeta extrasolare sia fondamentale e necessario per poter testare con rigor di logica i nuovi pianeti. In combutta con altri scienziati, Schulze-Makuch (co-autore di un articolo pubblicato sulla rivista Astrobiology) propone un sistema a doppio binario: un indice di abitabilità planetaria e un indice di somiglianza alla Terra. Nel sistema proposto, l'indice di somiglianza alla Terra (ESI) è utilizzato per classificare le caratteristiche più simili al nostro pianeta, mentre l'indice di abitabilità planetaria (PHI) è usato per descrivere una varietà di parametri chimici e fisici che sono teoricamente favorevoli alla vita.
Naturalmente, intorno a tutto ciò si è levato molto interesse, dato sì che ad oggi sono più di 700 i pianeti scoperti non appartenenti al nostro sistema solare.


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La ricerca, che punta a verificare la possibile presenza di vita su altri mondi, è in realtà guidata da due domande. La prima domanda verte sul fatto che se un pianeta è simile alla Terra e presenta similari condizioni ambientali, sia già di per sé un segno che vi possano essere forme di vita (dal momento che sappiamo empiricamente che queste condizioni potrebbero ospitare la vita). Mentre la seconda domanda che gli studiosi si sono posti, naturalmente, riguarda quali forme di vita potremmo trovarvi, e se a noi note o meno.
Avanti nella lista degli esopianeti troviamo Gliese 581g, alla distanza di 20 anni luce, che ha tre volte la massa della Terra e che si trova proprio nel centro della zona abitabile della sua stella, ma la sua scoperta non fu senza polemiche e addirittura alcuni astronomi ne misero in discussione la sua esistenza.
A Gliese 581g viene dato un punteggio straordinario di 0,89, di probabilità di presenza di vita. Niente nell'Universo conosciuto risulta, ad oggi, essere più simile alla Terra. Due altri suoi fratelli esopianeti in orbita intorno alla stessa stella sono Gliese 581d e Gliese 581c, in seconda e terza posizione con un punteggio di 0,74 e 0,70. Dietro di loro si trovano Marte (0,70), Mercurio (0.60), esopianeti HD 69830 d (0.60).
 

 

 

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