Il ventre magico di Mosca tra nostalgie del passato e spinte d'avanguardia

Mercoledì, 19 agosto 2009 - 12:12:00

Di Antonio Galdo

Dal sito www.nonsprecare.it


Mosca. L'unica, vera traccia della grandeur comunista applicata all'urbanistica, la trovi, ancora integra, nel sottosuolo di Mosca. Una gigantesca rete di 241 chilometri di binari e 149 stazioni, dove ogni giorno viaggiano nove milioni di passeggeri, più delle metropolitane di New York e Londra messe insieme. Ma innanzitutto un monumento, che lo Stato ha dichiarato "patrimonio artistico della nazione", con il timbro imperialista del regime sovietico che neanche la caduta del Muro di  Berlino ha potuto scalfire. La circolazione è semplice, geometrica, nonostante la complessità dei nomi delle stazioni scritti in cirillico, eppure vale la pena perdersi in quella che i moscoviti chiamano la "Odissea sotterranea". Soffitti dipinti con colori luminosissimi e con lampadari di cristallo, sale affrescate con mosaici e corridoi imbottiti di statue in granito e in bronzo, incisioni che sembrano firmate dagli scalpellisti rinascimentali.

Il metrò di Mosca è un'epopea del realismo socialista, declinato come le tante lingue delle popolazioni sovietiche, con un ordine architettonico che sembra essere stato impartito dallo stato maggiore di un esercito. La stazione Komsomolskaya ha un'intera sala stuccata con gli affreschi dei grandi eroi militari russi; alla fermata successiva, Prospekt Mira, invece i protagonisti dei bassorilievi sono i contadini che leggono libri mentre raccolgono la frutta; alla Kievskaya sfilano i cantanti folkloristici ucraini, tra eleganti colonne di marmo e pavimenti in granito; la sala della Mayakovshaya, un prezioso rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale, è tutta in stile art déco, in acciaio inossidabile e rodonite rosa. La metropolitana di Mosca fu approvata nel corso di una riunione plenaria del comitato centrale del partito comunista, nel giugno del 1931, e inaugurata appena quattro anni dopo da Stalin in persona.


Mosca
GUARDA LA GALLERY

I lavori furono durissimi, e videro in prima fila la mobilitazione della gioventù del partito, dei contadini che arrivavano da tutte le regioni dell'impero e degli operai che furono perfino reclutati dalle fabbriche manifatturiere: il cantiere era aperto giorno e notte e Stalin, consapevole dei tempi bui in arrivo, volle dare al mondo una prova muscolare del potere dei Soviet, della sua forza granitica, e di quella armonia corale che ancora adesso si respira nel sottosuolo della città. Oggi, la metropolitana è il mezzo migliore per girare Mosca, gustarne ogni angolo, e sfilarsi così da un doppio cappio: il traffico che ormai in città è impazzito e i tassisti la cui prepotenza (è impossibile conoscere in anticipo una tariffa o chiedere l'uso del tassametro) è protetta dall'amministrazione comunale.

La metropolitana è anche il filo rosso attraverso il quale riesci a cogliere la straordinaria continuità dell'arte come strumento di emancipazione civile e prima ancora simbolo iconografico di una potenza che non si è mai spenta. La Russia degli zar più che nella piazza Rossa e nella cittadella del Cremlino, la respiri attraversando le sale del museo Puskin (fermata del metrò Kropotkinskaya), gioiello del collezionismo cosmopolita prerivoluzionario, con alcuni tra i quadri più belli di Matisse, Van Gogh, Chagall e Kandinshy. L'energia comunista, la sua idea di liberare"l'uomo nuovo", cioè il cittadino sovietico, è scolpita negli edifici ispirati dall'architettura costruttivista, punta di diamante dell'avanguardia russa, a partire dalla casa Melnikov (fermata Smolenskaya), un edificio di mattoni e gesso, con un giardino preso a prestito da un racconto di Cechov, una delle rarissime abitazioni private dell'Unione Sovietica sotto la dittatura comunista.

Il paese degli oligarchi, invece, lo ritrovi nel Centro della cultura contemporanea a Mosca, aperto appena un anno fa nei diecimila metri quadrati di una vecchia stazione degli autobus, progettata proprio dall'architetto costruttivista Konstantin Melnikov. Questo è il regno della splendida ventenne Daria Zhukova, Dasha per gli amici, la compagna di Roman Abramovich che ha convinto il marito a mettere sul tavolo una montagna di dollari per aprire il suo Garage, dove si celebrano grandi mostre personali degli artisti russi contemporanei. E' stata lei, Dasha, spalleggiata dalle mogli di altri potenti oligarchi, a convincere i "signori di Mosca" del fatto che, per contare nel mondo, per stare a tavola alla pari con i veri ricchi globali, non basta comprare in contanti e con trattative che si concludono nel tempo di qualche minuto, alberghi di lusso, ville di milioni di euro, barche da centinaia di metri, squadre di calcio gonfiate di debiti e di tifosi. Bisogna avere un'importante collezione di artisti contemporanei, coltivarli con lo spirito dell'antico mecenatismo, come fanno gli odiati e concorrenti magnati americani. E come a Mosca hanno fatto, lasciando un'impronta artistica incancellabile, prima i grandi aristocratici di corte e poi i potenti burocrati del regime comunista. In fondo, l'arte e l'architettura della capitale russa dimostrano, meglio di qualsiasi analisi politica, che qui il tempo degli zar non è mai scaduto.  

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Crisi/ Spread Btp-Bund in calo a 414 punti
Calcioscommesse/ Blitz della polizia a Coverciano per Criscito
Borsa Tokyo/ Chiude poco mossa (Nikkei +0,12%) su incertezza Europa
Russia/ Opposizione anti Putin torna in piazza con maxiraduno
Calcioscommesse/ Indagato Conte, perquisizioni Ps
Siria/ Terzi: superato il limite, bisogna proteggere la gente
Terremoto/ Scossa di magnitudo 4 in provincia di Modena
Siria/ Russia: il massacro di Hula va condannato ma vanno dimostrate colpe
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Case da sogno

Una villa? Un attico? Un loft? Quello che cerchi in un click
Trova tutto qui!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso