Tullio De Mauro parla del Premio Strega con Affaritaliani.it: "Sì, ho letto 'Noi', il libro di Veltroni, e l'ho apprezzato. Come ho apprezzato anche altri romanzi usciti quest'anno..."

Giovedì, 4 febbraio 2010 - 08:38:00

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Libri

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di Antonio Prudenzano

Il Premio Strega fa vendere tanto anche libri destinati, in teoria, a una piccola fetta dei cosiddetti lettori 'forti'. L'esempio più recente è quello di 'Stabat Mater' (Einaudi) di Tiziano Scarpa, discusso (è dir poco...) e non certo 'facile' romanzo vincitore lo scorso anno del premio letterario italiano più ambito (lo Strega, appunto), rimasto nelle posizioni più alte della classifica dei libri più venduti nelle settimane successive al trionfo. Senza il fattore-Strega quasi certamente non sarebbe successo.

Tiziano Scarpa
Tiziano Scarpa

Inevitabile, quindi, che gli editori facciano di tutto per entrare nella cinquina finale e, a quel punto, per vincere. Come pure, che lo Strega (fondato nel 1947 da Guido Alberti e Maria Bellonci, mentre oggi a prendersi cura dello Strega c'è la Fondazione Bellonci) generi ogni anno polemiche sempre diverse e in fondo sempre uguali.

Tutta pubblicità, s'intende. E lo sa bene Tullio De Mauro, notissimo linguista classe '32, dal settembre 2007 presidente dello Strega (prima di lui il suo incarico era affidato alla 'mitica' Anna Maria Rimoaldi ), che nell'intervista concessa ad Affaritaliani.it parla del presente e del futuro del premio.

Veltroni
Walter Veltroni

Quest'anno, a differenza del precedente, le polemiche non sono ancora cominciate (a parte quelle nate dopo l'indiscrezione secondo cui Rizzoli sta lanciando la 'candidatura' allo Strega di Walter Veltroni, autore di 'Noi', romanzo di cui parla anche De Mauro nell'intervista...). Ma niente paura, cominceranno presto, e dopo tutto forse è questo il bello. I 400 'Amici della Domenica' (ogni libro in gara deve essere presentato da due di questi giurati eccellenti e anonimi solo sulla carta) e il mistero aulente d'intrighi che li circonda, sono in sè una suggestiva 'invenzione' letteraria, che contribuisce a conferire irresistibile fascino allo Strega...

Qui di seguito, l'intervista a Tullio De Mauro

Tullio de Mauro Strega
Tullio De Mauro
Tullio De Mauro, all'indomani dell'ultima edizione dello Strega, una delle più 'difficili' degli ultimi anni, lei parlò di un possibile "allargamento a rotazione della platea dei giurati con 'lettori forti' sparsi per l'Italia". Il suo proposito ora è diventato realtà...
"Sì, grazie a un accordo con l'Associazione librai, avremo da quest'anno in aggiunta ai 400 tradizionali Amici della Domenica trenta lettori designati da altrettante librerie italiane tra i loro lettori 'forti'. I lettori ruoteranno da un anno all'altro fino a coprire le circa trecento grandi librerie italiane. Continua inoltre ad allargarsi la schiera dei 'voti collettivi' espressi ciascuno da un gruppo di lettori dei comitati italiani della Dante Alighieri, degli studenti dei licei di Roma e Benevento, del liceo bilingue Einstein di Berlino, degli  istituti italiani di cultura di Tokyo, Sidney, Vienna, Mosca ecc.".

Da sempre si parla dell'influenza più o meno indiretta dei grandi gruppi editoriali nei confronti dei giurati. Nelle ultime tre edizioni si è imposto il gruppo Mondadori. A questo proposito, lei ha dichiarato che "la grande concentrazione editoriale porta i grandi gruppi a poter offrire ai lettori una scelta di autori più ampia", aggiungendo che "i votanti non possono non risentire delle condizioni industriali e del mercato librario". I piccoli editori di qualità, quindi, non hanno speranze?
"Mi auguro proprio di sì, che abbiano speranze e certezze positive. Durante l'anno presentiamo in varie città italiane e agli Amici i libri in uscita e i loro autori, grande o piccolo che sia il rispettivo editore. E gli editori minori sono presenti in forze nella dozzina e, spesso, nella cinquina. Questo è il lavoro suasorio che la Fondazione Bellonci e il comitato direttivo del Premio possono fare e fanno. Il resto, cioè il voto, tocca ai 400 amici, ai gruppi di lettura e ai lettori forti".

Lo scorso anno gli Amici della Domenica non seguirono il suo invito di formulare proposte scritte per migliorare il premio. Dal termine dell'ultima edizione a oggi, ne ha ricevuta qualcuna?
"No, ma ne abbiamo discusso nel comitato direttivo e qualcosa va cambiando".

La sua idea di far mettere in discussione durante l'anno, sul sito dello Strega, le preferenze dei giurati sui libri in uscita come fanno i gruppi di lavoro collettivo, è stata raccolta?
"In parte, da quanti partecipano alle presentazioni che organizziamo in corso d'anno e che poi mettiamo nel sito della Fondazione".

Nel 2008, l'altrettanto discussa vittoria di Paolo Giordano con "La solitudine dei numeri primi" ha sdoganato i giovani autori, addirittura gli esordienti, agli occhi dei giurati. Ma è giusto che il nostro premio letterario più importante vada a un autore alle prime armi, che deve ancora dimostrare una 'tenuta' a lungo termine?
"Per la verità la vittoria di Giordano è stata così inattesa a inizio anno e così netta tra Amici e gruppi di lettura che non mi pare abbia suscitato particolari polemiche. Rea è un grande della nostra letteratura. Il libro di Giordano è piaciuto di più. Gli anni ci diranno. Quanto al giusto e ingiusto, non c'è una Corte costituzionale che valuti la legittimità del voto. I votanti scelgono un libro e un autore che a loro piace. Gli storici della letteratura faranno a loro tempo il loro lavoro".

Lo scorso anno lei a quale libro avrebbe dato lo Strega?
"Non ricordo più bene...".

Cosa spinge un intellettuale del suo livello a farsi sottrarre tempo prezioso dallo Strega e dalle sue polemiche?
"Gli stessi motivi che mi spingono a occuparmi di educazione linguistica nelle scuole, di apprendimento per tutta la vita e di promozione della lettura, in un paese che nel confronto europeo soffre gravi deficit in tutti questi settori".

Più in generale, i premi letterari e lo Strega in particolare, oggi servono solo a far vendere più copie, o conservano ancora un prestigio letterario autentico?
"Il Premio Strega serve all'una cosa e all'altra. Di altri premi so poco. Ma, per scrivere una breve nota introduttiva al quarantesimo volume della collana Strega del Club degli Editori, mi è solo accaduto di vedere che lo Strega supera di dieci, dodici volte le citazioni di altri premi autorevoli e significativi reperibili in internet".

Che momento sta vivendo la letteratura italiana?
"Difficile a dirsi a distanza tanto ravvicinata. Ci vuole tempo, parecchio tempo, perché si delineino i tratti di un periodo letterario e si affermino i classici".

Tra i 'nuovi' autori, quali sono a suo avviso quelli destinati 'a durare'?
"Penso che lo siano quasi tutti i selezionati nelle 'dozzine' che concorrono (allo Strega, ndr)".

Per chiudere, una curiosità: ha letto 'Noi', l'ultimo romanzo di Veltroni?
"Sì, l'ho letto e l'ho apprezzato, come ho apprezzato altri romanzi  in uscita quest'anno...".

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