Obesi e contenti/ Da McDonald's a Coca-Cola, ecco la "strategia dell'ingordigia" delle multinazionali per farci ingrassare...

Sabato, 13 settembre 2008 - 17:50:00

Era il 1968 e il principio dell’ingordigia si preparava a divorare l’America. “Più il contenitore aumenta, più l’essere umano mangia”, sottolinea infatti Reymond. “Che si tratti di un pacchetto di patatine, della circonferenza di un piatto o della profondità di una terrina, l’appetito si adegua. L’esempio più eloquente è quello dei confetti M&M’S: di fronte a un pacchetto da 500 grammi si è osservato che ‘la cavia’ umana ne mangiava 80 in un lasso di tempo limitato, imposto dal ricercatore. Ma davanti a un pacchetto da un chilo, nello stesso tempo, ne divora ben 112!”.



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Non solo. Se da una parte l’industria agroalimentare punta quindi sull’ingrandimento delle porzioni, dall’altro cerca il coinvolgimento dei bambini. Un valido strumento per ottenere la loro fidelizzazione è avvalersi in maniera strategica di internet. Così, per esempio, “più di un terzo dei siti controllati dalla Rideout, proponeva un bonus di giochi il cui accesso era possibile solo indicando dei codici rilevati sulle confezioni dei prodotti. Il fine è incitare il bambino ad acquistare determinati prodotti ricompensandolo con l’accesso privilegiato al sito”.

Internet non è però certo l’unico nuovo territorio che l’industria agroalimentare cerca di conquistare. In Germania la Coca-Cola Company sta testando un nuovo tipo di distributori di bibite concepiti per attirare la clientela adolescente grazie alla messa in onda di brevi pubblicità su un display. Non solo: l’acquisto di una Coca-Cola garantisce al consumatore l’accesso esclusivo, tramite il distributore, all’area del sito realizzata per scaricare sul suo cellulare giochi, sfondi o suonerie.


Pubblicità della 7Up degli Anni '50: sosteneva che la bevanda gasata, mescolata al latte del neonato, facilitava la presa del biberon...
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E se pensi che il tuo stile di vita ostentatamente sano ti metta al riparo da ogni rischio, ti sbagli: ci sono palestre che si sono associate alla multinazionale delle caffetterie Starbucks, ben diffusa anche in molti paesi europei (Italia esclusa), che propone caffè guarniti di panna e pieni di zucchero "dimenticando" di specificare che alcuni superano le 500 calorie. Vale a dire che una sola tazza di caffè copre un quarto del fabbisogno giornaliero di un adulto...

"Toxic. Obesità, cibo spazzatura, malattie alimentari: inchiesta sui veri colpevoli"
di William Reymond
Prezzo 16,50 euro
Pagine 320
Editore Nuovi Mondi Media

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