Obesi e contenti/ Da McDonald's a Coca-Cola, ecco la "strategia dell'ingordigia" delle multinazionali per farci ingrassare...
Era il 1968 e il principio dell’ingordigia si preparava a divorare l’America. “Più il contenitore aumenta, più l’essere umano mangia”, sottolinea infatti Reymond. “Che si tratti di un pacchetto di patatine, della circonferenza di un piatto o della profondità di una terrina, l’appetito si adegua. L’esempio più eloquente è quello dei confetti M&M’S: di fronte a un pacchetto da 500 grammi si è osservato che ‘la cavia’ umana ne mangiava 80 in un lasso di tempo limitato, imposto dal ricercatore. Ma davanti a un pacchetto da un chilo, nello stesso tempo, ne divora ben 112!”.
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Internet non è però certo l’unico nuovo territorio che l’industria agroalimentare cerca di conquistare. In Germania la Coca-Cola Company sta testando un nuovo tipo di distributori di bibite concepiti per attirare la clientela adolescente grazie alla messa in onda di brevi pubblicità su un display. Non solo: l’acquisto di una Coca-Cola garantisce al consumatore l’accesso esclusivo, tramite il distributore, all’area del sito realizzata per scaricare sul suo cellulare giochi, sfondi o suonerie.
![]() Pubblicità della 7Up degli Anni '50: sosteneva che la bevanda gasata, mescolata al latte del neonato, facilitava la presa del biberon... GUARDA LA GALLERY |
"Toxic. Obesità, cibo spazzatura, malattie alimentari: inchiesta sui veri colpevoli"
di William Reymond
Prezzo 16,50 euro
Pagine 320
Editore Nuovi Mondi Media



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