Torna il Festival della Scienza
Dopo aver esplorato i confini del tempo nell’edizione 2009 dedicata al Futuro, il Festival della Scienza si focalizza quest’anno sul tema dello spazio, scegliendo Orizzonti come parola chiave dell’ottava edizione, in programma a Genova dal 29 ottobre al 7 novembre 2010. Ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza in partnership con Regione Liguria, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Genova, Provincia di Genova e Compagnia di San Paolo e con la collaborazione del partner fondatore Telecom Italia, il Festival esplora gli Orizzonti come metafora del traguardo della scienza: mete sempre nuove, ignote e sfuggenti che fanno da stimolo per una ricerca incessante, che vuole superare le conoscenze acquisite e avvicinarsi sempre più alla verità. Come insegna Popper, la scienza è perfettibile e procede per ipotesi ed errori: come potrebbe non essere di larghe vedute e ancora più ampi… orizzonti?
Il programma di quest’anno prevede oltre trecento eventi, che animano l’intero centro del capoluogo ligure, dalle piazze ai palazzi storici, dai musei ai teatri: Genova si apre per ospitare una scienza viva, pulsante, curiosa, che dialoga con i luoghi della società civile, con le discipline dello spettacolo, con i linguaggi della contemporaneità e con le sfide di quest’epoca problematica ma gravida di scommesse e possibilità.
La ricchezza del programma emerge fin dalla giornata d’apertura, in cui è atteso l’economista libanese Nassim Nicholas Taleb, autore dell’acclamata teoria del “cigno nero” sulla natura degli eventi inaspettati e sulla reazione umana nei loro confronti, seguito dall’astrofisico italo-americano Riccardo Giacconi, premio Nobel per la Fisica nel 2002, padre dell’astronomia a raggi X, protagonista di un intervento su come la tecnologia ci abbia permesso di estendere le osservazioni astronomiche a tutte le radiazioni dei corpi celesti. In serata, riflettori puntati sulla prima assoluta in Italia di Icaro ai confini del tempo, opera multimediale dell’astrofisico americano Brian Greene con musiche originali di Philip Glass, coprodotta con il World Science Festival di New York e realizzata grazie al contributo di ERG.
Tra mostre, conferenze, laboratori e spettacoli, il Festival offre al pubblico un percorso molto vario, attraverso cui scoprire i nuovi orizzonti. Ci sono exhibit come Laser. Luce oltre l’orizzonte, che a cinquant’anni dall’invenzione del laser ripercorre una delle più grandi scoperte scientifiche del ventesimo secolo; Mediterranean Science Garden, incentrato sulla biodiversità delle specie vegetali e sulla varietà di colture e tradizioni del Mediterraneo; Odissea, che riprende il lungo viaggio alla ricerca delle radici del sapere scientifico e filosofico attraverso Grecia, Libia, Egitto, Turchia, Italia e Verso l’orizzonte. Viaggi di popoli e cose tra Vicino Oriente e Mediterraneo Antico sull’incontro fra le culture (tutti eventi a cura del CNR PSC).
C’è la riflessione su un pianeta da salvare, nella mostra Elettri-città sulla città verde possibile, alimentata solo da fonti rinnovabili; c’è la tecnologia stupefacente che fa rivivere in 3D La conferma della regola, affresco duecentesco di Giotto in cui il visitatore può entrare in scena, attraversandolo e interagendo con i personaggi; c’è la magia del teatro ne Il viaggiatore onirico ispirato al romanzo Autunno a Pechino di Boris Vian, e in OrizzonTale, spettacolo nell’ambito di CircoScienza con l’attore Alessandro Benvenuti, la pianista Rita Marcotulli e il contrabbassista Furio Di Castri.
Non mancano poi, in forma rinnovata, gli appuntamenti premiati dall’interesse del pubblico nelle passate edizioni, come Sapori di scienza (che propone l’inatteso e affascinante connubio tra scienza e cucina, guidando lo spettatore fin alle origini dei nostri alimenti) e Sport e Scienza, una serie di laboratori per scoprire in maniera divertente quanta fisica, idrodinamica e matematica troviamo nello sport e quali proprietà chimiche e fisiche rendono i materiali sportivi capaci di migliorare i nostri risultati.
Il consueto momento di riflessione e approfondimento, con una lunga serie di conferenze e lectio magistralis, vanta quest’anno la presenza di Paul Davies, fisico, cosmologo e divulgatore del Progetto SETI sulla ricerca di vita aliena nell'Universo, di Bunker Roy, educatore indiano e fondatore del Barefoot College, dell’oncologa Funmi Olopade, della genetista Vanessa Hayes, dell’etologo Giorgio Celli, del direttore della Specola Vaticana José Funes, del fondatore del Whole Earth Catalog Stewart Brand, del logico e matematico Piergiorgio Odifreddi e del filosofo esperto di new media Maurizio Ferraris. Tra i tanti ospiti autorevoli, ci saranno anche il filosofo della scienza Alva Noë, il chimico britannico Peter Atkins, il matematico Ian Stewart e l’esperto degli effetti sociali ed economici di Internet Clay Shirky, che interverrà a una tavola rotonda sul web e sul futuro della comunicazione, insieme a Steward Brand e John Brockman, promossa da Edge Event.
Altro fil rouge del programma è il Mar Mediterraneo. Su invito del Ministero degli Affari Esteri, il capoluogo ligure inaugura a fine ottobre la prima edizione della Biennale del Mediterraneo, un grande format innovativo – tra cultura, industria e tecnologia – al quale il Festival della Scienza partecipa con una selezione di appuntamenti tematici, ospitando importanti personaggi provenienti dai paesi che si affacciano sul bacino, come l’immunologa egiziana Rashika El Ridi, lo storico della scienza di origine palestinese George Saliba, la biologa israeliana Hermona Soreq e lo stesso economista libanese Nassim Nicholas Taleb. I loro interventi si affiancano a mostre, laboratori e momenti di approfondimento per riscoprire i valori biologici, culturali e scientifici del Mediterraneo, inesauribile incubatore di civiltà e straordinario terreno di incontro, confronto e cooperazione tra il Nord e il Sud, l’Oriente e l’Occidente. Ripetendo la formula vincente delle ultime edizioni, anche quest’anno il Festival propone una struttura a percorsi tematici, per aiutare il pubblico a orientarsi di fronte a un’offerta estremamente articolata.
Tutti i suoi eventi – dai laboratori alle lectio, dagli spettacoli alle mostre – sono dunque organizzati in sei aree differenti, a seconda del loro contenuto: orizzonti dell’uomo, orizzonti della luce e della materia, orizzonti della tecnologia, orizzonti della vita, orizzonti dell’universo e orizzonti delle idee.
È invece una novità il progetto multimediale realizzato grazie alla collaborazione con Telecom Italia: si tratta di FestivalscienzaLive, un luogo di incontro su cui appassionati, studenti e anche semplici curiosi possono seguire in diretta il video-blog dei principali appuntamenti in cartellone, approfondire i temi trattati attraverso interviste esclusive e dietro le quinte, commentare e condividere opinioni grazie all’interazione con le principali piattaforme di social networking. Promosso da Telecom anche TelecomIncontra, un ciclo di conferenze tenuto da grandi scienziati ed esperti di fama internazionale che delinea gli orizzonti futuri della tecnologia e della comunicazione a partire da punti di vista diversi.
Il Festival della Scienza è ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza, di cui fanno parte ASI – Agenzia Spaziale Italiana, Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Genova, Codice. Idee per la cultura, Comune di Genova, Confindustria Genova, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Costa Edutainment, Distretto di Elettronica e Tecnologie Avanzate di Genova (DixET), Fiera di Genova, INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, INSTM - Consorzio Interuniversitario per la Scienza e la Tecnologia dei Materiali, Provincia di Genova, Regione Liguria, Sviluppo Genova, Università degli Studi di Genova. L’iniziativa si avvale della consulenza di un autorevole comitato scientifico e di un network di ricerca internazionale, nonché di contatti e collaborazioni con numerosi enti, musei e istituti sia italiani sia esteri.
A conferma dell’interesse che il Festival riveste per il mondo delle imprese quest’anno si registra l’impegno per la prima volta di numerose importanti realtà del panorama nazionale, quali Gruppo Spinelli, Ansaldo Sistemi Industriali, Autostrade per l’Italia, Banca d’Italia, Geox, Olio Dante, Poste Italiane, Postel, Gruppo Boero, Coopsette, Premuda, Newton Natura e Celebrity Cruises.
Gli orizzonti dell’uomo
Il primo degli orizzonti esplorati dal Festival riguarda l’uomo, partendo dalla sua salute e in particolare dalla sensibilizzazione sui problemi legati al fumo. Accompagnati dai coordinatori scientifici della Fondazione Veronesi, i visitatori possono “toccare con mano”, attraverso la mostra No Smoking Be Happy, i danni provocati dal fumo di sigaretta: entrando virtualmente nel tunnel-sigaretta, percorrendo le vie aeree del fumo, dalla bocca fino ai polmoni e al cuore per vedere, sentire, annusare e toccare quello che la sigaretta provoca nell’organismo.
Sempre alla medicina è dedicato Staminabilia, il laboratorio che, attraverso un divertente percorso interattivo tra globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, si propone di spiegare al pubblico il ruolo delle cellule staminali nel nostro sangue e le relative prospettive terapeutiche.
Così come fecero gli uomini del Neolitico, quando decisero di abbandonare la sicurezza della terraferma e affrontare le insidie della navigazione marina, il Festival della Scienza invita, con il laboratorio Antichi orizzonti 1, a riconsiderare gli orizzonti abituali e a mettere in gioco le proprie certezze e consuetudini. Il laboratorio racconta come gli uomini primitivi furono spinti dal desiderio di trovare nuovi contatti, nuovi materiali, nuove possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita: così nacquero reti e strutture commerciali che hanno contribuito ad ampliare l’orizzonte della civiltà. La mostra Verso l’orizzonte. Viaggi di popoli e cose tra Vicino Oriente e Mediterraneo Antico a cura di CNR – ICEVO/Istituto di studi sulle Civiltà dell’Egeo e del Vicino Oriente, realizzata grazie a Coopsette, svela poi il mondo dalla prospettiva di chi scruta l’orizzonte prima di mettersi in viaggio, come i popoli migranti del Mediterraneo antico e del Vicino Oriente, testimonianza ancora straordinariamente attuale di come l’incontro fra culture debba essere considerato la più grande delle ricchezze.
Altre riflessioni sugli orizzonti futuri dell’uomo arrivano da Your Green Day, una mostra che invita il pubblico a riflettere sulla salvaguardia dell’ambiente e sulle scelte, i comportamenti, i sacrifici e le scommesse necessarie per raggiungere l’obiettivo di una vita sostenibile e consapevole. Mentre sul fronte delle conferenze spicca la presenza di alcune delle più brillanti scienziate della comunità internazionale: dall’oncologa Funmi Olopade alla genetista Vanessa Hayes alla psicologa e terapeuta Susie Orbach. A loro, insieme al neurobiologo Semir Zeki, al neuroscienziato Paul Bloom, al genetista Pier Paolo Pandolfi, spetta il compito di illustrare i risultati delle ultime ricerche internazionali nel campo della medicina, della psicologia e delle neuroscienze. La coscienza e i suoi molteplici significati sono invece alla base del dialogo che vede protagonisti Michel Bitbol, Nicholas Humphrey, Marcello Massimini e Max Velmans.
Tra le varie particolarità che caratterizzano l’uomo e il suo quotidiano, spesso sottovalutiamo un fenomeno di vitale importanza, tanto semplice quanto fondamentale, per garantire il perfetto funzionamento del corpo: la traspirazione. Geox, l’azienda che ha fatto della traspirazione il suo punto di forza, propone un percorso interattivo che alternando gioco a momenti di riflessione guiderà bambini e adulti alla scoperta dei segreti del “mondo che respira”.
Gli orizzonti della luce e della materia
Sono passati esattamente cinquant’anni da quel 16 maggio 1960 in cui il fisico americano Theodore Harold Maiman sperimentò il primo laser della storia nei laboratori Hughes di Malibu, amplificando la luce con un cristallo di rubino. In questi cinquant’anni l’uomo ha sviluppato metodi sofisticati per sfruttare tutte le potenzialità di questo sottile fascio luminoso, che riesce a tagliare e saldare i metalli, a misurare le distanze e le velocità, a correggere difetti fisici come quelli della vista. Tra le più grandi invenzioni della ricerca scientifica del Ventesimo secolo, potenzialmente in grado di rivoluzionare l’intera filiera di produzione e trasmissione dell’energia, il laser viene celebrato a Genova da una mostra, Laser. Luce oltre l’orizzonte, a cura del CNR PSC, alla quale è collegato un ciclo di conferenze che annovera tra i relatori uno dei più autorevoli studiosi in materia, il fisico Federico Capasso.
Alla necessità di trovare soluzioni non inquinanti per la produzione di energia, anche come risposta alla crisi energetica, è dedicato il laboratorio Superconduttività. Una rivoluzione possibile che, attraverso esperimenti, attività pratiche e supporti multimediali, svela le enormi potenzialità di questa tecnologia e permette al pubblico di verificare in prima persona le straordinarie proprietà dei materiali superconduttori. Entrambi gli eventi sono realizzati grazie al sostegno di ASG Superconductors.
È invece l’energia in tutte le sue forme la protagonista di Incredibile Enel, il grande villaggio multimediale allestito da Enel per il secondo anno consecutivo, che offre al pubblico del Festival la possibilità di vivere un’esperienza di divulgazione scientifica unica, tra giochi, eventi, dibattiti, esperimenti scientifici ed exhibit interattivi. Un percorso che va dall’Officina dell’Energia all’Arena Elettrizzante, alla Tombola dell’Energia condotta da Patrizio Roversi. Enel presenta anche uno stand interamente dedicato all’energia nucleare. Il ‘nuclear globe’, una futuristica installazione interattiva, illustra la storia del nucleare, gli scienziati, le tecnologie, i dati sull’utilizzo in Europa e nel mondo, le curiosità, i progetti futuri e le più recenti innovazioni in tema di sicurezza.
Ai più piccoli è riservato il laboratorio Acchiappanuvole, in collaborazione con Focus, Focus Junior e Pico, in cui si va a spasso tra cirri e cumulonembi. E sempre le nuvole sono le protagoniste della mostra Con la Testa fra le Nuvole, un giocoso intreccio fra arte, scienza ed exhibit interattivi sia per imparare a riconoscerne forme, proprietà ed evoluzione, sia per assaporarne il valore immaginifico ed estetico, esaltato in opere e installazioni di arte contemporanea.
Non ci sono invece limiti d’età per esplorare laboratori come Plastica: un materiale al servizio dell’uomo, a cura di Federchimica Plastics Europe, in cui si analizzano le caratteristiche, i pregi e le incognite di un materiale preziosissimo per la società moderna, e Guardare oltre il visibile, dedicato all’inesauribile desiderio degli scienziati di varcare gli orizzonti dello sguardo, andando a caccia tanto delle dimensioni più grandi quanto dell’infinitamente piccolo. Anche con metodi non tradizionali, visto che il laboratorio creato per scoprire come sono costruiti e come funzionano telescopi e microscopi utilizza sistemi ottici interamente realizzati… con i LEGO.
È invece un’esperienza rivolta a sviluppare una differente sensibilità nei confronti del colore, la mostra I colori del Mediterraneo, realizzato grazie al sostegno di Gruppo Boero. I partecipanti all'iniziativa sono chiamati a effettuare una serie di scatti fotografici per la città, in un originale percorso percettivo mirato alla ricerca di inedite sfumature nei frutti esposti sui banchi del mercato, nelle insegne pubblicitarie, nei giardini urbani, negli stretti vicoli illuminati artificialmente. Catturate per strada, queste immagini faranno da base a un’installazione esposta nello scalone di Palazzo Ducale.
Nel lungo percorso degli orizzonti della luce e della materia, il momento della riflessione è affidato all'intervento del premio Nobel per la chimica 2007 Gerhard Ertl e al chimico britannico e professore all’Università di Oxford Peter Atkins.
Gli orizzonti della tecnologia
Secondo una classifica stilata ad aprile dal mensile americano “Time”, Sanjit “Bunker” Roy è uno dei cento personaggi più influenti del pianeta. Nato nel 1945 a Burnpur, nel Bengala Occidentale, l’attivista, educatore e imprenditore indiano è diventato famoso per aver fondato nel 1971 il Barefoot College di Tilonia, l’“università dei piedi nudi”, dove viene data possibilità anche ai meno abbienti di apprendere nozioni di architettura, medicina, ingegneria. Oggi il Barefoot College ha una rete di oltre venti sedi in tredici diverse regioni indiane e Roy è atteso a Genova per raccontare una delle più belle storie di condivisione del sapere e innovazione sociale degli ultimi quarant’anni.
Quarant’anni in cui la tecnologia ha fatto registrare progressi impressionanti, modificando radicalmente non solo gli orizzonti della scienza, ma anche quelli delle nostre attività quotidiane, della comunicazione, dell’economia, della conversazione sociale. A questi temi sono dedicate le conferenze e le lectio di ospiti dall’autorevole curriculum: Stewart Brand, figura di spicco della rivoluzione culturale ambientalista americana degli anni ’70, e oggi lucido e critico “ecopragmatista” con il manifesto Una cura per la Terra; James Barber, biochimico, presidente della International Society of Photosynthesis Research ed esperto di energie rinnovabili, Clay Shirky, studioso degli effetti sociali ed economici di Internet.
Un esempio spettacolare dei progressi della tecnologia è Giotto in 3D. Esperienza virtuale tra i personaggi delle storie francescane, installazione a cura di CNR, Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali e Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, in cui viene costruita una vera e propria esperienza virtuale attorno a La conferma della regola francescana, celebre affresco dipinto da Giotto nella Basilica di San Francesco di Assisi tra il 1290 e il 1295 nell’ambito della serie dedicata alla vita di San Francesco. La tecnologia del 3D viene qui rielaborata per consentire al visitatore del Festival di “entrare” in un’opera d’arte, esplorandola con il semplice movimento del corpo, giocando con la prospettiva e interagendo con i personaggi: San Francesco e i suoi discepoli, raccolti di fronte al pontefice Innocenzo III per accogliere l’approvazione della regola di vita francescana.
Un’altra esperienza dal forte impatto emotivo, capace di coinvolgere il corpo e la mente, è quella proposta dall’installazione interattiva La consapevolezza delle ombre: un'avventura collettiva, fruibile da persone abili e diversamente abili, dove pubblico e performer finiscono per identificarsi e nella quale si traccia una relazione fra la nostra ombra e un mondo altro, segreto, inesplorato, nel quale sviluppare nuove forme di espressione creativa. Realizzata grazie a Telecom Italia, l’installazione arriva dal National Museum of Emerging Science and Innovation di Tokyo, dove l’anno scorso è stata accolta con grande successo.
La tecnologia applicata all’ambiente e all’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia viene presentata nella mostra curata da Ansaldo Sistemi Industriali Elettri-città, che spiega come già oggi sia possibile immaginare una città verde e silenziosa, alimentata dall’eolico, dal solare, dalle biomasse: una prospettiva stuzzicante, di cui vengono illustrati i traguardi tecnologici e scientifici, la sostenibilità, le incognite.
I segreti della scienza informatica, di cui ogni giorno siamo testimoni forse un po’ distratti mentre usiamo computer e dispositivi portatili, sono i protagonisti del Computer Science Magic Show. Realizzato in collaborazione dalla Queen Mary University of London e dall’Università di Genova, questo evento speciale mette in campo una squadra di prestigiatori pronti a stupire il pubblico con trucchi a effetto: vere e proprie magie digitali dal forte potere suggestivo, eppure dall’origine rigorosamente scientifica.
Alla musica è dedicato Orizzonti sonori, un laboratorio a cura del CNR – Istituto di Nanoscienze Centro S3 di Modena, in cui si scoprono le scale musicali provenienti da diverse tradizioni e aree del pianeta. Da quelle in uso nell’antica Grecia alla Cina, dall’Africa all’Europa, fino a ipotizzare quali potrebbero essere le scale che faranno da struttura portante della musica del futuro.
All'alfabeto della scienza, ventuno cose intorno alle quali la conoscenza scientifica si dispiega in molteplici livelli, da quello più teorico, alla metafora e ancor oltre sino alla provocazione artistica è dedicata, infine, la conferenza spettacolo di Vittorio Marchis.
Gli orizzonti della vita
All’interno del percorso dedicato agli orizzonti della vita, un focus particolare è riservato al mondo degli animali, alla loro tutela, al linguaggio che utilizzano per comunicare e alle lezioni che possiamo apprendere osservando i loro comportamenti. Di questi temi parlano tre importanti esperti internazionali: lo scrittore e professore di ecologia e biologia evolutiva all’Università di Boulder Marc Bekoff, la scienziata specializzata in psicologia cognitiva e linguaggio degli animali Irene Pepperberg e l’etologo, conduttore televisivo e scrittore Giorgio Celli intervistato da Guglielmo Pepe. Sempre nel percorso della “vita” rientrano gli interventi della professoressa di biologia molecolare all’università di Gerusalemme Hermona Soreq, dell’immunologa alla Cairo University e vincitrice del Premio L’Oréal Unesco 2010 Rashika El Ridi e del filosofo della scienza cognitiva e professore all’Università di Berkeley Alva Noë.
Mediterranean Science Garden è un grande orto scientifico, realizzato anche grazie a Olio Dante, che guiderà il pubblico a utilizzare i propri sensi per riconoscere odori, sapori e proprietà organolettiche dell’olio extravergine di oliva, che racchiude laboratori, mostre e conferenze, attraverso cui si traccia una mappa vegetale di habitat, piante e tradizioni caratterizzanti i differenti Paesi del Mediterraneo. Un osservatorio sulla ricchezza del bacino che rientra nel più ampio cartellone della Biennale del Mediterraneo (vedi sotto), assieme al laboratorio Orizzonti sommersi, alle sorprendenti sculture naturali che si nascondono negli abissi, svelate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in Mediterraneo Dinamico e alla mostra Un tuffo nel Mediterraneo, incentrata sui fenomeni e comportamenti che minacciano il patrimonio di biodiversità del nostro mare, dallo sfruttamento delle risorse naturali, all’inquinamento, ai cambiamenti climatici.
Oltre che signora del mare, l’acqua è la protagonista di Sport e Scienza, il ciclo di laboratori a tema sportivo che quest'anno farà letteralmente immergere il pubblico con maschera e bombola o con un nuovo brevetto di occhialini del CNR INO all'interno di una vasca marina. Oltre che agli sport acquatici come nuoto, apnea, tuffi e surf, gli appuntamenti sono dedicati al ciclismo e ad altri sport olimpici. L’acqua, poi, è anche la protagonista di un ciclo di conferenze organizzato da Fondazione Amga, con il supporto di IREN.
Dopo il successo della passata edizione torna Sapori di Scienza, contenitore di appuntamenti in cui si coniugano il gusto e la curiosità in una ricetta ad alto tasso scientifico: conferenze a tema alimentare, miscelate con la giusta dose di laboratori e una pioggia di aperitivi scientifici.
Alla vita e al padre dell’evoluzionismo è dedicata la proiezione del documentario Non è mai troppo Darwin, un viaggio alla scoperta dell’evoluzione diretto da Angelo Loy e presentato dai due protagonisti Giuseppe Cederna e Roberto Nobile, che narra la storia di un professore di zoologia che convince il custode dell’università a farsi accompagnare in Sicilia sulle tracce degli animali del passato. Sempre sul fronte delle immagini in movimento, anche quest’anno National Geographic Channel e Nat Geo Wild sono presenti con anteprime esclusive e una rassegna quotidiana di documentari, trasmessi sui canali 402 e 405 di Sky. Tra gli appuntamenti da non perdere, il 3 novembre – in occasione della presentazione del libro dell’astrofisico Giovanni Bignami I marziani siamo noi – la proiezione di un estratto dell’omonimo programma in onda a dicembre su National Geographic Channel, e il 7 novembre la presentazione di Atto II: La lotta, episodio della importante serie di documentari Great Migrations, dedicata alle più spettacolari migrazioni di gnu, elefanti, trichechi, squali e altri animali.
Gli orizzonti dell’universo
Con i suoi studi ha proiettato l’astrofisica verso la scoperta delle prime sorgenti cosmiche di raggi X. Per questo, nel 2002, è stato premiato con il Nobel per la Fisica. Riccardo Giacconi è uno degli ospiti più attesi dell’edizione 2010 del Festival, non solo per i contributi pionieristici all’esplorazione del cielo profondo, ma anche per le sue origini: italiano naturalizzato statunitense, Giacconi è nato proprio a Genova. La sua visita al Festival della Scienza, con la lectio magistralis in programma nella giornata d’apertura, sarà anche un’occasione per la città per riabbracciare uno dei suoi scienziati più illustri e per insignirlo con il Grifo d'Oro, la più importante onorificenza cittadina.
Giacconi non è l’unico astrofisico di rilievo internazionale previsto nel programma delle conferenze del Festival: gli orizzonti dell’Universo sono al centro anche degli interventi di José Funes, il direttore della Specola Vaticana, di Paolo De Bernardis, lo scienziato responsabile della missione BOOMERanG, durante la quale tra il 1997 e il 2003 un pallone aerostatico misurò la radiazione cosmica di fondo, e di Paul Davies, fisico teorico, cosmologo e astrobiologo, che racconta a Genova l’evoluzione di SETI, il famoso progetto di osservazione dello spazio che da cinquant’anni va a caccia di forme di intelligenza aliena. Per ora, con risultati abbastanza deludenti: nessun extraterrestre ha risposto alle nostre chiamate. Ma, si chiede Davies, forse perché stiamo cercando nei posti, nei tempi e nei modi sbagliati?
Sempre l’esplorazione dell’Universo, declinata però attraverso i linguaggi dell’arte e dello spettacolo, è la protagonista di Icaro ai confini del tempo, ambiziosa rappresentazione multimediale ispirata all’omonimo libro di Brian Greene, accompagnata dai video di Al + Al (i film-maker britannici Al Taylor e Al Holmes) e su musiche originali di Philip Glass.
Nell’era del remix, delle riletture alternative e delle contaminazioni, qui è l’antica mitologia greca a incontrare astrofisica e fantascienza: l’Icaro moderno immaginato da Greene è infatti un ragazzo che con la sua astronave decide di avvicinarsi temerariamente non al sole, bensì a un buco nero. Prodotto dal World Science Festival di New York, con Alfred P. Sloan Foundation e dal Southbank Centre di Londra con la Royal Society, Icaro ai confini del tempo arriva in Italia grazie al sostegno di ERG. L’opera realizzata a cura di Codice. Idee per la cultura è co-prodotta dal Festival della Scienza, dalla Baltimore Symphony Orchestra e dalla Glasgow's Concert Halls, e ha visto la prima mondiale al World Science Festival 2010 e la prima europea al Southbank Centre 2010. Viene presentata in prima assoluta italiana a Genova con l’accompagnamento dal vivo dell’Orchestra Filarmonica 900 del Teatro Regio di Torino diretta da Ezio Bosso e la voce recitante di Sonia Bergamasco.
È invece a cura dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare la mostra L’universo non è più quello di una volta, che ci riporta sul terreno della ricerca, prendendo spunto dalla scoperta dei raggi cosmici per tracciare una nuova prospettiva di osservazione dell’universo. Sullo sfondo, un’affascinante domanda: cosa succederebbe se la nostra conoscenza riuscisse a risalire fino all’origine del tempo, un attimo prima del Big Bang? Quali dimensioni, quali segreti, quali nuovi orizzonti potremmo scoprire?
Gli orizzonti delle idee
Al secolare rapporto che lega il bacino del Mediterraneo alle diverse città che vi si affacciano è dedicata la mostra Odissea, realizzata da CNR PSC, con il sostegno del Gruppo Spinelli. Il visitatore diventa protagonista di un lungo viaggio alla ricerca delle radici delle idee e del sapere scientifico e filosofico attraverso Grecia, Libia, Egitto, Turchia e Italia, da sempre terre di incontro e di scambio fra culture.
Sul versante degli spettacoli, un sodalizio che si rinnova è quello tra il Festival e il Teatro della Tosse. Dopo le convincenti esperienze degli anni passati, con l’indagine sul “migliore dei mondi possibili” di Candido e il “futuro-passato” di 2984, entrambi co-prodotti dal Festival della Scienza e portati in tournée nei teatri italiani, la compagnia genovese si confronta questa volta con il mondo dei sogni. Il viaggiatore onirico, spettacolo realizzato con il supporto del Gruppo Finmeccanica, prende spunto da Autunno a Pechino, romanzo del geniale scrittore e jazzista Boris Vian, e segue le orme di Amadis Dudu e del suo viaggio alla scoperta di uno strano mondo parallelo chiamato Exopotamia.
Un’altra presenza confermata a Genova è quella di CircoScienza, divertente confronto fra due mondi all’apparenza agli antipodi – il circo e la scienza – eppure legati da numerosi punti di contatto. Tra gli eventi organizzati al suo interno spicca OrizzonTale, avventura poetica di un viaggiatore che si muove e osserva il mondo che lo circonda.
Protagonista principale è l’attore Alessandro Benvenuti, le cui insolite peripezie vengono accompagnate dal contrabbasso di Furio Di Castri e dal pianoforte di Rita Marcotulli e da una coreografia di giochi di equilibrio circensi. La regia è di Boris Vecchio, il testo di Marco Odino e la produzione di Festival della Scienza e Théâtre de Grasse con la collaborazione di Inteatro Residenze e di Armunia-Castiglioncello.
Gli orizzonti delle idee non vanno in scena solo sul palco: è sullo schermo infatti che prende vita la Scienza dei Cartoons, realizzato grazie a Coop, un laboratorio dove la fisica e la fisiologia incontrano la creatività e in cui il visitatore può realizzare il proprio cortometraggio animato con la tecnica “a passo-uno”. In altri casi, gli orizzonti possono confondere e stimolare la nostra percezione: come fanno i punti di fuga, le ombre, le prospettive e i frattali raccolti e raccontati da “Matematita”, Centro Universitario per la Comunicazione e l’ Apprendimento Informale della Matematica, con l’ambizioso obiettivo di Addomesticare l’infinito.
Ci sono poi idee che trovano la propria forma migliore nella divulgazione “in cattedra”, grazie alla testimonianza di personaggi che – a conferma dell’approccio aperto del Festival – non provengono necessariamente dalla ricerca scientifica. È il caso degli ospiti invitati a intervenire nell’ambito di questo percorso tematico: i filosofi Ermanno Bencivenga, Maurizio Ferraris e Armando Massarenti, il filologo e critico letterario Piero Boitani, il matematico Ian Stewart (che all’attività di divulgatore scientifico affianca una fortunata carriera di romanziere di fantascienza), il critico d’arte Hans Ulrich Obrist, co-direttore della Serpentine Gallery (una delle più importanti gallerie d’arte moderna e contemporanea di Londra) e responsabile del ciclopico progetto di interviste Interview, lo storico delle scienze arabe presso la Columbia University di New York George Saliba, lo studioso di scienze cognitive Andrea Lavazza che con Adina Roskies, neuropsicologa e filosofa, e Giuseppe Sartori, ordinario di neuropsicologia clinica e neuroscienze cognitive, si interrogano sul legame tra neuroscienza e libero arbitrio, e l’economista libanese Nassim Nicholas Taleb, autore della celebrata teoria sul “cigno nero” e protagonista della giornata d’apertura del Festival.
Alla scienza esatta per definizione ci riporta invece il matematico Piergiorgio Odifreddi, che ci guida in un viaggio nel tempo alla scoperta del concetto di spazio, dalle antiche civiltà degli Egizi e degli Indiani fino ai Greci, per arrivare agli Arabi e agli Europei degli ultimi secoli, cercando di capire come e perché è nata la geometria, e come si è sviluppata nel corso dei secoli ricostruendo come sono avvenute le scoperte, a partire dalle prime testimonianze.
La Biennale del Mediterraneo
L’orizzonte più suggestivo di Genova è il Mar Mediterraneo. Un orizzonte nobile e antico che nel 2010 viene celebrato con la Biennale del Mediterraneo, iniziativa promossa dal Ministero Italiano degli Affari Esteri che intende rafforzare il ruolo della città come punto di riferimento finanziario, industriale e culturale dello scacchiere mediterraneo. Genova viene chiamata a rivestire i gloriosi e storici panni della “Superba”, porto principale di quel mare su cui nei secoli si sono intessuti traffici commerciali, rivoluzioni sociali, integrazioni religiose e che oggi – in piena crisi globale – si offre come terreno per ripensare a percorsi di sviluppo in un’ottica di sostenibilità e integrazione culturale. Invitato a fare da evento centrale della Biennale, il Festival della Scienza risponde con una selezione di eventi che sviluppano temi legati al Mediterraneo e alla sua variegata cultura scientifica, esplorando i risultati della cooperazione scientifica e tecnologica, anche con il supporto di grandi personaggi provenienti da paesi e culture diverse.
Tra gli scienziati che intervengono a Genova, sono diversi quelli che provengono dai paesi che si affacciano sul bacino, come Hermona Soreq, Rashika El Ridi, George Saliba e Nassim Nicholas Taleb. Così come è fittissimo il programma di mostre, laboratori e momenti di approfondimento che attraversano i sei diversi “percorsi” del Festival e nei quali il Mediterraneo svolge il ruolo di protagonista assoluto, nei suoi molteplici aspetti: dalla biodiversità delle specie vegetali, straordinario patrimonio presentato nella mostra Mediterranean Science Garden e nel laboratorio Orizzonti sommersi, agli abissi dei Mare Nostrum che nascondono innumerevoli sorprese, svelate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in Mediterraneo Dinamico, alle mostre Odissea e Verso l’orizzonte. Viaggi di popoli e cose tra Vicino Oriente e Mediterraneo Antico. Dalle conferenze, i laboratori e gli aperitivi scientifici della serie Sapori di Scienza, un contenitore che quest’anno propone una dieta particolarmente mediterranea, alla mostra che invita a riflettere sulla salvaguardia dell’ambiente Un tuffo nel Mediterraneo, sui fenomeni e comportamenti che minacciano il patrimonio di biodiversità del bacino mediterraneo, dallo sfruttamento delle risorse naturali, all’inquinamento, ai cambiamenti climatici. Rientra, infine, nel programma del Festival della Scienza anche la mostra allestita a Palazzo Ducale Mediterraneo, inaugurata a settembre e realizzata da Studio Azzurro.



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