Il tormentato viaggio nella paternità di Tiziano Scarpa

Sabato, 29 maggio 2010 - 08:05:00

L'INTERVISTA
A SCARPA

Tiziano Scarpa si racconta a tutto campo con Affaritaliani.it. E parla anche di paternità: "Io e la mia compagna Lucia non abbiamo figli perché siamo molto concentrati sulle nostre attività..."

IL LIBRO PRECEDENTE DI SCARPA

Scarpa torna in libreria. Esce per Laterza "La Vita, non il Mondo", Su Affaritaliani.it un estratto in esclusiva

SCRITTORI ITALIANI
& PATERNITA'...

"L'amore alla fine dell'amore" (Elliot) di Vito Bruno, il manifesto (non solo) letterario dei padri costretti dalla legge a dire addio ai figli dopo una separazione... Su Affaritaliani.it la prima recensione del libro e un estratto in esclusiva...

"Non piangere coglione" (Isbn) di Amedeo Romeo, romanzo dell'uomo terrorizzato dalla paternità e ossessionato dalla maternità... Su Affaritaliani.it la prima recensione del libro...

 

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di Antonio Prudenzano

Tiziano Scarpa

Quello della paternità è un tema sempre più importante per molti scrittori italiani. Di recente sono usciti diversi libri sull'argomento. Tra questi, non vanno persi "L'amore alla fine dell'amore. Una lettera dalla parte dei padri" (Elliot) di Vito Bruno e "Non piangere coglione" (Isbn) di Amedeo Romeo, ma se ne potrebbero citare molti altri (nelle scorse settimane, a questo proposito, su Letteratitudine si è svolto un interessante dibattito online proprio sul tema "scrittori & paternità", che ha visto partecipare oltre a Bruno e Romeo anche Gianni Biondillo, Valter Binaghi, Franz Krauspenhaar e Raul Montanari; sull'argomento vedi anche box a destra, ndr). E proprio la paternità è il punto di partenza del nuovo romanzo di Tiziano Scarpa, "Le cose fondamentali", in uscita per Einaudi.

tiziano scarpa

L'autore veneziano, trionfatore a sorpresa al premio Strega lo scorso anno con "Stabat Mater", pochi mesi fa aveva pubblicato un libro molto intimo e insolito (per la collana Contromano di Laterza): "La vita non il mondo". "Le cose fondamentali" acquista un senso in più proprio se legato alla precedente fatica letteraria di Scarpa. Quest'ultima, a detta dello stesso scrittore, era in sostanza "un libro a favore dell’esperienza personale, in polemica con l’attualità a tutti i costi, o meglio con un certo tipo di attualità, scritto contro un’idea falsa, riduttiva e totalitaria di realtà...". Dai brevi testi di non più di mille battute di "La vita non il mondo" Scarpa è ora passato a un romanzo altrettanto intenso e originale.

Un padre, Leonardo Scarpa, scrive una lettera senza pudori e a cuore aperto al figlio appena nato (Mario), pronto a consegnargliela una volta che quest'ultimo avrà compiuto 14 anni. Tanto per capire il clima che si respira, scrive frasi del tipo: "Io sono stato un bambino felice. Poi, a quattordici anni ho scoperto che era tutta una finzione. Ora tocca a te". E ancora: "Oggi le persone tendono a sbandierare di avere avuto infanzie infelici. Chi ha assaporato la felicità da bambino, quando diventa adulto si sente colpevole". E una lettera ma è anche un dialogo impossibile perché il neonato non può capire né rispondere. In uno dei momenti più disperati del suo monologo Leonardo si chiede e chiede a Mario: "Da dove mi viene tutta questa paura di non essere amato, di essere ripudiato da te? Perché ti sto scrivendo? Per non farmi odiare quando diventerai un adolescente? Ma è giusto che tu mi odi, deve succedere così. Questo l'ho capito e mi sto rassegnando, con quattordici anni di anticipo". Poi c'è Tiziano Scarpa (un personaggio, non l'autore...), amico-angelo custode di Leonardo, compagno di viaggio a suo modo imprescindibile per la voce narrante. La svolta avviene nella seconda parte: si scopre che Mario ha una rara forma di leucemia e solo un trapianto di midollo può salvarlo. E' un momento drammatico, anche perché Leonardo scopre di non essere il padre di Mario proprio a seguito del test per verificare la compatibilità in vista dell'eventuale trapianto...

"Le cose fondamentali" ha il merito di creare un'atmosfera a tratti dilaniante, che non lascia indifferente il lettore. Nulla è immediato (anche se apparentemente sembra che sia così) nel romanzo di Scarpa e anche lo stile ne risente. Ma è proprio quest'ultimo a lasciare a tratti perplessi: forzature e stonature che però non devono far passare in secondo piano la forza e il coraggio di un libro estremo come questo.

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