Tinto Brass: "Mi hanno fatto tornare voglia di fare cinema"
Tinto Brass si è ripreso. Anche psicologicaente. «Ero all'ospedale di Vicenza, sono stato 8 giorni tra la vita e la morte, mi sono ripreso poco per volta. Dopo qualche tempo il primario del reparto ha deciso che ero pronto per il trasferimento all'ospedale del Lido di Venezia dove sono stato per due mesi. Sono stato dimesso con l'incarico di fare la riabilitazione alla Fondazione Santa Lucia, io che la conoscevo di nome e di fama sono stato immediatamente accolto con grande simpatia, sia dal personale che dai dirigenti, con una cura molto precisa, fisioterapica e mentale, per cui ho passato due mesi di cure riabilitative che sono andate benissimo, mi sento rinato proprio grazie al Santa Lucia».
Così il regista Tinto Brass intervistato dal comitato «Salviamo il Santa Lucia». «L'ambiente -racconta Brass - era particolarmente caloroso, mi sfacevano dei grandi sorrisi, dopo un pò ero io che sorridevo a loro, anche se c'era poco da sorridere, era un rimanere all'ospedale piacevole. Nel mio caso mi aiutava molto al riacquisto delle facoltà, delle doti che avevo, tanto è vero che poco per volta mi è ritornata la voglia di fare cinema, così ho ripreso in mano dei vecchi progetti, vediamo se riusciamo a portarle in porto. Mi sento di dire che è un crimine voler tagliare o ridurre le possibilità economiche che ha il Santa Lucia, è un crimine perché non guardano in faccia a quella che è la realtà dell'Istituto che assolutamente si basa sulla buona volontà di quelli che ci lavorano, sulla qualità delle prestazioni che offrono, delle loro ricerche. Sono veramente dolorose queste notizie e questi tentativi di chiudere e di abolire i finanziamenti al Santa Lucia perché sono finanziamenti fondamentali e quindi toglierli significa cancellare delle prestazioni fondamentali».



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