Musica/ Teresa De Sio canta la tradizione musicale del Mezzogiorno: "Da Napoli alla Puglia..."
Teresa De Sio, napoletana classe 1955, torna alle origini, “con un’esperienza musicale alle spalle più ricca, però”. Così a oltre 30 anni dall’esordio artistico con Eugenio Bennato e i Musicanova, l’artista celebra ancora la musica popolare e il meridione, i suo i sapori, odori, profumi e suoni. “In questi ultimi anni ho realizzato la trilogia sul Sud, che si compone del disco precedente 'Da Sud a Sud', dello spettacolo 'Craj', un omaggio alla tradizione popolare pugliese a metà tra musica e teatro, trasposto anche al cinema (Miglior Opera Prima al Festival di Venezia) e dell’ultimo lavoro uscito a maggio, 'Sacco e Fuoco'” spiega ad Affari la cantante. Che ora ha voglia di esibirsi dal vivo. La prima occasione per vederla è lunedì 10, quando sarà protagonista a Milano (alle 23 alla Salumeria della Musica) di un concerto gratuito e unico, “assolutamente unplugged e in diretta su Lifegate Radio, con me alla chitarra accompagnata da una violinista e un mandolinista”, anticipa. “Un’esibizione più scarna ed essenziale rispetto ai miei soliti concerti, in cui ho invece il contributo di un sestetto di musicisti”.
Cosa dobbiamo aspettarci dal concerto milanese?
“Un assaggio di quella che definisco la mia trilogia sul Sud, ovvero qualche brano del disco precedente 'Da Sud a Sud', alcune canzoni dello spettacolo nonché film 'Craj' e ovviamente alcuni brani dell’ultimo lavoro, 'Sacco e Fuoco'. Un mix per ripercorrere le tradizioni e la cultura del Sud, perchè non solo compongo brani in napoletano, ma canto anche canzoni pugliesi e calabresi”.
Il 18 dicembre sarai poi protagonista di un concerto di Natale all’interno della cattedrale di Avezzano...
Teresa De Sio
“Sì, è la prima volta che mi capita di suonare in chiesa. Riceverò un premio e suonerò dei brani dalle sonorità più morbide”.
Un anno di riconoscimenti, questo: il 21 dicembre riceverai anche il Premio Matteo Salvatore. Che rapporto ti legava al cantautore scomparso?
“Gli ero molto affezionata. E non solo perchè Matteo è stato uno dei protagonisti del mio spettacolo Craj, ma soprattutto perchè insieme a Modugno è stato il mio maestro, l’artista che ha aperto la strada negli anni ’50 alla musica che faccio io oggi, quella che unisce la canzone d’autore alle sonorità folk e al dialetto”.
A febbraio partirà invece il tuo tour acustico per teatri. Cosa proporrai?
“Il concerto sarà incentrato sugli ultimi anni di lavoro, dando spazio soprattutto alla mia trilogia sul Sud”.
(Segue - "E ora condividerò la mia musica con Raiz, Roy Paci, Pao dei Negrita...")



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