Teatro/ Si avvera il sogno del pianista polacco Tchaikovsky. Il suo teschio è stato utilizzato per l'Amleto di Shakespeare

Mercoledì, 26 novembre 2008 - 15:07:00


William Shakespeare
Si è avverato nella città natale di Shakespeare il sogno del pianista polacco che aveva chiesto che il suo teschio fosse utilizzato nella scena più famosa dell'Amleto. Andrè Tchaikovsky, un ebreo sfuggito all'Olocausto, aveva donato il suo cranio alla Royal Shakespeare Company, perchè fosse utilizzato nel macabro monologo sulla morte, in cui Amleto dialoga con il teschio del buffone di corte. Dopo la sua morte, nel 1982, ad appena 46 anni a causa di un cancro, il teschio di Tchaikovsky era stato custodito in un astuccio; ma finalmente, ventisei anni dopo la sua morte, il cranio del musicista è stato utilizzato da un giovane attore britannico, David Tennant, in una recente produzione dell'Amleto proprio a Stratford-upon-Avon, la città natale del 'bardo immortale'. Il teschio è stato utilizzato in tutte e 22 le rappresentazioni, ma la notizia è stata tenuta segreta per non distrarre il pubblico dalla performance di Tennant. Adesso, scrive il 'Times', la rappresentazione si sposta a Londra, dove non è chiaro se verrà usato il teschio del musicista polacco.

Una vita intensa e insieme dolorosa quella del concertista ebreo. Tchaikovsky, il cui vero nome era Robert Andrzej Krauthammer, era stato portato via dalla Polonia all'età di 7 anni, sotto falso nome, dalla nonna che si era stabilita a Oxford. I suoi genitori erano morti insieme a milioni di ebrei nel ghetto di Varsavia. Nel suo testamento il musicista, che non si era mai sposato, dono' gli organi alla scienza, con l'eccezione del cranio. Nel 1989 un altro attore utilizzò il teschio durante le prove, ma non in scena perchè non era riuscito a prendere le distanze dal fatto che il cranio, lungi dall'essere quello del "povero Yorick, un giovanotto d'arguzia infinita e d'una fantasia impareggiabile", fosse invece di Tchaikowsky. 

Per poterlo utilizzare sul palco (nella prima scena dell'atto V, nella famosa scena del cimitero, insieme a Orazio), la compagnia shakesperiana ha dovuto ottenere prima il via libera dell'agenzia responsabile di tessuti umani (la Human Tissue Authority) perchè il cranio ha meno di 100 ani d'età.

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