Tagli allo spettacolo, tutti in piazza Montecitorio
19.29: Tantissimi i volti noti del cinema, del teatro e della tv, insieme a musicisti, ballerini, coreografi, autori, sceneggiatori e maestranze di tutti i settori: da Carlo Verdone a Carlo Lizzani, da Alessandra Mastronardi a Claudio Santamaria. Insieme a Mario Monicelli, Ettore Scola, Cristiana Capotondi, Ricky Tognazzi, Giulio Scarpati, Nanni Moretti, Massimo Ghini, Luca Zingaretti, Andrea Purgatori, Maurizio Scaparro. Ampia la rappresentanza sindacale e delle associazioni di settore come l'Anac, l'Agis, la Federazione attori italiani, gli Artisti riuniti, i Cento autori, Articolo 21. Non sono mancati neanche i politici come Gabriella Carlucci, Luca Barbareschi, Dario Franceschini, Walter Veltroni, Giulia Rodano. Per tutti un unico messaggio e un unico obiettivo: far arrivare la propria voce al governo, ottenere sostegno per investire e produrre cultura, avere coraggio e prendere iniziative di protesta, le più efficaci e incisive che si può. 'Siamo i lavoratori dello spettacolo - si legge in un documento unitario distribuito in piazza - Da oggi, una categoria in via di estinzione. Perché lo Stato italiano investe per il nostro settore quindici volte meno di quello che fanno gli altri Stati europei. Perché il governo Berlusconi sta azzerando il finanziamento previsto per il 6us 2009. Dai prossimi mesi - prosegue il documento - si vedranno meno film, meno spettacoli teatrali, meno concerti, meno serie televisive, meno artisti. Si avranno meno serie televisive, meno artisti, meno lavoro, meno idee, in un panorama di pretesi risparmi che finiranno per rendere il paese piu' povero di emozioni, di pensieri, di capacità critica, di profondità, do energia creativa, di identità nazionale. Noi - continuano artisti e intellettuali - siamo qui per chiedere ai parlamentari di tutti i partiti di impedire quello che si configura come un pressoché totale annientamento della produzione artistica italiana. E per difendere - conclude il documento - il diritto del Paese ad avere una cultura e una comunicazione degna di questo nome'.
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18.56: I tagli alla cultura e allo spettacolo italiani "sono una specie di delitto. Se c'è una cosa su cui l'Italia deve investire, e non tagliare, è proprio la cultura, lo spettacolo". Parole del segretario del Pd, Dario Franceschini, sceso in piazza di Montecitorio dove, oggi pomeriggio, il mondo dello spettacolo italiano sta protestando contro i tagli al Fus. "Da parte della maggioranza c'è l'idea sbagliata e colpevole che quella per la cultura sia una spesa superflua. Invece si tratta di un pezzo importante della nostra industria e dell'economia del nostro Paese". Secondo il segretario del Pd, la soluzione potrebbe essere "inserire la cifra necessaria nel maxiemendamento. Noi - ha assicurato - insisteremo fino alla fine ma - ha concluso Franceschini - mi sembra che la maggioranza non abbia orecchie per sentire".
18.40: "Siamo qui per far sentire la nostra voce e chiedere che il Governo inserisca anche il settore culturale nel decreto di sostegno alle imprese in difficolta'". Così la deputata del Pdl Gabriella Carlucci, scesa in piazza di Montecitorio per sostenere il mondo dello spettacolo, riunito per protestare contro i tagli al Fus. Sfidando i fischi e spiegando la posizione di molti deputati e senatori, che sostengono il mondo dello spettacolo a livello trasversale, la deputata del Pdl ha sottolineato che "oggi in piazza c'è un'ampia rappresentanza del mondo dello spettacolo e una rappresentanza politica bipartisan. E' certamente giusto evitare sprechi e finanziamenti a pioggia, ma prima di tagliare bisogna riordinare il sistema. Io stessa - ha aggiunto - sono relatrice e prima firmataria di una legge per il riordino del sistema. L'industria culturale è uno dei nostri fiori all'occhiello e il governo non può togliere alle aziende il denaro, 60 milioni di euro, promesso a settembre, soldi già finanziati dalle banche e - ha concluso - già spesi dagli imprenditori".
18.22: "Per far sentire la nostra voce dobbiamo scioperare a oltranza, anche per mesi, non basta fermarsi per un solo giorno. Solo così attireremo l'attenzione dei broadcaster". Questo l'appello di Luca Barbareschi al mondo dello spettacolo italiano, riunito oggi pomeriggio davanti a Montecitorio per protestare contro i tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo). "Purtroppo - ha proseguito Barbareschi dal palco - non credo che ci sarà una soluzione. Durante il G8 abbiamo fatto vedere che l'Italia vende cultura ma cultura vuol dire anche innovazione. E' certamente necessaria una riforma del settore - ha ribadito - ma non si possono operare tagli in questa situazione, significa buttare il bambino con l'acqua sporca". Il senatore del Pdl ha quindi sottolineato che già ora il sistema culturale italiano si sta fermando, "il cinema, il teatro, la fiction. In questo modo - ha concluso - saremo colonizzati dai prodotti stranieri e la nostra tradizione cinematografica finirà col morire".
17.38. "Un Paese senza cultura è un Paese senza futuro. I tagli di ben il 30% del Fondo unico per lo spettacolo sono inaccettabili. Questo Governo sta continuando a fare cassa, sottraendo risorse e opportunità di crescita e sviluppo ai nostri figli". Cosi' il senatore Ignazio Marino, intervenendo oggi alla manifestazione dei lavoratori del mondo dello spettacolo, della cultura e dell'informazione, in piazza Montecitorio, alla vigilia del passaggio alla Camera del decreto anticrisi, che non prevede emendamenti per il rifinanziamento del Fus. "E' incredibile - ha aggiunto Marino - che il prezzo della crisi lo debba pagare un settore tanto strategico, quanto privo di risorse come quello della cultura, dopo lo scempio che abbiamo già patito sulla scuola, l'università e la ricerca. Abbiamo a che fare con una spaventosa recessione in questo settore: lo scorso anno i musei hanno visto una flessione di quasi il 4%, i teatri del 10% e i cinema del 6%, senza contare la caduta libera delle mostre, a -36,8%. Dobbiamo rifinanziare il Fus e non dimenticare mai che il nostro è il patrimonio culturale più importante del mondo. Almeno di questo orgoglio non dobbiamo farci privare da un Governo abituato a una visione davvero miope"
17.32. "Sono contrario ai tagli del governo al Fondo Unico per lo Spettacolo e per questo aderisco alla protesta di oggi". Lo dichiara in una nota Massimiliano Smeriglio, assessore alle Politiche del Lavoro e Formazione della Provincia di Roma. "Credo che la cultura possa e debba essere considerata una risorsa e non un costo da tagliare - prosegue Smeriglio - e mi auguro che il Governo comprenda che tagli di questa entità danneggeranno centinaia di lavoratori impegnati in tantissimi e diversi ambiti del mondo dello spettacolo".
17.17. "La civiltà e la libertà di un Paese si distinguono dalle risorse impegnate a favore della scuola, della ricerca e della cultura e il nostro è chiaramente un Paese avviato al declino. La riduzione del Fondo Unico per lo Spettacolo decisa da questo Governo è solo l'ultimo l'atto di una tragedia annunciata. La manifestazione che oggi si svolgerà a Montecitorio, cui aderiamo con convinzione, non è solo la protesta di un comparto professionale, quello dei tanti artisti che con passione, dedizione e poche risorse a disposizione lavorano nei cinema e nei teatri di tutt'Italia, ma è il grido di dolore di un Paese che affonda, colpito al cuore della sua storia e di ciò che con vanto ha sempre rappresentato nel mondo". E' quanto dichiara, in una nota, il presidente della Commissione Lavori Pubblici e Politiche per la Casa, Giovanni Carapella. 16.54 'Diciamo la verità, c'è una grande differenza tra centrosinistra e centrodestra in materia di politiche culturali. L'orientamento del governo Berlusconi è molto chiaro, ed è sotto gli occhi di tutti: solo tagli. Tagli al Fus, e dunque al cinema, al teatro, allo spettacolo, alla danza, alle istituzioni culturali, fondazioni lirico-sinfoniche alla canna del gas. Gli impegni del ministro Bondi sono stati tutti disattesi'. Lo dice la senatrice Vittoria Franco, componente della commissione Cultura. 'Nell'esprimere la nostra solidarieta' al mondo dello spettacolo che protesta - prosegue Vittoria franco - confermiamo il nostro impegno a batterci in Parlamento perché gli stanziamenti per il Fondo Unico dello Spettacolo siano ripristinati. Non si può lasciare il mondo della cultura al mercato come vorrebbe la destra. Tremonti sganci i soldi'.



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