Studenti in piazza/ Il "mea culpa" dell'intellettuale Carlo Lucarelli...
SAVIANO "SPACCA" GLI STUDENTI... E I COLLEGHI INTELLETTUALI Fa discutere la lettera dell'autore di "Gomorra" al Movimento, che "spacca" sia gli studenti sia i colleghi scrittori e intellettuali. Se lo scrittore Valerio Evangelisti lo attacca, Melissa P. difende l'invito di Saviano a rinunciare alla violenza. E Antonello Venditti, contattato da Affaritaliani.it, commenta: "Ho stima di Roberto, ma deve capire che la società civile che si ribella non gode della sua visibilità. E poi, cosa c'è di più creativo di salire sui tetti?". E sulla violenza: Quella fisica è sempre deprecabile, ma i tanti che in questi giorni stanno protestando cosa possono fare per attirare l'attenzione dei media e delle istituzioni?". E la scrittrice Antonella Lattanzi dichiara ad Affaritaliani.it: "Gli studenti che stanno scendendo in piazza stanno facendo quello che non ha fatto la mia generazione. Noi trentenni di oggi siamo stati più egoisti di loro e non abbiamo avuto il loro coraggio. La violenza? Meglio evitarla, il popolo non la capisce...". E anche Facebook si divide...QUI LE INTERVISTE E I PARTICOLARI LO SPECIALE

di Antonio Prudenzano 
Carlo Lucarelli
"Naturalmente spero che domani non ci saranno scontri. La violenza è sempre una trappola, che alla fine in un modo o nell'altro subiscono tutti. Da essa vanno prese le distanze, ma allo stesso tempo capire le ragioni di chi protesta. E gli studenti di ragioni ne hanno da vendere, e hanno diritto a essere molto arrabbiati". Carlo Lucarelli, noto scrittore e conduttore tv, alla vigilia della manifestazione in programma domani a Roma contro il Ddl Gelmini, dal suo punto di vista di intellettuale "mediatico" commenta con Affaritaliani.it le polemiche seguite al corteo dell'altro giorno, in cui non sono mancati momenti di tensione e violenza.
Secondo molti studenti, la violenza non era prevedibile, in quanto è esplosa all'improvviso e ha contagiato una parte dei manifestanti. Cosa pensa di questa rabbia repressa che poi esplode?
"La violenza non è in nessun caso giustificabile, ma è comprensibile. Va anche detto che non sono solo gli studenti quelli arrabbiati e a cui può 'scappare la mano'. La rabbia è diffusa in tanti settori della società. In ogni caso, ripeto, arrivare alla violenza è un errore strategico, perché poi c'è chi dall'altra parte se ne approfitta".
I ragazzi che protestano non si sentono rappresentati da nessuno. E se la politica non li ascolta, anche voi intellettuali siete percepiti come distanti...
"Premesso che la vera responsabilità è della politica e che gli intellettuali non possono dare risposte concrete, la distanza tra intellettuali e studenti c'è, è vero. Una distanza che va colmata. Allo stesso tempo non sono certo che i ragazzi abbiano bisogno degli scrittori, perché ce ne sono tanti pronti a 'saltare' sul carro, come è già accaduto in passato, che invitano alla protesta e poi al corteo non ci vanno e preferiscono il divano. Invece, nei cortei di questi giorni noi intellettuali ci staremmo benissimo".
Quindi domani lei scenderà in piazza?
"Purtroppo no, ho preso altri impegni, ma mi sarebbe piaciuto esserci. Premesso che intellettuali sono anche gli studenti, noi intellettuali 'mediatici' mea culpa dovremmo farlo. Sarebbe importante in questo momento fare noi il primo passo, e andare nei cortei ad ascoltare i ragazzi...".
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