La Street Art conquista il grande pubblico
Un'arte povera che viene dal basso, un'arte 'low cost' spesso bistrattata dai media che ne parlano solo nei casi di vandalismo illegale. Ma adesso le cose stanno cambiando, e la street art si sta trasformando in un fenomeno di massa. E anche le istituzioni culturali sembrano rendersi conto delle valenza creativa dirompente di questa forma d'arte. Così, paradossalmente, un linguaggio nato per uscire dai binari istituzionali, viene commercializzato, distanziandosi dalle origini sovversive.
Dall'8 aprile al 15 maggio Torino ospiterà una rassegna di street art di portata internazionale che si svilupperà in tre sedi cittadine: Spazio barriera di Artegiovane (via Crescentino 25), Cripta 747 (galleria Umberto I, int. 29) e il circolo culturale Amantes (via Principe Amedeo 38/A). A inaugurare l'evento, giovedì 8 aprile alle ore 19, sarà la mostra collettiva Strada facendo. Nella rassegna andranno a coesistere giovani proposte e artisti affermati nell'intento di creare una panoramica completa senza giudizio di merito o scelte arbitrarie. Un taglio trasversale che unisce nomi riconosciuti dal grande pubblico a nomi locali del nord, centro e sud Italia, dai pionieri del movimento ai giovanissimi, raccontando un fenomeno attraverso tecniche differenti che spaziano dal graffito alla tela, dall'installazione urbana al video, dalla fotografia alla performance.
L'arte di strada divide il pubblico (e gli stessi artisti) tra detrattori e ammiratori. I detrattori, in particolare, parlano di snaturalizzazione di opere nate come prodotto di una cultura sub-urbana e alternativa, una cutura-contro poi inglobata da quella tradizionale. E proprio il distacco da una poetica sociale in virtù della celebrità priva le stesse opere del linguaggio di contestazione politica che ne è alla base, ma il sistema in cui viviamo fagocita tutto e anche i writer, assurti ad artisti, 'pagano' così il loro pegno.

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Ma quando è nata l'arte di strada? Il termine Street Art indica l'arte che si manifesta nei luoghi pubblici, spesso illegalmente e nelle tecniche più disparate: spray, pittura, stencil, adesivi ( sticker), sculture. Ciò che la caratterizza è una potenzialità 'virale' che ne agevola la diffusione aldilà di ogni supporto. Il passaparola e la visibilità sono due componenti fondamentali. Nata in seno alla cultura underground americana degli anni Settanta e Ottanta, l'arte di strada è passata negli ultimi anni dall'accezione di 'inquinamento visivo' a nuova forma artistica. Qui non si sta parlando di 'scarabocchi sui muri' come qualcuno vorrebbe far credere.
Gli antecedenti celebri sono stati gli inventori della Pop art, Andy Warhol, Keith Haring, Jean- Michel Basquiat e oggi i writer espongono all'estero, vengono quotati e costituiscono una vera e propria scuola. Hanno un valore anche economico e i galleristi d'arte più acuti e sensibili colgono in anticipo le potenzialità di un movimento ancora circoscritto. Insomma, stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione 'povera'.



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