La società degli storyteller
Di Pierot
Raccontare una Storia ben confezionata è un’arte e un’impresa del moderno marketing politico e commerciale. E’ l’invenzione del reale-immaginario. Come dice il libro “Storytelling” di Christian Salmon, Fazi editore, “L’arte di raccontare storie è nata quasi in contemporanea con la comparsa dell’uomo sulla terra e ha costituito un importante strumento di condivisione dei valori sociali”. Non basta però sviluppare una sequenza di fatti, veri o manipolati. Occorre dare loro un senso, una direzione. Omero non narra solo di battaglie e di eroi ma del Destino degli umani, che è nel grembo degli Déi. Scendendo dall’Olimpo possiamo incontrare, ad esempio, l’azienda Nike che non si presenta più con il fascino e il valore del suo semplice Marchio. Ma con la forza di una narrazione. Nike, dopo il danno di immagine subìto con la scoperta dello sfruttamento dei minori per creare i suoi prodotti, racconta di sé la storia, in parte vera, di un’azienda che contrasta lo sfruttamento minorile. Usare Nike è come entrare in un’avventura umanitaria, in una bella fiaba?
Ronald Reagan non era solo un attore.
Negli ultimi due decenni, dice l’autore, il marketing politico e industriale si muove privilegiando l’uso dello Storytelling. Cioè Narrare, invece di presentare semplicemente un prodotto, una certa politica, un certo leader. Hollywood, con la sua creazione di sogni, il Sogno americano ad esempio, ma anche di storie mitiche, emozionali e socialmente “convincenti”, ne è la capostipite. Reagan, in un importante Messaggio alla Nazione, per dimostrare lo spirito americano e il valore della sua presidenza, racconta episodi di guerra dove “rifulge” il coraggio e l’abnegazione dei soldati Usa. Peccato che gli esempi erano tratti da film hollywoodiani. Niente di vero, ma gli elettori-consumatori dell’immaginario moderno venivano coinvolti da questo modo di rappresentare la politica e il vissuto. Non era necessario fornire dati sul Pil, sull’economia, sulla sanità, sulle sacche di indigenza, sui veri obiettivi della politica estera. L’importante, anzi, l’essenziale, era costruire una storia sull’eroismo salvifico di un popolo, e di un Presidente, che porta per il mondo i valori della libertà e della democrazia.
Come va il Mondo? Come lo immaginano gli spin doctor e come lo interpretano gli “attori” al comando della scena.
Da Reagan in avanti tutti i Presidenti americani hanno fatto uso di spin doctor, specialisti in narrazione… e manipolazione. Ma anche il “decisionista” e “sessualizzato”Sarkozy è un grande comunicatore, nel suo genere. Senza dimenticare il Presidente Obama che impera e regna grazie alle storie che di per sé evoca e interpreta. Come non credere a questo grande attore imperiale e democratico? Gli esempi trattati in questo libro, che illumina come un faro cinematografico le vicende attuali, sono molti e molti significativi. Dice l’autore. “Per funzionare una politica deve essere tradotta in Storia: un movimento narrativo dove ti puoi collocare”. E dove, aggiungiamo, puoi vivere altre pseudo realtà, che sembrano piene di senso e di coerenza. Sante parole, quelle dell’autore, che si adattano perfettamente ad un altro Storytelling che non ha niente da invidiare alle grandiosità di Hollywood e della Casa Bianca. Anche il nostro beneamato Presidente Berlusconi, il papi di tutti noi, è un potentissimo affabulatore. Nato dallo spettacolo e dalle antenne Tv, è la nostra Hollywood quotidiana. Che nessuno ce lo tocchi!



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