La nuova avVentura della tv
Di Giuseppe Morello
Il passaggio di Simona Ventura a Sky sancisce simbolicamente un cambio di stagione, in verità cominciato in maniera meno vistosa già da tempo: una specie di palla di neve diventata negli ultimi mesi una valanga. È la morte della tv come l’abbiamo conosciuta in Italia da oltre 30 anni a questa parte, la fine del duopolio e, di fatto, il dissolversi dell’annoso problema del “conflitto di interessi”.
Il cambio di casacca della Ventura va sommato all’arrivo di Mentana su La7 e al successo del suo bel telegiornale, al probabile sbarco di Santoro e al trasloco di Fazio e Saviano sempre su La7. Una transumanza analoga a quella dei Corrado, Vianello e Buongiorno quando nacquero i primi canali Fininvest. E’ come se un mondo per anni in freezer si stesse scongelando, a tutto beneficio del pluralismo e di un offerta televisiva meno mummificata di quella che ci ha tediato per anni. Nel frattempo la Rai perde pezzi (e andrebbe privatizzata prima che ne resti solo la carcassa vuota), Mediaset perde drasticamente ascolti, ed entrambe sono seguite ormai da un pubblico prevalentemente anziano e anche poco interessante per gli investitori pubblicitari.
La liquefazione del duopolio è anche merito di internet che – soprattutto tra i giovani – sta dimostrando che forme alternative di informazione e intrattenimento sono possibili. E lo stesso web si gioverà della fine della “guerra fredda” televisiva con due blocchi immobili e contrapposti, perché questo libererà risorse pubblicitarie, visto che gli investitori cercano pubblici nuovi, giovani e differenziati. Già oggi è in corso un massiccio spostamento di investimenti dai canali tradizionali al web, ma lo sbriciolarsi del duopolio televisivo potrebbe accelerare questo processo a tutto beneficio di nuovi attori emergenti (sul web, sul satellite, sul digitale terrestre) e soprattutto del pubblico, che potrà così godersi una maggiore libertà di scelta. Mica male.



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