Vasco e la censura
di Vito d'Eri
Per onestà intellettuale mi tocca premettere che chi scrive questo editoriale è un decennale fans di Vasco Rossi;una premessa che a molti farà leggere le mie parole che con ‘legittimo sospetto’. Ma con altrettanta onestà devo premettere che da sempre amo la celebre frase di Voltaire ‘Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee’ così come ‘la nostra libertà finisce dove inizia quella degli altri’. Così oggi, leggendo su varie testate nazionali la notizia secondo cui Nonciclopedia avrebbe chiuso a seguito di un denuncia di Vasco Rossi, ho sentito subito il bisogno di capirne un po’ di più. Ed’ il di più’ che si legge su internet passa dalle analisi più intelligenti, da parte di pochissimi, alla lunga sfilza di insulti sulla pagina Facebook del Blasco, e tutta una serie di ricostruzioni superficiali come quella per cui ‘Vasco denuncia, Nonciclopedia chiude’. Difficile non notare la volontà di mettere in relazione causa-effetto i due fatti. In tantissimi, giornalisti professionisti ed anonimi internauti anonimi hanno gridato allo scandalo ed alla censura. La più banale delle critiche all’indirizzo del Blasco è stata: ‘Ma come, lui, il paladino della libertà, degli eccessi e della trasgressione, con la sua denuncia fa chiudere un sito di satira’. Censura! Censura! Censura! Si fa presto a chiamarla censura. In tutte le più ammirate (da parte dei benpensanti) democrazie occidentali viene lasciata al singolo la libertà di esprimersi nella maniera più libera possibile, ed agli altri la possibilità di ‘risentirsi’ se diffamati, e far valere presso un giudice terzo i propri diritti. Siamo tutti d’accordo su questo o oggi per libertà di espressione si intende la facoltà di dire quel che ci pare senza dover in alcun modo rispondere delle nostre parole? Libertà di parola o anarchia verbale? Andrebbe forse ricordato che la censura è un limite alla propria libertà di espressione imposto da enti al di sopra del singolo; enti come il governo o come le dittature militari. Ma Nonciclopedia non chiude per volontà del governo e a dirla tutta non chiude nemmeno per l’intimazione di un giudice. Chiude per la volontà dei suoi stessi amministratori. Non ci sono state sentenze che impongono onerosi risarcimenti, e anche se ci fossero state sarebbero venute da giudici terzi, o in questo caso i giudici non vanno bene? Da quello che è dato sapere, la decisione di chiudere è venuta dopo un seconda convocazione da parte della Polizia Postale a carico degli amministratori del sito. Ora, Vasco Rossi non controlla certo la Polizia ed anzi, a dirla tutta non ci va nemmeno troppo d’accordo.. e quindi? E quindi finita la lista di insulti su Vasco e concluso il solito canovaccio di frasi fatte sulla mancanza di libertà di espressione rimane un dubbio; visto che non ci sono al momento elementi ‘pratici’ per cui Nonciclopedia debba chiudere, non è che forse ci troviamo di fronte ad una delle più ingegnose iniziative di promozione a costo zero degli ultimi anni? Questi simpatici ‘brufolosi ragazzini quindicenni’ (come si sono definiti nel comunicato in cui si annunciava la chiusura) sono davvero vittime di una società che non è in grado di garantire una piena libertà di espressione o sono piuttosto dei ‘simpatici furbacchioni’ che hanno saputo sfruttare nel migliore dei modi questo assist che (con grossissima ingenuità, questo va detto) Vasco Rossi gli ha involontariamente passato? Forse Nonciclopedia chiuderà davvero, magari perché ai quindicenni di cui sopra non va più di lavorarci su… Se così fosse, hanno trovato il modo migliore per concludere in bellezza. Diabolici!


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