Lo scrittore Shannon Burke ad Affaritaliani.it: "Da ex paramedico approvo la riforma sanitaria di Obama..."
LA NUOVA L'INTERVISTA A MURRAY. SUO IL SECONDO TITOLO DELLA NUOVA COLLANA DI ISBN... LO SPECIALE
di Antonio Prudenzano
COLLANA DI ISBN...

"I corpi neri" di Shannon Burke è il primo (crudissimo) libro della nuova collana di Isbn "Special Books". Il romanzo, in uscita nei giorni scorsi, è ambientato nella New York di inizio anni '90 del sindaco della presunta tolleranza zero Rudy Giuliani e racconta la conturbante quotidianità di un paramedico. Un viaggio nell'inferno metropolitano che non lascia indifferente il lettore. Al contrario, il protagonista, Ollie, finisce per scoprirsi cinico e insensibile...
Burke, scrivere "I corpi neri" l'ha aiutata a superare il trauma della sua esperienza da paramedico?
"Assolutamente. Scrivere di un evento ne smorza la carica, così che questo diventa più gestibile e meno nocivo. La scrittura può persino rendere bello qualcosa di terribile. Molti scrittori dicono che non pensano a quello che scrivono, e lo stesso è stato per me durante la stesura de 'I corpi neri'. Una volta che gli eventi sono diventati storie, non mi ci soffermo più".
I suoi ex colleghi paramedici hanno letto il romanzo? 
Shannon Burke
"Sì, e 'hanno apprezzato. Dal canto mio, mi sono sentito sollevato perché pensavo che avrebbero potuto rimproverarmi di aver fornito una rappresentazione sbagliata dell'ambiente di lavoro, ma non è stato così. Penso anzi che siano stati contenti che qualcuno ne abbia scritto, e sono convinto che secondo loro ho descritto accuratamente la professione. Il loro apprezzamento è stato davvero gratificante".
Cosa pensa della tanto discussa riforma sanitaria di Obama? 
"E' una questione controversa qui negli Usa. Io l'appoggio. E penso anche molti di quelli che lavorano nella sanità. Quando si assiste alla morte di qualcuno perché non aveva l'assistenza, è difficile opporsi a una forma di copertura sanitaria universale. Il punto è che la gente non vede di persona i risultati della mancanza di una copertura universale, quindi per loro si tratta di una questione finanziaria e non morale".
Quale lettura ha cambiato la sua vita di scrittore? 
"Inizialmente Hemingway non mi piaceva poi così tanto. Ero convinto che fosse troppo conciso e avventato, ma ho cambiato idea mentre leggevo 'Fiesta'. Avevo poco più di vent'anni, il momento migliore per farlo. Era appassionante, i protagonisti avevano la mia età, e per questo l'ho amato. L'ho letto un paio di volte all'università ed è stato grazie a questo libro che sono voluto diventare uno scrittore".
E tra gli autori contemporanei chi apprezza?
"Non so se ci sia un autore contemporaneo che considero un mio idolo. Probabilmente, avrei detto Saul Bellow prima che morisse. Era di Chicago, come me, e i suoi libri sono stati molto importanti quando ho iniziato a scrivere. Mi piacciono i primi romanzi di James Kelman, e quasi tutti i libri di Ian McEwan. Mi è piaciuto Ishiguro, e Philip Roth. Mi piace Dave Eggers, in particolare i suoi ultimi libri. E mi piace molto Cormac McCarthy. Ora vivo nella sua città d'origine, qui viene considerato un Dio. Hanno fatto incidere delle citazioni dei suoi libri sulla pietra della piazza principale. Mi piace vedere che uno scrittore bravo come lui è apprezzato. Ho amato 2666. In generale, mi piacciono le scritture semplici e chiare con una storia emozionante, anche se non mi limito a questo tipo di letture".
Sta lavorando a un nuovo libro?
"Sì, ho pronte delle bozze di alcuni libri. Ho un ritmo di lavoro lento, quindi una volta finito un libro lo metto da parte per un po', e poi ci ritorno. Gradualmente, i punti problematici vengono sciolti, e ottengo qualcosa che mi sembra leggibile. Per scrivere 'I corpi neri' ho impiegato circa dieci anni, un arco di tempo che potrebbe sembrare ridicolo, considerata la lunghezza del libro. A quanto pare, però, non sono in grado di fare altrimenti. Quindi sì, ho delle bozze di alcuni romanzi che un giorno lascerò andare e spedirò al mio agente".



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