Shakespeare, il teatro come scena del “filosofare”
Il teatro? E' una agorà dove riflettere sui temi della vita. Quello shakespeariano in particolare. Si apre a Milano un ciclo di sei incontri dedicati all’esplorazione del pensiero attivo in alcune opere di William Shakespeare e alla sua praticabilità nella vita quotidiana. Attore prima che drammaturgo, e uomo prima ancora che attore, Will “scuoti-scena” comunica con un pubblico di pari (artigiani, ladri, prostitute, “nobili”) dal palco del Globe. E le identità dei suoi personaggi si definiscono nell'esperienza viva di una compagnia di attori. Il laboratorio prevede esercitazioni di pratica scettica come quelle compiute da Amleto, che non è solo il principe di Danimarca, ma anche un individuo alla ricerca di sé. «Essere o non essere Amleto» potrebbe diventare la domanda, per apprendere ad agire orientati da un dubbio metodico e creativo e, agendo, diventare “attori” di sé. E, ancora, attraversamenti di quello che è stato definito lo “spazio verde” – il luogo dell'immaginario tra la veglia e il sonno, come quelli compiuti dai personaggi del Sogno. Molteplici e diversi, dalle tonalità più umbratili alle più luminose, sono: l'amore sognato e l'anello nuziale, il prodigio e l'illusione; tutti modi di un mondo interiore da sperimentare per poter essere conosciuto e quindi orientato secondo criteri di ragionevolezza.
E, infine, la scoperta dell'inganno, con il più malvagio di tutti i cattivi, Riccardo III: le seduzioni di un'anima deforme e le resistibili tentazioni di una mente criminale assoluta. Ogni incontro sarà suddiviso in tre parti: lettura, contestualizzazione, dialogo. Allievi del CTA leggeranno brani emblematici (a ciascuna delle tre opere saranno dedicati due incontri, con riferimenti anche ad altri capolavori del canone shakespeariano) e ai partecipanti sarà dato il tempo di meditare individualmente sul testo. La conduttrice introdurrà al contesto esplicitando i temi portanti, da un punto di vista sia drammaturgico, sia filosofico. E inviterà i partecipanti a disporsi in una condizione di apertura biografica e di risonanza interiore, per accogliere i contenuti espressi. Prendendo nota per iscritto in un primo momento, dando voce ai propri pensieri in un secondo momento, lo scopo è quello di entrare progressivamente nella dimensione dialogica. La pratica dialogica ha le sue regole e sarà questo un momento per apprenderle ed interiorizzarle. Non solo, tuttavia, da un punto di vista sociale e socializzante, ma anche nel senso di una individualità che desidera narrare di sé e interloquire con i personaggi che abitano il suo quotidiano. Prodotto finale sarà dunque una “drammaturgia interiore” che, sollecitata dalla frequentazione di Shakespeare, attraverso la parola agita e parlata, si sarà spostata sui territori del metodo, per apprendere non solo come si fa a scrivere un dialogo, ma in che modo questo gesto del filosofare agisca concretamente nei giorni del fare.
condotto da Paola Teresa Grassi
dal 23 gennaio al 27 febbraio 2010
dalle ore 14.00 alle 17.00
CENTRO TEATRO ATTIVO
Via Ampère 30 – Milano – (MM2 PIOLA)
infoline. 022666450 – 022663973
info@centroteatroattivo.it
www.centroteatroattivo.it
acolombo@centroteatroattivo.it



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