Shakespeare ha dettato la filosofia del Novecento
Il massimo poeta e drammaturgo inglese è stato anche un abissale filosofo. Il nuovo libro di Franco Ricordi, "Shakespeare Filosofo dell'essere. L'influenza del poeta drammaturgo sul mondo moderno e contemporaneo" (ed. Mimesis) lo racconta e lo indaga in presa diretta, come puo' fare un attore che ha interpretato piu' volte la filosofia di Shakespeare. Franco Ricordi, infatti, propone una riflessione a partire dalla grande questione dell'Essere: il concetto oscuro e astratto, l'oscillazione continua fra l'essere e il nulla che rappresenta il grande leitmotiv del teatro shakespeariano e che si stempera in tutta la sua drammaturgia, collocandola a meta' fra Eschilo e Leopardi, i due poeti-filosofi che proprio Severino ha indicato come l'inizio e il compimento del nichilismo occidentale. Il libro di Ricordi prende in esame l'intero corpus shakespeariano in una suddivisione geografica che concepisce la drammaturgia di Shakespeare 'piu' filosofica e piu' elevata della storia', intravedendo in essa la denuncia di un nuovo 'totalitarismo spettacolare'. Venerdì, alle ore 17, nella sala Squarzina del Teatro Argentina, a Roma si terrà la presentazione del volume. Con l'autore saranno presenti Masolino D'Amico, Giuseppe Manfridi e l'attrice Karin Proia che leggerà alcuni passi dell'opera.


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