Segnali/ Le pubblicità che hanno fatto la storia delle feste natalizie... Guarda i video
Spot di fine anno
Che fine hanno fatto le pubblicità di dicembre di una volta? Fino a pochi anni fa la programmazione degli spot del periodo era tutta all’insegna di prodotti dai buoni sentimenti, sponsorizzati da babbi natale e renne, in ambienti in cui non mancava mai la neve e gli abeti addobbati con mille palline colorate.
Vorrei cantare insieme a voi
Chi ha più di 20 anni ricorderà certamente alcune pubblicità che hanno fatto la storia. Tra tutte, il coro di Coca-Cola che invitava a “cantare insieme a noi in magica armonia”
Questo classicissimo spot di Natale è passato sugli schermi televisivi negli anni ottanta: persone di ogni razza e colore dall’aspetto vagamente hippy stanno seduti fianco a fianco tenendo una candela in mano e cantano estasiati. L’effetto lumino nelle mani serve a comporre un gigantesco albero di Natale umano. Alla lunga l’effetto melassa rischia di stancare, ed infatti il gruppo canterino è poi sparito dai palinsesti, ma a piccole dosi questi due minuti di pace&amore mettevano di buon umore e preparavano alle feste.
Gli spot dei panettoni
Fino a non molto tempo fa non era Natale senza le pubblicità dei panettoni. Ecco due che molti ricorderanno con affetto.
Il miglior spot di Natale di tutti i tempi
Questo è stato eletto dal quotidiano inglese The Indipendent il miglior spot natalizio degli ultimi 20 anni. Buoni sentimenti da ogni fotogramma per una storia in cui un poco originale Babbo Natale regala bottiglie di Coca-Cola ogni 25 dicembre ad una ragazza che, anno dopo anno, vediamo crescere, sposarsi, fare figli. Alla fine, ormai anziana, ma ancora bella, sarà lei a donare una bottiglia di Coca-Cola al paffuto signore vestito di rosso. Forse è un modo di dire: “Potresti anche essere un po’ più originale: è sessant’anni che mi fai sempre lo stesso scontato regalo…”
Anche Babbo Natele ruba
A detta di chi scrive tra i migliori spot ci sono anche questo dissacrante minuto.
Una volta tanto babbo Natale non riveste il classico ruolo di buono. Lo vediamo entrare nella camera di una bimba, circospetto e silenzioso, attento a non disturbare il sonno della piccola. Ma ha avuto un anno difficile e non è lì per donare…
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