Le forme della seduzione da Shakespeare a Twilight
| La lussuria? E' il motore della conoscenza POP FILOSOFIA - Un gruppo di giovani scrittori e filosofi (italiani e francesi) dà vita a un volume interamente dedicato alla Pop filosofia – vale a dire alla filosofia applicata alle forme varie della cultura di massa. Si tratta di un libro manifesto con una particolarità: mette alla berlina il punto di vista dell’homunculus academicus e si rivolge programmaticamente al pubblico di massa. Nella convinzione che la filosofia sia un sapere critico che deve tornare a circolare nello spazio pubblico. E per fare questo deve trovare nuovi oggetti di interrogazione e nuove forme di scrittura più vicine alla letteratura di genere che non al noioso saggio accademico. I contributi raccolti nel volume, preceduti da un’introduzione alla pop filosofia, indagano spazi culturali che appassionano il vasto pubblico (serie e programmi tv, cinema, musica pop, romanzi di genere, cartoni animati giapponesi, graphic novel, spot pubblicitari) ma che solitamente indignano i filosofi nostrani che pensano di ridurre la filosofia al racconto della propria storia gloriosa. Non a caso uno dei saggi raccolti nel volume è dedicato alla bestia nera degli intellettuali: il Grande Fratello. Pop filosofia il melangolo LA RICERCA FILOSOFICA... E' FEMMINA Ogni domenica Filosofia sui Navigli, l'iniziativa milanese dedicata al pensiero. Il focus della nuova stagione è sulle filosofe della storia, da Hanna Arendt e Simone Weil fino a Jeanne Hersch (900, la filosofia contemporanea è donna) |
"Scelgo il tema della seduzione perché intercetta l’attrazione, ma non vi si identifica, e contribuisce, nell’allontanarsi, a una migliore visione del concetto - spiega l'organizzatrice. Sedurre non è, come vuole un’erronea vulgata etimologica, il 'condurre a sé', ma, all’opposto, il 'condurre in disparte'. Il suo universo relazionale viene messo in disparte, dimenticato, addirittura misconosciuto. Con questa serata di racconti filosofici e musica, non intendo demonizzare la seduzione, e nemmeno quella evoluta forma di vampirologia incarnata da “eclissi” e “nuove lune”; intendo piuttosto attraversarne i sentieri per comprendere come fare a non perdervisi".
Il background: "Dopo avere ascoltato la lectio magistralis di Giulio Giorello su «Gli eroici furori» di Giordano Bruno, tenterò di illustrare come, raccogliendo l'eredità bruniana, sia il genio di Shakespeare ad illuminarci la via. Che i due si siano effettivamente incontrati poco importa, è certo che molto deve al filosofo di Nola quella strana commedia che è Pene d’amor perdute, in particolare sul nostro tema. Berowne è un’evidente storpiatura anglofona dell’italiano Bruno e gli “ero(t)ici” furori del re di Navarra e dei suoi tre compagni vengono messi alla prova in una sorta di Accademia “filosofica” dell’Astinenza. Tentativo fragile, tuttavia, che si rivela fittizio con l’inaspettata apparizione della principessa di Francia e delle sue dame. Un incontro reale e seducente, di una seduzione conveniente e trasformativa capace di convertire il desiderio dei signori di Navarra, eternizzandolo. Un amore vero, che conviene poiché richiede studio e fatica; non tuttavia l'artificioso sapere libresco, ma un sapere pratico che, oltre l'infatuazione, incontra un tipo di Eros non romantico, ma produttivo e riproduttivo; un legame che non allontana da sé, ma che costruisce il sé insieme con l'altro".
a cura di Paola Teresa Grassi
Lainate, Villa Visconti Borromeo Litta
Sala degli Specchi
martedì 30 marzo ore 20.45



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