Scienza e tecnologia, la vita artificiale? Nel 2010
Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Codice. Idee per la Cultura e Telecom Italia e promosso da FILAS - Finanziaria laziale di sviluppo, il Festival propone un percorso a cavallo tra possibile e immaginario, tra ricerca scientifica e tecnologia, tra scoperta e invenzione, tra creatività e innovazione, condotto attraverso un mix di lectio magistralis, incontri, dibattiti, caffè scientifici, eventi per le scuole, mostre, spettacoli.
Ciceroni in questo viaggio di conoscenza e riflessione sono, secondo la formula consolidata del Festival, grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale: dalla giovane stella della virologia Ilaria Capua al ricercatore della Nasa David Wolpert, dal fisico e divulgatore Enrico Bellone al genetista Luigi Luca Cavalli-Sforza al fondatore del MIT Media Lab e ideatore del progetto “One Laptop per Child” Nicholas Negroponte. Assieme a loro, grandi studiosi di scienze umane come l’economista Brian Arthur e lo storico della scienza George Dyson, e musicisti come i Motel Connection che all’Auditorium presentano il loro nuovo progetto crossmediale H.E.R.O.I.N. - Human Environmental Return of Output/Input Network, composto da un nuovo singolo musicale, un fumetto e un videogioco con il quale gli spettatori potranno cimentarsi nella postazione appositamente allestita per il Festival.
Ne risulta una mappa complessa, ramificata, caleidoscopica, multimediale e multidisciplinare. Intrecciata e stimolante come non è soltanto il secolare rapporto tra scienza e tecnologia, ma come richiede l'evoluzione stessa della società contemporanea.
Spazio alla parola: conferenze, incontri, lectio magistralis
In un contesto in cui scienza e tecnologia sono ormai indissolubilmente legate, e le macchine ci circondano al punto da diventare vere e proprie protesi del nostro essere, perché non fare autopsie su questi organi? È così lo storico della scienza del Politecnico di Torino Vittorio Marchis a inaugurare il Festival delle Scienze con una curiosa performance ispirata alle vecchie lezioni di anatomia del Settecento: la mattina di mercoledì 13 gennaio, nella Sala Petrassi dell'Auditorium, non è però un cadavere ad essere dissezionato, quanto piuttosto un giradischi, punto di partenza per una divertente lezione-spettacolo sul progresso tecnologico.
Nel pomeriggio di mercoledì, spetta invece alla virologa Ilaria Capua e al biochimico Cameron Neylon, introdotti dal responsabile di Observa-Scienza e Società Massimiano Bucchi il compito di aprire – con la conferenza Scienza aperta: chi decide e come? – la serie degli appuntamenti dedicati al mondo della ricerca scientifica. Incontri, lectio magistralis e dibattiti che proseguono per tutti i cinque giorni del Festival e si concludono domenica 17 con Dal microcosmo al macrocosmo, faccia a faccia dal sapore cosmico tra il ricercatore della Nasa David Wolpert e la scienziata astronomica Carolyn Porco, attualmente impegnata nella gestione della missione Cassini su Saturno.
Ragionare su scienza e tecnologia nel terzo millennio non può che condurre al mondo di Internet, delle tecnologie digitali e delle reti di comunicazione che stanno cambiando radicalmente la nostra quotidianità. A questo tema, il Festival delle Scienze dedica quello che è forse il suo corpus di eventi più ricco, con un nutrito elenco di ospiti di livello internazionale. La lotta contro il digital divide, il divario che separa le aree del pianeta più tecnologicamente avanzate da quelle a basso livello di alfabetizzazione digitale, è al centro del dialogo tra il saggista ed esperto di psicobiologia Alberto Oliverio e l’esperto di ingegneria dell’informazione del Politecnico di Torino Juan Carlos de Martin, introdotti dal direttore di “nòva24” Luca De Biase. Il futuro di Internet viene inoltre indagato in una conferenza che vede confrontarsi sulle implicazioni sociali - e non solo - della Rete il guru del digitale Nicholas Negroponte, fondatore del MIT Media Lab e ideatore del progetto “One Laptop per Child”, il portatile da 100 dollari grazie al quale si propone di diffondere l’alfabetizzazione informatica tra i bambini dei paesi in via di sviluppo, con l’epistemologo ed esperto di intelligenza artificiale Giuseppe O. Longo, il direttore di “Wired Italia” Riccardo Luna e il blogger e giornalista Luca Sofri.
Identità reali, comunità virtuali e rapporti tra mondo fisico e paesaggio digitale sono invece il tema di Modi di vivere la tecnologia. Vite virtuali e città future, lectio magistralis condotta dal filosofo ed esperto di mondi digitali Peter Ludlow e dall'architetto e ingegnere Carlo Ratti, fondatore del SENSEable City Laboratory al Massachusetts Institute of Technology.
Dal mondo virtuale all’avveniristico panorama dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, Uomini, robot e altre strane creature sono i protagonisti della tavola rotonda con il bioingegnere e direttore di Ricerca del Dipartimento di Robotica, Mente e Scienze Cognitive presso l'Istituto Italiano di Tecnologia Giulio Sandini, il presidente del Conference Editorial Board della IEEE Robotics and Automation Society Antonio Bicchi, l’esperto di robotica biomimetica della Stanford University Mark Cutkosky e lo scienziato cognitivo Sandro Nannini.
Se nel corso dei secoli il progresso congiunto di scienza e tecnologia ha generato profondi dilemmi di natura etica e filosofica, lo sviluppo di Internet e delle reti digitali non è certo stato da meno. Prendendo spunto dall’eredità di Alan Turing e dal suo fondamentale articolo del 1950 Computing machinery and intelligence, l’incontro La cattedrale di Turing e l’universo digitale vede lo storico della scienza George Dyson e John Brockman, fondatore della Edge Foundation e agente letterario di alcuni degli scienziati contemporanei più importanti, protagonisti di un confronto volto a indagare le basi per una corretta – anche dal punto di vista etico – gestione di un’ipotetica intelligenza artificiale che l’uomo potesse trovarsi a fronteggiare in un futuro più o meno remoto.
Sulla cosiddetta cyberetica, l'etica del cyberspazio, intervengono anche Terry Bynum e James H. Moor, due studiosi americani che da più di vent'anni lavorano sulla definizione del concetto di etica applicata al mondo dei computer, mentre prendendo spunto dal suo recente saggio Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce (Laterza, 2009) il filosofo Maurizio Ferraris è protagonista di un caffè scientifico con il giornalista Federico Ferrazza sulla società della comunicazione come società della “registrazione” e dell’”iscrizione”, nel mondo reale come in quello virtuale.
A un livello più ampio, allontanandosi dalle traiettorie esclusivamente digitali, diversi incontri riconducono la riflessione filosofica e storica al lungo e complesso rapporto tra scienza e tecnologia: è questo il caso dei caffè scientifici La tecnologia ci rende umani con lo storico e filosofo della scienza Stefano Moriggi e il giornalista Gianluca Nicoletti e Alle origini della tecnologia: da Homo habilis a Homo sapiens con l'antropologa molecolare Olga Rickards e il paleoantropologo Gianfranco Biondi, e dei dialoghi tra il chimico Sergio Carrà e l’economista Brian Arthur, che indagano il controverso tema della natura della tecnologia, e tra il genetista Luigi Luca Cavalli-Sforza e il fisico/divulgatore Enrico Bellone, chiamati a rispondere alla suggestiva domanda: esiste la tecnoscienza?
Le implicazioni filosofiche dello sviluppo tecnologico sono anche al centro del dialogo tra i filosofi ed esperti di tecnoetica Marteen Franssen e Gert-Jan Lokhorst, mentre l’intreccio pressoché indissolubile tra scoperta e invenzione nella storia del pensiero umano viene ripercorso nella tavola rotonda con lo storico della scienza George Dyson, lo statistico David Alan Grier e la sociologa Jen Light.
Spazio alla visione: exhibit, proiezioni e spettacoli
Protagonista dei foyer dell’Auditorium sarà il percorso interattivo del Telecom Italia Future Lab, un viaggio nella tecnologia in cui i visitatori potranno scoprire i mille volti del “potenziale digitale”, ossia delle tante piccole rivoluzioni che le tecnologie possono portare all’interno della nostra vita di relazione, della sicurezza, della salute, del nostro modo di lavorare, di conoscere, di muoverci e di rispettare l’ambiente e le risorse naturali. Una serie di dimostrazioni spettacolari mostrerà ciò che qualcuno chiama futuro e che, invece, già ci circonda: dalla video chat in 3D ai più moderni sistemi di learning, dall’infomobilità interattiva alla digital art user generated.
Sempre all’insegna della tecnologia nel quotidiano, il Festival delle Scienze darà inoltre ai suoi visitatori la possibilità di vivere l’emozione di guidare un treno ad alta velocità, grazie allo speciale simulatore, in grado di riprodurre anche diverse condizioni meteorologiche in cui sfrecciare a 300 km a bordo di un Eurostar Frecciarossa, esposto all’Auditorium dalle Ferrovie dello Stato.
Dai trasporti al tempo libero, anche la musica ha imparato a giocare con gli strumenti della tecnologia. A volte, quegli stessi strumenti che sono protagonisti del lavoro di scienziati e ricercatori. I computer, per esempio. Il progetto Laptop Orchestra ne schiera quindici, a comporre quella che è probabilmente la più bizzarra e futuristica ensemble orchestrale mai ospitata dall'Auditorium Parco della Musica.
I computer sono anche parte insostituibile del processo creativo dei Motel Connection, la band torinese formata dal cantante dei Subsonica Samuel Romano, dal bassista Pierfunk e dal dj Pisti, in concerto al Festival delle Scienze la sera di mercoledì 13 gennaio in sala Sinopoli. La performance è l’occasione per presentare H.E.R.O.I.N. - Human Environmental Return of Output/Input Network, un inedito progetto crossmediale “a ridotto impatto ambientale” che prevede la pubblicazione di un primo singolo, un fumetto, e un videogioco con il quale i visitatori del Festival potranno cimentarsi nei giorni della manifestazione grazie a una postazione dedicata allestita all’Auditorium. È invece addirittura un radiotelescopio a venir piegato a scopi musicali nel Concerto per Astrofisico e Radioscopio Il nero delle stelle, con protagonista Margherita Hack venerdì 15 e sabato 16 presso il Teatro Studio.
Sul fronte delle proiezioni, si rinnova la partecipazione di National Geographic Channel, che anche quest’anno presenta al Festival una nuova attesissima anteprima, Living on Mars (aka Terraforming Mars – Marte, terra promessa, dedicata all’ambizioso progetto dello scienziato della Nasa Chris McKay di trasformare il pianeta rosso in una seconda Terra che l’uomo potrà in futuro colonizzare, cui si affianca la rassegna di documentari La scienza ha fatto Bang...
Anche per questa quinta edizione del Festival delle Scienze, infine, i microfoni di Radio3 Scienza tornano all'Auditorium Parco della Musica di Roma per dare voce, con collegamenti quotidiani dal 14 al 17 gennaio, ai suoi protagonisti.
Festival delle Scienze
Tra Possibile e Immaginario
Magie tecnologiche e ricerca scientifica
V edizione
(13-17 gennaio 2010, Auditorium Parco della Musica – Roma)
Any sufficiently advanced technology is indistinguishable from magic (Arthur C. Clarke)
INFO
Sede
Il Festival delle Scienze si svolge nei diversi spazi indicati nel programma dettagliato dell’Auditorium – Parco della Musica – Viale Pietro de Coubertin (Roma)
Date e orari
Il calendario di eventi si articola da mercoledì 13 a domenica 17 gennaio 2010. L’apertura degli spazi espositivi e la programmazione degli eventi (conferenze, lectio magistralis, dialoghi, caffé scientifici, incontri per gli studenti e gli insegnanti) seguono gli orari indicati nel programma.
Biglietti
Gli eventi del Festival sono a pagamento al costo di 2 euro.
Spettacoli
Per informazioni sui prezzi degli spettacoli e sulle modalità di acquisto dei biglietti
Infopoint tel. 06 80241281 - Call Center tel. 199 109783 (servizio a pagamento)
Info al pubblico
Auditorium - Parco della Musica tel 06 80241281
Ufficio Promozione tel. 06 80241226
www.auditorium.com



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